
Il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, ha impartito al Pentagono l'ordine di effettuare una riduzione sostanziale delle esercitazioni militari congiunte condotte con la Corea del Sud. La decisione è stata comunicata tramite un post sul social network Truth Social, in concomitanza con l'avvio delle manovre annuali denominate Ulchi Freedom Shield.
Secondo quanto dichiarato dal presidente, le esercitazioni sono considerate "costose" — con una quota di spesa quasi interamente a carico degli Stati Uniti — e inviano un segnale definito "inappropriato e ostile" verso la Corea del Nord. Trump ha motivato il provvedimento citando il suo "ottimo rapporto" con il leader nordcoreano Kim Jong-un, descritto come rispettoso e non minaccioso durante la sua presidenza.
Nonostante l'ordine di riduzione, le esercitazioni sono già iniziate e proseguiranno fino al 27 agosto. Il programma prevede:
Le autorità della Corea del Sud hanno confermato che le manovre si svolgeranno come previsto, mentre il governo di Seul intende sfruttare l'occasione per avanzare verso il recupero del controllo operativo delle proprie forze armate in caso di conflitto.\
Oltre al rapporto con Kim Jong-un, la decisione di Trump è stata collegata alla posizione della Corea del Sud riguardo al conflitto in Medio Oriente. Nello specifico, il presidente ha menzionato la scelta di Seul di non partecipare alla guerra contro l'Iran come uno dei fattori che influenzano la sua valutazione sulle esercitazioni.\ Poiché le manovre erano già avviate, Trump ha specificato di aver incaricato il Segretario alla Difesa, Pete Hegseth, di limitare la partecipazione americana dato che era "troppo tardi per cancellarle" completamente.

Trump si esercita con Seul (a metà) e strizza l’occhio a Kim
Internazionale
Il regalo di Trump a Kim Jong-un: “Esercitazioni militari con Seul costose e ostili, vanno ridotte”
esteri
Trump taglia le esercitazioni militari con la Corea del Sud
/lastampa/esteriWASHINGTON. Donald Trump ha dichiarato di aver dato istruzioni al Segretario alla Difesa Pete Hegseth di ridurre in modo sostanziale le imminenti esercitazioni militari tra Stati Uniti e Corea del Sud – ma solo perché è troppo tardi per cancellarle – sostenendo che tali manovre inviino un messaggio "ostile" alla Corea del Nord, specie considerando il suo rapporto di lunga data con il leader nordcoreano Kim Jong Un. In un post su Truth Social, Trump si è detto «non contento» del fatto che gli Stati Uniti avessero accettato di partecipare a esercitazioni militari congiunte con la Corea del Sud, definendo le manovre costose e inutili. «Visto il mio ottimo rapporto con Kim Jong Un, della Corea del Nord, non sono contento del fatto che gli Stati Uniti abbiano accettato, tempo fa, di partecipare a esercitazioni militari congiunte con la Corea del Sud», ha scritto Trump. Le dichiarazioni di Trump toccano una delle questioni più delicate per la sicurezza nell'Asia nord-orientale. Le esercitazioni militari congiunte annuali tra Stati Uniti e Corea del Sud mirano a migliorare la prontezza operativa degli alleati e a fungere da deterrente contro una possibile aggressione da parte della Corea del Nord. Qualsiasi riduzione delle esercitazioni alleate attirerebbe probabilmente l'attenzione critica di funzionari della difesa, legislatori e analisti, che considerano tali manovre un elemento fondamentale della deterrenza nella penisola coreana. "Grazie per i consigli, George": Trump evoca Washington con l’IA per celebrare la sua ballroom Trump ha incentrato la sua posizione principalmente sulla diplomazia personale con Kim, incontrato tre volte durante il suo primo mandato. Il presidente ha sostenuto che la Corea del Nord si è mostrata "non minacciosa e rispettosa" durante la sua presidenza.Trump ha inoltre fatto riferimento a una recente conversazione con il presidente sudcoreano Lee Jae-myung, affermando di avergli chiesto se la Corea del Sud intendesse partecipare agli sforzi per la denuclearizzazione dell'Iran., implicando velatamente che la sua decisione di questa domenica sia stata condizionata da tale rifiuto.Le dichiarazioni di Trump giungono a pochi giorni di distanza dalle aspre critiche mosse dalla Corea del Nord alle imminenti esercitazioni "Ulchi Freedom Shield", il cui inizio è previsto per questo lunedì 17 agosto. Pyongyang, di fatto, condanna da tempo tali manovre, considerandole prove generali di un'invasione, e ha spesso reagito con minacce, lanci di missili o dimostrazioni di forza militare. Il Ministero degli Esteri nordcoreano ha avvertito che il