Dopo inchieste giornalistiche e sanzioni, Beretta possiede ancora la sua società in Russia
MondoPietro Gussalli Beretta, amministratore delegato e presidente dell’omonimo gruppo – la storica azienda italiana di armi da fuoco – è stato nel consiglio di amministrazione di una società russa, poi sanzionata dagli Stati Uniti per il suo ruolo nell’industria della difesa di Mosca. Russian Eagle, in russo Russkiy Orel, è stata messa sotto sanzioni nel 2024 dal dipartimento del Tesoro Usa dopo l’inchiesta di IrpiMedia e The Insider, che aveva svelato l’importazione in Russia, dopo l’inizio dell’invasione su larga scala dell’Ucraina, di migliaia di fucili e pistole a marchio Beretta. Al momento dell’applicazione delle sanzioni, il socio di maggioranza di Russian Eagle era proprio Beretta. Grazie a un documento societario relativo a un’altra società, oggi non più disponibile online, IrpiMedia e The Insider hanno scoperto che Pietro Gussalli Beretta, rappresentante della quindicesima generazione della famiglia fondatrice della fabbrica di armi, almeno per tutto il 2022 ha seduto personalmente nel cda dell’azienda russa. L’inchiesta in breve La società Russian Eagle è stata sanzionata dagli Stati Uniti nel 2024. Un’inchiesta di IrpiMedia e The Insider aveva svelato il suo ruolo nell’importazione in Russia, dopo l’inizio dell’invasione su larga scala dell’Ucraina, di migliaia di fucili e pistole Il socio di maggioranza di Russian Eagle è Beretta, storico produttore di armi italiano. Alle domande inviate dai giornalisti in vista della pubblicazione della prima inchiesta, Beretta non aveva risposto IrpiMedia e The Insider hanno scoperto che Pietro Gussalli Beretta, presidente e amministratore del gruppo di famiglia, sedeva personalmente nel cda dell’azienda russa, almeno per tutto il 2022 In una recente audizione alla Camera dei deputati, a febbraio 2026, i rappresentanti di Beretta non hanno risposto in merito alla proprietà dell’azienda russa Alla richiesta di commento per questa inchiesta Beretta ha risposto che «Russian Eagle è stata deconsolidata non appena ciò è risultato possibile dal punto di vista giuridico e pratico», cioè rimossa dal bilancio consolidato del gruppo, senza specificare quando e come questo sia accaduto All’inizio del 2026, durante un’audizione di fronte alla commissione Difesa della Camera dei deputati, a Beretta è stato chiesto conto di quanto riportato nell’inchiesta di IrpiMedia. I rappresentanti dell’azienda hanno risposto solo parzialmente, affermando che il gruppo non lavora con la Russia «da anni». Alle domande inviate dai giornalisti prima della pubblicazione dell’inchiesta, Beretta non aveva risposto. Tuttavia, dopo una nuova richiesta di commento, il produttore di armi ha dichiarato che «Russian Eagle è stata deconsolidata non appena ciò è risultato possibile dal punto di vista giuridico e pratico», ovvero esclusa dal bilancio consolidato del gruppo, senza specificare quando e come ciò sia avvenuto. «I rappresentanti di Beretta Holding hanno quindi rassegnato le dimissioni dal consiglio di amministrazione della società. La società non è più operativa e, in ogni caso, operava esclusivamente nel mercato dei prodotti per la caccia», spiegano dall’ufficio stampa.
