La vicenda è iniziata il 19 luglio 2026 con l'intervento di Matteo Salvini, che ha portato allo spegnimento di 131 dispositivi autovelox non omologati nel Nordest, di cui 84 situati in Veneto. In concomitanza con questa azione, il Ministero ha avviato una riforma per disattivare i sistemi di rilevamento non a norma. Nei giorni successivi, l'operazione si è consolidata attraverso la sistematica rimozione dei dispositivi abusivi da parte dell'autorità centrale. La vicenda si conclude il 24 luglio con la pubblicazione online di una mappa che indica i siti in regola.