Paese è pronto a difendersi con «la forza più potente e schiacciante», accusando Washington di voler imporre un predominio militare nella penisola. I funzionari del regime, inoltre, hanno affermato che le manovre riflettono una politica statunitense sempre più ostile, contestando in particolare gli scenari che prevedono l'impiego di droni, attacchi informatici e altre minacce legate alla guerra moderna. Secondo quanto riportato questa settimana, la Corea del Nord ha definito la crescente cooperazione militare tra Stati Uniti, Corea del Sud e Giappone una minaccia sempre più grave per la propria sicurezza. Queste dichiarazioni giungono in un clima di crescente tensione nella penisola coreana. Domenica, la Corea del Sud ha reso noto che le proprie forze armate hanno sparato colpi d'avvertimento dopo che alcuni soldati nordcoreani avevano attraversato la linea di demarcazione militare che separa i due Paesi, costringendo le truppe nordcoreane a rientrare.Parallelamente, la Corea del Nord e la Russia hanno continuato a rafforzare i propri legami: nel fine settimana, Pyongyang e Mosca si sono scambiate messaggi per ribadire la loro crescente partnership, consolidatasi dopo l'invio di truppe e armamenti nordcoreani a sostegno della guerra russa in Ucraina., consentendogli di svolgere un ruolo di maggior rilievo nella competizione strategica tra le grandi potenze. Trump ha continuato a lasciare aperta la possibilità di una ripresa della diplomazia con la Corea del Nord e ha spesso citato i suoi precedenti incontri con Kim come prova del loro rapporto personale.Sebbene i negoziati sul programma nucleare della Corea del Nord si siano infine arenati, Trump ha continuato a descrivere in termini positivi il suo rapporto con Kim.; tali dichiarazioni sono giunte mentre la Corea del Nord criticava le imminenti esercitazioni militari.Non è ancora chiaro se la direttiva di Trump porterà a modifiche immediate alle esercitazioni "Ulchi Freedom Shield" o della futura pianificazione militare congiunta tra Stati Uniti e Corea del Sud.

Trump sacrifica la Corea del Sud per tornare a parlare con Kim
Esteri«Alla luce dell’ottimo rapporto che ho con Kim Jong Un». È da qui, da questo passaggio di un post su Truth, che bisogna partire per capire la decisione con cui Donald Trump ha ordinato al Pentagono di ridurre sensibilmente le esercitazioni militari congiunte con la Corea del Sud. Il presidente statunitense non ha solo detto che le esercitazioni costano troppo e che sono inutilmente provocatorie. Ha spiegato che la sua buona relazione con il dittatore nordcoreano rende quei «giochi di guerra» un segnale «del tutto inappropriato e ostile» verso un Paese che, da quando Trump è presidente, sarebbe stato «non minaccioso e rispettoso». E ha aggiunto un elemento ancor più rivelatore: la decisione arriva anche perché Seul ha rifiutato di partecipare alla campagna americana per la «denuclearizzazione» dell’Iran. Tradotto: l’alleanza militare con gli Stati Uniti è collegato, per Trump, alla disponibilità dell’alleato a seguire Washington in una guerra che non riguarda direttamente la sua sicurezza – proprio fatto come gli alleati Nato, secondo quanto rivelato da Bloomberg. Ma in questo caso c’è una sorta di salto di qualità: Washington fa dipendere gli strumenti che rendono credibile una garanzia di sicurezza – truppe, addestramento, esercitazioni – dalla partecipazione dell’alleato alle guerre scelte dal presidente americano. Eppure, la Corea del Sud non è un partner occasionale. Circa 28.500 militari americani sono dispiegati permanentemente nella penisola e le esercitazioni congiunte servono soprattutto a mantenere la capacità di reagire rapidamente a un attacco nordcoreano. L’esercitazione Ulchi Freedom Shield, iniziata comunque il 17 agosto, coinvolge circa 18.000 militari sudcoreani e incorpora anche le lezioni delle guerre contemporanee: droni, cyberattacchi, guerra elettronica. E non solo: per dimensione economica, progresso tecnologico e ruolo crescente nella sicurezza regionale secondo molti analisti Seul meriterebbe di essere promossa da ospite frequente del G7 e membro permanente di un nuovo G8. Dall’altra parte, la Corea del Nord è oggi un avversario più pericoloso di quella che era durante la prima amministrazione Trump. Ha sviluppato l’arsenale nucleare e missilistico. Ha stretto un’alleanza militare sempre più profonda con Vladimir Putin e ha trasformato la guerra in Ucraina in un laboratorio per le proprie forze armate, fornendo a Mosca missili balistici e migliaia di militari che stanno acquisendo esperienza