Nubifragio nel Novarese: pioggia, vento e grandine abbattono gli alberi. Scoperchiato un ristorante
/lastampa/novaraRaffiche di vento a 80 km orari, chicchi di grandine grandi come ciliegie: alle 16 un’ondata di maltempo ha colpito da Nord a Sud il Novarese. A Fara sono stati registrati i danni più ingenti: l’albergo ristorante Farese, all’imbocco Nord della circonvallazione, è stato completamente scoperchiato. Il tetto sollevato dal vento è stato scagliato in strada, interrompendo il transito dei veicoli sul vecchio tratto urbano della statale 299 della Valsesia. «È caduto un platano al monumento ai Caduti - dice il sindaco Ennio Prolo - e un pino è stato sradicato nella stazione. La Provinciale 20 per Barengo è stata interrotta in più punti dalla caduta di rami. Attivato il gruppo di Protezione civile in ausilio ai vigili del fuoco». È l’altra faccia di un clima che cambia, alternando lunghi giorni di canicola tra i 35 e i 40 gradi e nubifragi improvvisi caratterizzati da raffiche di vento e grandine che devastano per qualche minuto prima di lasciare nuovamente spazio all’afa. A Romagnano i cavi che alimentano gli impianti dei pozzi idrici sono stati tranciati dalla caduta di alberi. La fornitura di acqua potabile ha subito rallentamenti in alcune zone. Il sindaco Alessandro Carini ha emesso un’ordinanza per imporre la verifica dello stato di sicurezza di tetti, tegole, grondaie e antenne pericolanti. Sull’autostrada A26 parecchie auto hanno avuto i parabrezza scheggiati dalla grandine. L’amministrazione comunale ha attivato il Coc, il Centro operativo comunale, e richiamato il personale reperibile attivando le squadre della Protezione civile per intervenire sulle situazioni di maggiore gravità. Alla piscina L'incontro di Romagnano Sesia la tromba d’aria ha fustigato i lettini dei bagnanti e demolito gli ombrelloni. Lungo il tratto della «nuova» tangenziale di Romagnano, una pianta caduta ha bloccato il traffico. Danni ai vigneti e ai campi di mais in territorio di Sizzano, a Cavaglio d’Agogna e a Barengo. Gli agricoltori delle colline novaresi non sanno come altro descrivere quello che vedono dopo «mezz’ora di apocalisse». Grandine, pioggia e vento con «una tromba d’aria» hanno devastato vigneti e campi di mais tra Ghemme, Fara, Barengo, Cavaglio d’Agogna, Briona, «danneggiato terreni a Romagnano Sesia» e «sfiorato quelli di Grignasco e Boca».«Non c’è più niente», dice qualcuno con le lacrime agli occhi. Sulla collina di Fara, nei locali della clinica I Cedri, la pioggia ha allagato la hall d’ingresso. A Briona sono stati danneggiati i cavi della fibra ottica. Tegole cadute dai tetti anche a Sillavengo e danni in tutta quell’area della provincia. Il nubifragio a Fara Novarese, grandine grande come ciliegie Al bar La Sportiva di Sizzano il tetto ha ceduto ed è finito sul parcheggio accanto alla statale 299 e sul campetto di calcio: «Il locale che accoglie il settore giovanile è aperto solo al mattino quindi nessuno è rimasto ferito - dice il titolare Alessandro Troiano -. Per seguire le riparazioni interromperò le ferie e rientrerò subito a Sizzano». Il tetto scoperchiato del bar La Sportiva di Sizzano<MC> Alberi abbattuti dal vento anche a Carpignano Sesia: il sindaco Christian Massara avvierà un censimento per quantificare i danni. A Momo sono caduti 50 millimetri di pioggia mista a grandine: «Il forte vento ha piegato il mais - dice l’agricoltore Alessandro Ardrizzini -. La stima dei danni sarà fatta nelle prossime ore».
