Vicenza, installatori e acquisizioni: Baxi trova la sua strada per crescere
Veneto/Vicenza/Economiadi Federico Nicoletti Bene il 2025 e l’avvio 2026, in un mercato del riscaldamento difficile. L’ad dell’azienda di Bassano: «In Europa ci sono mercati che continuano con una buona crescita, in particolare la Spagna. Restano importanti Russia e Argentina» Baxi trova la strada per avanzare in un mercato della climatizzazione ancora difficile. Il lavoro di acquisizione dei centri assistenza in Italia, per rafforzare la presa sul mercato interno. E il punto di forza delle vendite all’estero, andate bene l’anno scorso e anche in quello in corso. E poi la completa acquisizione, dopo il 25% preso tre anni fa, della friulana Gi Holding, annunciata questa settimana, per entrare con decisione nel mercato delle pompe di calore di grande taglia, sopra i 50 kilowatt, quelle per grandi edifici e centri commerciali, che restano il centro della crescita in quel segmento. Riscaldamento e climatizzazione È interessante anche per fare il punto sull’andamento del settore del riscaldamento e climatizzazione lungo gli ultimi anni, tra il boom post-Covid e la profonda crisi seguita alla fine degli incentivi, guardare al bilancio 2025 di Baxi, l’azienda di Bassano con 850 dipendenti, parte del colosso olandese del settore Bdr Thermea, 6.500 dipendenti e ricavi 2025 per 1,9 miliardi di euro. Specie dopo l’acquisizione annunciata questa settimana di Gi, interessante da collegare ai risultati 2025, archiviato con ricavi per 368 milioni, +2,5% sui 358 del 2024, per 569 mila caldaie vendute, e un utile netto di 17,5 milioni, un rotondo +40% rispetto ai 12,5 dell’anno precedente. Un «buon anno» il 2025, lo descrive la relazione di bilancio, che ha consentito «di recuperare molti cali registrati nel biennio 2023-’24», in un andamento positivo, specie nell’alta stagione tra settembre e novembre, delle caldaie a gas. In un mercato che però di fondo «resta comunque diffidente», dice la relazione, come mostra l’andamento positivo del mercato dei ricambi, +6,5%, segno anche d’investimenti nel nuovo che vengono rimandati, mentre il vincolo delle pompe di calore ancora nei magazzini dal 2023 non è del tutto risolto. I ricavi Il 2022 dei 424 milioni di ricavi, l’anno record di Baxi delle 650 mila caldaie prodotte a Bassano, è alle spalle. Ma i risultati 2025 sono in crescita sia sul 2024 che sui 365 milioni di ricavi 2023. Baxi tiene le quote di mercato in Italia, con ricavi per 124 milioni di euro; mentre funzionano bene le vendite all’estero, sia quelle dirette, +7,3%, per 47,4 milioni, sia i ricavi lordi delle vendite infragruppo, 212 milioni, +6,2, con crescite significative verso Polonia, +23%, Francia, +18%, e Spagna, +17%. E il deciso miglioramento degli utili segnala un lavoro su efficienza operativa e margini, oltre a costi delle materie più stabili. Insomma, in un mercato ancora non facile, Baxi s’è ricavata la via per attraversarlo. «In Italia ci siamo difesi, mantenendo le posizioni, in un mercato di difficile interpretazione, con acquisti anticipati a fine 2025, basati magari su stime rivelatesi ottimistiche, che hanno poi rallentato quelli nel primo trimestre 2026», dice l’amministratore delegato di Baxi, Alberto Favero. La tenuta in Italia è frutto anche del lavoro negli ultimi anni di acquisizione dei centri di assistenza. «Il programma sta producendo risultati - aggiunge il manager -, in una progressione che vogliamo continuare: sono i centri di assistenza ad assicurare la posizione sul mercato e su quanto è stato installato». Più favorevole l’intonazione sull’estero. «In Europa ci sono mercati che continuano con una buona crescita, in particolare la Spagna, ma la progressione resta positiva anche in Turchia - sostiene Favero -. Restano importanti anche mercati storici, come la Russia e l’Argentina, dove, fatte le proporzioni sul valore, siamo in crescita, anche per il venir meno di restrizioni alle importazioni dall’Italia. E il nostro export sta andando piuttosto bene anche quest’anno». In un 2026 in cui lo stabilimento a Bassano lavora senza più ricorrere alla cassa integrazione e dove l’obiettivo può essere ripetere i risultati 2025. I refrigeranti a basso impatto La navigazione per altro resta a vista, di fronte alle norme Ue, che ora nel 2027 imporranno il passaggio ai refrigeranti a basso impatto anche per le pompe di calore. Qui però Baxi e Bdr Thermea hanno fatto la scelta rilevante, sui cui concentrarsi nel 2026, della piena acquisizione di Gi Holding, 300 dipendenti e 75 milioni di ricavi tra Europa, Medio Oriente e Sud Est Asiatico, per entrare in grande stile nelle pompe di calore di grande potenza. «Manterremo le due aziende separate, pur con gruppi di lavoro per allinearle», dice Favero, che sarà amministratore delegato anche di Gi. Fermati per ora invece, di fronte alle condizioni di mercato, i piani per il secondo stabilimento a Bassano dedicato alle pompe di calore, di cui si era parlato negli anni scorsi: «Siamo concentrati sul nuovo progetto - conclude Favero riferendosi a Gi Holding -. Non è accantonato, ma in questo momento non è tra le priorità».