sul campo di battaglia reale (come guerra con i droni, sistemi senza pilota, operazioni contro un avversario dotato di tecnologia occidentale). In altre parole, mentre la Corea del Nord impara la guerra del XXI secolo combattendo accanto alla Russia, gli Stati Uniti discutono se ridurre l’addestramento con l’alleato che dovrebbe aiutarli a fermarla. La spiegazione di Trump non è nuova. Nel 2018, dopo il primo vertice con Kim a Singapore, il presidente aveva annunciato la sospensione delle grandi esercitazioni definendole «provocatorie» e «molto costoso». Nel 2019, dopo il fallimento del secondo vertice di Hanoi, aveva nuovamente chiesto di cancellarle, sostenendo che servisse a ridurre le tensioni con Pyongyang e a «risparmiare centinaia di milioni di dollari» per gli Stati Uniti. La storia si ripete. Ma oggi c’è una differenza fondamentale: Kim dispone di un arsenale più avanzato, di una partnership militare con la Russia e di un esercito che sta accumulando esperienza in una guerra vera. Nonostante questo, Trump vuole comunque una nuova stagione di summit con Kim. La diplomazia con Pyongyang non è un errore. Con una potenza nucleare è inevitabile cercare canali diplomatici. Il problema è un altro: una trattativa può richiedere di abbassare temporaneamente la tensione; non dovrebbe richiedere di indebolire gli strumenti che rendono credibile la propria posizione negoziale. Le esercitazioni non sono una dichiarazione di guerra. Sono il modo attraverso cui due eserciti che dovrebbero combattere insieme imparano a farlo. Sospenderle o ridurle può essere una scelta politica legittima. Ma quando il presidente americano la giustifica esplicitamente con il suo rapporto personale con il leader nordcoreano, il messaggio cambia. E cambia anche per Seul. Il problema, infatti, non è soltanto Kim. È la credibilità americana. A gennaio Elbridge Colby, sottosegretario alla Difesa per la politica e uno degli uomini più importanti della strategia di sicurezza dell’amministrazione, definiva la Corea del Sud un «alleato modello». Sette mesi dopo, lo stesso alleato viene penalizzato perché ha rifiutato di seguire Washington nella guerra contro l’Iran. Nel frattempo Trump chiede agli alleati asiatici di spendere di più per la propria difesa. La logica è comprensibile: meno dipendenza dagli Stati Uniti, più responsabilità degli alleati. Ma funziona soltanto se, nel momento decisivo, gli alleati continuano a credere che Washington ci sarà. Un alleato che dubita della protezione americana può decidere di riarmarsi. Può anche decidere che sia più prudente non irritare il proprio vicino più potente. È questo il rischio della politica di Trump in Corea. Per rassicurare Kim, Washington rischia di inquietare Seul. Per preparare un nuovo vertice con il nemico, indebolisce gli strumenti che servono a rassicurare l’alleato. E il messaggio non arriva soltanto a Pyongyang. Arriva anche a Tokyo, Taipei e agli altri partner asiatici degli Stati Uniti. Un’alleanza è una promessa di sicurezza. Se quella promessa cambia a seconda del rapporto personale del presidente americano con il leader dell’avversario o della disponibilità dell’alleato a seguirlo in una guerra lontana, smette di essere una garanzia e diventa una variabile. Per la Corea del Sud, oggi, è questa la vera incognita.

Al via le Ulchi Freedom Shield, le esercitazioni militari Usa-Corea del Sud, ma Trump le definisce «costose e ostili» verso la Corea del Nord
ESTERIIl presidente americano vuole ridurre la partecipazione degli Stati Uniti alle manovre, che dureranno 11 giorni e coinvolgeranno circa 18mila militari Sono iniziate oggi le esercitazioni militari congiunte tra Stati Uniti e Corea del Sud, le Ulchi Freedom Shield, che dureranno per 11 giorni. A poche ore dall’avvio delle esercitazioni, Donald Trump ha però scritto sul social Truth di voler ridurre significativamente la partecipazione americana, definendo le esercitazioni «costose» e sostenendo che inviino «un segnale totalmente inappropriato e ostile» alla Corea del Nord. Trump ha motivato la decisione per via del suo «ottimo rapporto» con il leader nordcoreano Kim Jong Un, sostenendo che, da quando lui è presidente, il Paese si sia dimostrato «non minaccioso e rispettoso». L’esercitazione annuale: Ulchi Freedom Shield Le esercitazioni, che coinvolgono circa 18mila militari sudcoreani e personale statunitense, sono iniziate regolarmente nonostante l’annuncio di Trump. La presidenza sudcoreana ha ribadito che i due Paesi hanno mantenuto uno stretto coordinamento sulla postura di difesa comune e