La fuga degli yacht di Putin, individuate in Turchia le navi di lusso di famiglia
/lastampa/esteriNell’epoca dei satelliti è ormai impossibile immaginare storie tipo La grande fuga dell’Ottobre Rosso, il sottomarino nucleare sovietico immaginato da Tom Clancy nel ’75, piena Guerra Fredda, in fuga dall’Unione sovietica per disertare verso l’Occidente con i sovietici che gli danno la caccia. E quella che stiamo per raccontare non è la storia di una diserzione, e non avviene sotto i mari, ma sopra i mari: è però anche questa, a modo suo, la storia di un ambiguo viaggio (una fuga?) di due grosse imbarcazioni-simbolo dalla Russia, passando per i mari dell’Occidente, stavolta verso la Turchia. Solo che tutto oggi, o quasi, avviene en plein air: abbiamo foto satellitari, transponder e agenzie di intelligence private, mari cablati, come il Baltico, il mare del Nord, le acque danesi, norvegesi, inglesi. Il mare, il fronte di uno dei pezzi più violenti e disturbanti della guerra contemporanea. Compresa quella Russia-Ucraina. Le barche russe di questa storia sono due. Due degli (almeno) quattro superyacht che le agenzie di intelligence occidentali considerano, ormai senza più dubbi, gli “yacht di Putin”. L’Fbi e il Tesoro Usa in primis ritengono che il presidente russo sia direttamente o indirettamente, attraverso ovvie scatole di prestanomi, collegato a essi, e per questo hanno posto queste barche sotto sanzioni (uno dei quattro yacht, lo Scheherazade, fu sequestrato dal governo di Mario Draghi in Italia, a Marina di Carrara). Il 29 giugno scorso un altro yacht di Putin, il Graceful - scortato da due navi della Marina militare russa, la motovedetta Voevoda e un cacciatorpediniere - è riapparso sui radar per la prima volta dal febbraio 2022, ossia dall’inizio dell’invasione su larga scala della Russia in Ucraina. Nei giorni successivi al più grande attacco di droni ucraini sulla raffineria di Mosca, e dopo che anche la zona di San Pietroburgo era stata colpita proprio nella settimana del forum economico russo, questo yacht di Putin ha riacceso per la prima volta il trasponder e subito l’agenzia Starboard Maritime Intelligence lo ha geolocalIzzato mentre navigava tra Danimarca e sud Norvegia. Secondo i dati di Marinetraffic, è diretto a Istanbul. Tra pochi giorni dovrebbe passare, una volta che sarà entrato nel Mediterraneo da Gibilterra, al largo di Sardegna e Sicilia. LEGGI ANCHE Lo yacht di 140 metri in Toscana è di Putin, gestito dai servizi russi È più che probabile che Putin abbia voluto segnalare apposta, i movimenti dello yacht, quasi come avviso o sfida al Regno Unito, che ha sequestrato petroliere della flotta russa ombra, e agli scandinavi. Non a caso lo yacht era scortato dalla motovedetta russa Voevoda, una nave del Servizio di soccorso marittimo russo entrata in servizio alla fine del 2025 e già collegata, da diversi consorzi investigativi, a personaggi di alto profilo del regime di Mosca. Il Cremlino chiariva con questo, a MI6, scandinavi e baltici, con linguaggio abbastanza esplicito, che lo yacht e il viaggio erano di rilevanza militare. Gli occidentali, britannici compresi, si sono guardati bene dal compiere atti ostili verso il Graceful. Ma hanno attentamente monitorato lo spostamento: da domenica mattina il convoglio è stato seguito (e fotografato) a turno prima da pattugliatori della Marina danese, e poi della Guardia costiera tedesca. Il Graceful fu costruito nel 2014. Era a Sochi negli ultimi soggiorni di Putin. Nel 2021 fu inviato al porto di Amburgo per riparazioni, ma a inizio febbraio del 2022 - casualmente, venti giorni prima dell’attacco russo all’Ucraina - fu spostato d’urgenza in territorio russo, più precisamente nella exclave di Kaliningrad (come scoprì il team di Alexey Navalny). La Cia ci vide la conferma, definitiva, che stava per partire l’invasione dell’Ucraina. Di solito quando si muove il Graceful qualcosa sta per succedere. Magari solo le vacanze miliardarie delle figlie di Putin. O forse il timore che gli attacchi dei droni ucraini nella zona di Pietroburgo, Primorsk, Ust Luga, cominciano ad andare troppo facilmente a bersaglio. L’impressione di non casualità è rafforzata dal viaggio di un altro degli yacht di Putin: quello più spesso usato da Alina Kabaeva, la compagna e madre dei figli più piccoli del dittatore russo. Il 71 metri Victoria ha lasciato la Russia il 26 giugno, stavolta da sud, dal Krasnodar Krai, diretto al Bosforo. Il 28-29 giugno era nel distretto di Istanbul. Poi ha fatto rotta a Bodrum, meta magnifica del turismo estivo in Turchia. Il Victoria, formalmente intestato a Gennady Timchenko, uno dei più vecchi sodali di Putin, fu varato dai cantieri militari Sevmash proprio assieme al Graceful (gli stessi cantieri i cui prodotti principali sono i sottomarini nucleari russi), ma fu rifinito poi interamente in Italia, ad Ancona. Siamo sempre in prima fila dinanzi ai soldi russi. Sui social un’amica di Alina Kabaeva postò spericolatamente una sua foto con il Victoria sullo sfondo. Ci sono i droni, sì, ma anche vacanze extralusso irrinunciabili, per la famiglia allargata di Putin.


