Tutti i termini che devi conoscere per leggere le notizie in modo critico. Dal bias cognitivo alla camera d'eco, dal framing al filter bubble.
La tendenza sistematica di un organo di informazione a presentare notizie e fatti in modo parziale, favorendo una determinata prospettiva politica, ideologica o commerciale. Non implica necessariamente la falsità delle informazioni, ma una selezione e inquadratura selettiva della realtà.
Una testata che copre estesamente gli scandali del governo avversario ma minimizza quelli del governo che supporta sta manifestando bias mediatico.
Un ambiente informativo in cui una persona è esposta prevalentemente a opinioni e informazioni che confermano le proprie convinzioni preesistenti. Le camere d'eco amplificano e rafforzano le credenze esistenti escludendo le voci dissonanti.
Seguire su Twitter solo account con cui si è d'accordo crea una camera d'eco che distorce la percezione del dibattito pubblico.
La condizione di isolamento intellettuale causata dagli algoritmi dei social network e dei motori di ricerca, che personalizzano i contenuti mostrati all'utente in base alle sue preferenze precedenti, creando una bolla informativa su misura.
Google mostra risultati diversi a persone diverse che cercano le stesse parole, basandosi sulla loro storia di navigazione e localizzazione geografica.
La scelta del contesto, delle parole e dell'angolazione con cui una notizia viene presentata. Lo stesso fatto può essere 'incorniciato' in modi radicalmente diversi a seconda dell'intento editoriale, influenzando profondamente come viene percepito dal lettore.
"Il governo taglia le pensioni" e "il governo riforma il sistema previdenziale" possono descrivere lo stesso provvedimento con frame opposti.
Il processo attraverso cui i media influenzano l'importanza che il pubblico attribuisce ai diversi temi. I media non dicono cosa pensare, ma su cosa pensare: le notizie che coprono di più diventano quelle che il pubblico considera più importanti.
Se tutti i telegiornali parlano per settimane di immigrazione, quella diventa la priorità percepita dall'opinione pubblica, indipendentemente dai dati reali.
La tendenza cognitiva a cercare, interpretare e ricordare le informazioni in modo da confermare le proprie convinzioni preesistenti. Nel consumo di notizie, porta a leggere solo le fonti che ci danno ragione e a ignorare le evidenze contrarie.
Un lettore convinto che i migranti aumentino la criminalità ricorderà selettivamente le notizie che confermano questa credenza.
Una notizia o un tema sistematicamente ignorato da una parte del panorama mediatico. I blindspot rivelano il bias per omissione: ciò che i media scelgono di non coprire è spesso altrettanto rivelatore di ciò che coprono.
Un evento importante che viene coperto estesamente dalle testate di sinistra ma ignorato da quelle di destra (o viceversa) è un blindspot.
Il processo per cui il panorama mediatico si divide in cluster sempre più distanti ideologicamente, riducendo la sovrapposizione tra le agende informative dei diversi orientamenti politici. L'Italia è tra i paesi europei con più alta polarizzazione mediatica.
Quando le testate di destra e sinistra coprono eventi completamente diversi nello stesso giorno, il paese si divide in realtà informative parallele.
Una misura del grado con cui un articolo utilizza un linguaggio orientato e carico di significato politico, rispetto a un tono neutro e fattuale. Alta frame intensity indica un uso marcato di framing, bassa intensity indica un approccio più descrittivo.
Un articolo che descrive i manifestanti come 'teppisti' ha alta frame intensity. Uno che li descrive come 'persone in piazza' ha bassa frame intensity.
Una tecnica retorica che consiste nel rispondere a una critica spostando l'attenzione su un'altra critica, spesso rivolta all'avversario. Nei media, viene usato per deflettere le critiche senza affrontarle direttamente.
"Sì, il nostro partito ha fatto X, ma il vostro aveva fatto Y" è whataboutism classico.