continueranno a farlo. Le esercitazioni servono a rafforzare la capacità dei due Paesi di rispondere a un eventuale attacco nordcoreano e quest’anno tengono conto anche delle nuove caratteristiche della guerra moderna, compresi gli insegnamenti maturati dal conflitto in Ucraina e dall’impiego di droni, sistemi elettronici e altre tecnologie sul campo di battaglia. La speranza di un nuovo dialogo con la Corea del Nord Anche l’ufficio presidenziale sudcoreano ha accolto con attenzione il messaggio di Trump e ha espresso la speranza che i rapporti personali tra il presidente americano e Kim Jong Un possano favorire una ripresa del dialogo con la Corea del Nord. «Il governo sta seguendo con attenzione il messaggio pubblicato dal presidente Trump sui social media e auspica che il rapporto amichevole tra i leader degli Stati Uniti e della Corea del Nord porti a un dialogo significativo», ha fatto sapere Seul. La situazione resta però complessa. Come riporta il Post, la Corea del Nord non ha interrotto lo sviluppo del proprio programma missilistico e nucleare e negli ultimi anni ha inviato migliaia di soldati a sostegno delle forze russe impegnate nella guerra in Ucraina, acquisendo così esperienza diretta sul campo di battaglia. L’Iran al centro delle preoccupazioni di Trump Nel suo intervento su Truth Social, Trump ha collegato la questione delle esercitazioni anche alla posizione assunta dalla Corea del Sud sull’Iran. Il presidente americano ha raccontato di aver recentemente chiesto al presidente sudcoreano se Seul fosse disposta a unirsi agli Stati Uniti negli sforzi per la denuclearizzazione del Paese, ricevendo, secondo il suo racconto, una risposta negativa. Trump ha quindi ribadito che la sua priorità resta impedire che l’Iran possa dotarsi di un’arma nucleare. «L’obiettivo numero uno è, e sarà sempre, che l’Iran non possa possedere, in alcun modo, forma o maniera, un’arma nucleare», ha scritto, nel giorno in cui scade il cessate il fuoco di 60 giorni tra Stati Uniti e Iran.
Trump riduce esercitazioni Usa-Seul per l'ottimo rapporto con Kim
EsteroUsa-Corea del Sud, al via le esercitazioni militari congiunte
itSull’avvio delle manovre pesa però la presa di posizione del presidente statunitense Donald Trump, che ha annunciato di aver ordinato al segretario alla Difesa Pete Hegseth di "ridurre sostanzialmente" le esercitazioni. Secondo Trump, le manovre sono troppo costose e inviano alla Corea del Nord un segnale "inappropriato e ostile" Guglielmo Gallone - Città del Vaticano Stati Uniti e Corea del Sud hanno dato lunedì il via alle esercitazioni militari congiunte estive Ulchi Freedom Shield, in programma fino al 27 agosto. Le manovre coinvolgono circa 18.000 militari statunitensi e sudcoreani e quest’anno dedicano particolare attenzione alla guerra con i droni, alle interferenze dei sistemi Gps e agli attacchi informatici. Le simulazioni terranno conto anche dell’esperienza maturata dai militari nordcoreani nei combattimenti al fianco della Russia contro l’Ucraina. Pyongyang ha duramente criticato le esercitazioni, definendole una «prova generale di aggressione» dalla natura «più provocatoria e pericolosa» rispetto al passato. Manifestanti sudcoreani con cartelli partecipano a una manifestazione di protesta contro l'esercitazione militare congiunta tra Corea del Sud e Stati Uniti, davanti all'ambasciata statunitense a Seul (AFP or licensors) Le ultime dichiarazioni di Trump Sull’avvio delle manovre pesa però la presa di posizione del presidente statunitense Donald Trump, che ha annunciato di aver ordinato al segretario alla Difesa Pete Hegseth di «ridurre sostanzialmente» le esercitazioni. Secondo Trump, le manovre sono troppo costose e inviano alla Corea del Nord un segnale «inappropriato e ostile». Il presidente americano ha riconosciuto che è ormai troppo tardi per cancellare l’edizione appena iniziata, ma ha assicurato che sarà comunque ridimensionata, lamentando anche il peso economico sostenuto da Washington. Le parole di Trump toccano uno dei cardini della presenza militare americana nell’Asia orientale. Gli Stati Uniti mantengono circa 28.500 militari in Corea del Sud nell’ambito dell’alleanza tra Washington e Seul. Secondo i dati più recenti del Congressional Research Service, nel settembre 2025 erano 53.490 i militari americani in servizio attivo dislocati in Giappone, 45.528 alle Hawaii, 23.642 in Corea del Sud e 6.986 a Guam. Complessivamente, circa 375.000 militari e civili fanno dunque capo all’area di responsabilità del Comando Indo-Pacifico degli Stati Uniti. Una presenza che fa della penisola coreana uno dei punti centrali del dispositivo statunitense nell’Indo-Pacifico. In Evidenza 14/06/2026 Il cardinale You Heung-sik: la Penisola coreana non può mai rinunciare alla pace Le parole del prefetto del Dicastero per il Clero, già arcivescovo di Daejeon, nell’omelia della Messa per la pace e la riconciliazione tra la Corea del Sud e del Nord, nella ... La reazione sudcoreana La presidenza sudcoreana ha fatto sapere di stare valutando le dichiarazioni di Trump, precisando però che le esercitazioni sono iniziate come programmato e che Seul continuerà a mantenere uno stretto coordinamento con Washington. Allo stesso tempo, la Corea del Sud ha accolto con favore i segnali di apertura del presidente americano verso Pyongyang. Nel fine settimana Trump ha ricordato i suoi rapporti personali con Kim Jong Un, pubblicando una fotografia risalente a un incontro durante il suo primo mandato e affermando: «Kim Jong Un e io andiamo molto d’accordo». La presidenza sudcoreana ha espresso l’auspicio che questa relazione possa contribuire alla ripresa di «un dialogo significativo» con il Nord. È una prospettiva che peraltro si inserisce nel tentativo di distensione avviato dal presidente sudcoreano, Lee Jae-myung, proprio in queste ore. Sabato, durante le celebrazioni per l’81esimo anniversario della liberazione della Corea dall’occupazione giapponese, Lee ha proposto a Pyongyang di aprire negoziati per arrivare a un trattato di pace. «Deponiamo le intenzioni di minacciarci a vicenda e cominciamo un confronto per mettere fine a questa lunga guerra», ha affermato il presidente, proponendo anche un «sistema di sicurezza a più livelli» per ridurre il rischio di incidenti lungo il confine. La proposta punta a chiudere formalmente un conflitto sospeso da oltre settant’anni. La guerra di Corea, iniziata nel 1950 con l’invasione del Sud da parte delle forze nordcoreane, terminò il 27 luglio 1953 non con un trattato di pace, bensì con un armistizio. Le due Coree sono dunque formalmente in tregua ma ancora tecnicamente in guerra, separate dalla Zona demilitarizzata, la DMZ: una fascia lunga circa 250 chilometri e larga quattro che, nonostante il nome, costituisce uno dei confini più militarizzati al mondo. La foto postata dal presidente Usa, Donald Trump, con Kim Jong Un (AFP or licensors) Nuovi incidenti al confine Ed è proprio lungo questa linea che si è verificato un nuovo incidente. La scorsa settimana alcuni soldati nordcoreani hanno attraversato brevemente la linea di demarcazione militare nel settore orientale del confine. Le forze sudcoreane hanno reagito sparando colpi di avvertimento, dopo i quali i militari di Pyongyang sono tornati sul proprio lato. Secondo fonti governative citate dall’agenzia Yonhap, i soldati nordcoreani erano probabilmente impegnati in attività di pattugliamento. Si tratta del primo sconfinamento di questo tipo registrato dall’inizio dell’anno. Ascolta la puntata di Off the Radar dedicata alla Corea su YouTube!

Trump: "Esercitazioni con Corea del Sud inappropriate, segnale ostile per Corea del Nord"
Esteri
Trump ordina al Pentagono di ridurre le manovre militari con la Corea del Sud, un segnale per Kim Jong Un
2026Domenica il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha ordinato al Pentagono di ridurre le annuali esercitazioni militari congiunte con la Corea del Sud, sostenendo che l'alleato ha rifiutato di contribuire alla guerra contro l'Iran e richiamando la sua buona relazione con il leader nordcoreano Kim Jong Un. PUBBLICITÀ PUBBLICITÀ In un messaggio sui social media Trump ha affermato che le esercitazioni, iniziate lunedì, sono costose, e "mandano un segnale totalmente inappropriato e ostile" alla Corea del Nord, che, a suo dire, "non è stata minacciosa ed è stata rispettosa" durante il suo mandato alla Casa Bianca. "Pertanto, e visto che è troppo tardi per annullarle, ho incaricato il segretario alla Difesa Pete Hegseth di ridurre in modo sostanziale le esercitazioni militari congiunte!" ha scritto Trump. Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ordina al Pentagono di ridurre le esercitazioni militari congiunte con la Corea del Sud @realDonaldTrump/Truth Social Il presidente repubblicano ha aggiunto di aver chiesto di recente al presidente sudcoreano Lee Jae Myung se il Paese si sarebbe unito agli Stati Uniti nella "denuclearizzazione" dell'Iran, "e loro hanno detto: 'No, grazie!'". La decisione è l'ultimo esempio di come Trump sembri voltare le spalle a un alleato a favore di un leader che le amministrazioni precedenti hanno sempre considerato un avversario. Trump e altri membri della sua amministrazione hanno inoltre attaccato gli alleati della NATO per la presunta mancanza di sostegno alla sua guerra contro l'Iran, mentre l'Alleanza cerca di fronteggiare una Russia sempre più aggressiva nella regione baltica. Si tratta anche di un netto cambio di rotta rispetto a come la sua amministrazione ha considerato la Corea del Sud negli ultimi mesi. A maggio Hegseth aveva lodato lo storico alleato per il suo "impegno ad aumentare la spesa per la difesa" e per la sua "leadership nell'assumere la responsabilità primaria della sicurezza della penisola coreana" durante un incontro al Pentagono. "Dimostra una ripartizione degli oneri all'interno dell'alleanza che tutti i partner dell'America farebbero bene a seguire", aveva aggiunto il segretario alla Difesa. Uno schermo televisivo mostra un'immagine d'archivio del lancio di un missile nordcoreano durante un notiziario alla stazione ferroviaria di Seul, in Corea del Sud, mercoledì 12 agosto 2026 Ahn Young-joon/Copyright 2026 The AP. All rights reserved. Gli undici giorni di esercitazioni, che coinvolgono 18mila soldati sudcoreani, sono stati progettati per aumentare il livello di prontezza contro le minacce della Corea del Nord. Le forze armate statunitensi hanno affermato che le esercitazioni estive Ulchi Freedom Shield rafforzano "il ruolo dell'alleanza come perno della pace e della sicurezza regionali" e confermano "l'incrollabile impegno tra Stati Uniti e Repubblica di Corea a difendere i rispettivi Paesi". Le esercitazioni sono una delle due principali manovre congiunte condotte ogni anno dagli eserciti sudcoreano e statunitense, insieme all'addestramento primaverile. La Corea del Nord sta premendo con forza per ampliare i propri arsenali nucleari e missilistici da quando la diplomazia ad alto rischio tra Kim e Trump è naufragata nel 2019. Secondo gli esperti, Kim ritiene probabilmente che un arsenale più ampio aumenterebbe la sua capacità di strappare ulteriori concessioni agli Stati Uniti in futuri negoziati. ARCHIVIO - Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump incontra il leader nordcoreano Kim Jong Un a Sentosa Island, a Singapore, il 12 giugno 2018 Evan Vucci/Copyright 2018 The AP. All rights reserved. Venerdì la Corea del Nord ha minacciato misure severe non specificate contro Stati Uniti e Corea del Sud, descrivendo le loro esercitazioni militari come "una prova generale di una guerra aggressiva" che, a suo dire, stanno alimentando una maggiore instabilità nella regione. Durante il suo primo mandato Trump ha incontrato il leader nordcoreano tre volte per discutere il programma nucleare del Paese, l'ultima nel 2019. Da quando è tornato alla Casa Bianca, Trump ha espresso interesse a proseguire quei colloqui. Nel settembre dello scorso anno Kim ha dichiarato di avere "buoni ricordi personali" di Trump e ha suggerito che potrebbe tornare al tavolo dei negoziati se Washington abbandonerà "la sua ossessione delirante per la denuclearizzazione" della Corea del Nord. In passato Trump ha anche cercato di porre fine alle esercitazioni durante il suo primo mandato, dopo un incontro con Kim nel 2018 a Singapore, definendole "provocatorie" e citando i "buoni progressi" nei colloqui sul nucleare.

"Costano troppo": Trump ordina di ridurre le esercitazioni con Seoul, ma le manovre sono al via
internazionale/esteriL'esercitazione annuale Ulchi Freedom Shield (Ufs), in programma fino al 27 agosto, prevede operazioni congiunte e multidominio per rafforzare la prontezza e le capacità degli alleati, simulando scenari di minaccia realistici che rispecchiano la rapita evoluzione della guerra moderna Sono iniziate oggi, come previsto, le esercitazioni militari congiunte tra Corea del Sud e Stati Uniti, mentre resta l'incertezza sulle modalità con cui Washington intende ridurre la propria partecipazione alle manovre dopo l'ordine impartito dal presidente Donald Trump di una "considerevole" riduzione. Le esercitazioni annuali, denominate Ulchi Freedom Shield (UFS), sono in programma dal 17 al 27 agosto e coinvolgono circa 18.000 militari sudcoreani, oltre alle forze statunitensi e al personale di altri Paesi del Comando delle Nazioni Unite. L'obiettivo è rafforzare la capacità di risposta congiunta dei due alleati di fronte all'evoluzione delle minacce provenienti dalla Corea del Nord. Le manovre prevedono addestramento in diversi domini e simulazioni di scenari di conflitto sempre più complessi, compresi attacchi con droni, interruzioni dei sistemi Gps e minacce informatiche. Secondo i due alleati, l'esercitazione punta ad adeguare la preparazione militare alla rapida evoluzione della guerra moderna. Trump: "Esercitazioni costose e segnale ostile" L'avvio delle manovre arriva poche ore dopo l'annuncio di Trump di aver ordinato al segretario alla Guerra Pete Hegseth di ridurre sostanzialmente le esercitazioni militari congiunte con Seoul. In un messaggio pubblicato su Truth Social, Trump ha spiegato di non essere favorevole alle esercitazioni anche alla luce dei suoi "ottimi rapporti" con il leader nordcoreano Kim Jong Un. Il presidente americano ha definito le manovre costose e ha sostenuto che rappresentino un segnale "inappropriato e ostile" nei confronti di Pyongyang. Trump ha aggiunto che sarebbe ormai troppo tardi per cancellare completamente l'esercitazione e ha quindi chiesto di ridurne la portata. La questione si inserisce, secondo il presidente americano, anche nei rapporti con Seoul sulla crisi iraniana. Trump ha infatti affermato di aver recentemente chiesto al presidente sudcoreano Lee Jae Myung se la Corea del Sud fosse disposta a unirsi agli Stati Uniti negli sforzi per la denuclearizzazione dell'Iran, ricevendo un rifiuto. La mancata collaborazione di Seoul nelle iniziative americane contro Teheran è stata indicata da Trump tra le ragioni della decisione di ridimensionare le esercitazioni. Seoul: le esercitazioni vanno avanti come previsto Nonostante l'annuncio della Casa Bianca, il ministero della Difesa sudcoreano ha confermato che le esercitazioni sono iniziate secondo il calendario stabilito. Le autorità di Seoul hanno indicato che l'UFS si svolgerà secondo il piano precedentemente comunicato. La discrepanza tra l'ordine di Trump e l'avvio delle manovre ha quindi lasciato aperta la questione su quali elementi dell'esercitazione verranno effettivamente ridimensionati e in quale momento. La decisione americana rappresenta comunque un segnale significativo per l'alleanza tra Washington e Seoul. Le esercitazioni congiunte sono considerate uno degli strumenti principali per mantenere la capacità operativa delle forze alleate e prepararle a un eventuale conflitto nella penisola coreana. La pressione di Pyongyang La Corea del Nord ha già duramente condannato le esercitazioni, definendole una provocazione e una prova generale di guerra. Pyongyang ha minacciato una risposta senza specificarne le modalità. La tensione era aumentata nei giorni scorsi dopo che la Corea del Nord aveva effettuato nuovi lanci di missili balistici. Secondo le autorità sudcoreane e giapponesi, un altro missile balistico era stato lanciato l'11 agosto dalla zona di Wonsan verso il Mar del Giappone, pochi giorni prima dell'inizio delle manovre. Pyongyang ha inoltre accusato Stati Uniti, Corea del Sud e Giappone di rafforzare la cooperazione militare e ha promesso di rispondere aumentando ulteriormente la propria capacità di deterrenza nucleare.

Corea del Sud e Usa, al via le esercitazioni militari: Seul accelera sull’Opcon
Mondolunedì 17 agosto 2026, 06:12 - Ultimo aggiornamento: 14:27 Corea del Sud e Stati Uniti hanno avviato la nuova fase delle esercitazioni militari congiunte, un appuntamento annuale che quest’anno assume particolare rilevanza anche per Seul. La Corea del Sud intende infatti sfruttare le manovre per compiere ulteriori passi verso il recupero del controllo operativo delle proprie forze armate in caso di guerra, oggi affidato al comando statunitense. Le attività rientrano nell’esercitazione Ulchi Freedom Shield (UFS), che proseguirà fino al 27 agosto. Il programma prevede una serie di operazioni integrate tra le forze dei due Paesi, con attività distribuite su diversi domini e scenari costruiti per riprodurre condizioni il più possibile vicine a quelle di un conflitto reale. Gli obiettivi L'obiettivo principale delle esercitazioni è verificare e migliorare il livello di preparazione degli alleati, rafforzando la capacità di coordinamento e la risposta comune di fronte a possibili minacce. Gli scenari simulati tengono conto dei profondi cambiamenti che stanno interessando il modo di combattere e dell'evoluzione sempre più rapida delle moderne forme di guerra. Per Seul, tuttavia, l'UFS rappresenta anche un'importante occasione in vista del trasferimento del cosiddetto Opcon, il controllo operativo in tempo di guerra delle forze sudcoreane. Il governo punta a creare le condizioni per accelerare il percorso che dovrebbe riportare il comando sotto la responsabilità della Corea del Sud, pur mantenendo la stretta cooperazione militare con Washington. Le esercitazioni diventano quindi un banco di prova non soltanto per la capacità degli alleati di operare insieme, ma anche per valutare la preparazione delle forze sudcoreane in prospettiva di un maggiore controllo autonomo delle operazioni militari. © RIPRODUZIONE RISERVATA

Corea del Nord, Trump fa un regalo a Kim e avverte Seul (che non ha aiutato contro l’Iran). Dem: “Segnale negativo per alleati e avversari”
EsteriRoma, 17 agosto 2026 - Donald Trump ieri ha annunciato una "significativa riduzione" delle forze Usa nelle esercitazioni militari congiunte con la Corea del Sud, le 'Ulchi Freedom Shield': "Visto l'ottimo rapporto che ho con Kim Jong-un", il leader della Corea del Nord. Il presidente degli Stati Uniti lo ha scritto in un post su Truth: "Non vedo di buon occhio il fatto che gli Stati Uniti abbiano accettato, molto tempo fa, di partecipare a esercitazioni militari congiunte con la Corea del Sud". Ma dietro, secondo l’opposizione Dem (E ammissione seguente con la stampa del tycoon) ci sarebbe il rifiuto di Seul di partecipare alla guerra contro l’Iran. Soldati e mezzi Usa in Corea del Sud per le esercitazioni congiunte 'Ulchi Freedom Shield' Trump: "Inviano un segnale ostile alla Corea del Nord” Il numero uno della Casa Bianca nel post ha spiegato: "Tali esercitazioni non solo sono costose - con gran parte della spesa a carico degli Stati Uniti d'America (come al solito!) - ma inviano un segnale del tutto inappropriato e ostile a un Paese” che, da quando è presidente, “si è mostrato rispettoso e non ha rappresentato alcuna minaccia”. Pyongyang: “Prove generale di aggressione” Esercitazioni di “natura difensiva” ricorrenti da anni, ma che Pyongyang aveva sempre bollato come una "prova generale per una guerra di aggressione", col rischio di alzare il livello di instabilità nella regione. Le esercitazioni sono iniziate senza cambiamenti Seul ha comunque confermato l’inizio oggi delle esercitazioni militari congiunte con gli Stati Uniti "come previsto" con 18mila soldati. Infatti nel post il tycoon sosteneva che “è ormai troppo tardi per annullarle, ho dato istruzioni al segretario alla Difesa, Pete Hegseth, di ridurre drasticamente le esercitazioni militari congiunte!". Seul diplomatica: “Auspichiamo che questo buon rapporto tra Trump e Kim riapra il dialogo di pace con Pyongyang” A questo punto l’alleato sudcoreano non si è scomposto più di tanto e con una certa diplomazia ha auspicato che il proprio il buon rapporto personale tra Trump e il leader nordcoreano possa portare alla ripresa del dialogo con Pyongyang. "Il governo sta seguendo con attenzione il messaggio pubblicato dal presidente Trump sui social media e auspica che il rapporto amichevole tra i leader degli Stati Uniti e della Corea del Nord porti a un dialogo significativo", si legge in un comunicato da Seul. Elicotteri Usa UH-60 Black Hawk in Corea del Sud per le esercitazioni congiunte 'Ulchi Freedom Shield' Ma il “no” di Seul alla “denuclearizzazione” dell’Iran ha pesato In realtà però il post diceva anche altro, forse una piccola, ma significativa ritorsione in piano “stile Trump” per la mancanza di sostegno nella campagna di Usa e Israele contro l’Iran: "Malgrado la cosa non sia strettamente correlata (?), ho recentemente chiesto al presidente della Corea del Sud se volessero unirsi a noi nel processo di denuclearizzazione della Repubblica Islamica dell'Iran, e la risposta è stata: "No, grazie!". Grazie per l'attenzione dedicata a questo argomento. Presidente DONALD J. TRUMP", concludeva il presidente Usa. Trump: “Non possiamo proteggere chi non ci aiuta” E oggi il tycoon è uscito allo scoperto: "Non possiamo andare in giro a proteggere tutti quei Paesi, soprattutto quelli che non vogliono aiutarci”, ha dichiarato Trump, parlando con i giornalisti alla Casa Bianca. "Spendiamo miliardi di dollari all'anno per aiutarli e quando ci servono non ci sono", ha spiegato. Rispondendo dallo Studio Ovale a una domanda su una risposta di Kim, Trump ha replicato: "Come fate a sapere se mi ha risposto? Lo ha fatto". "Kim mi ha sempre trattato con grande rispetto - ha aggiunto Trump - Lo capisco e lui capisce me. Andiamo d'accordo, mentre a lui non piaceva Biden, Obama e nessun'altro. Sto rendendo le cose più sicure". Dem all’attacco: “Esalta il dittatore e punisce gli alleati” Un post fortemente criticato in patria da Jack Reed, esponente democratico di maggior rilievo della Commissione difesa del Senato americano, che ha attaccato Trump definendo "insensata" la decisione di ridimensionare le esercitazioni con la Corea del Sud. "Si tratta dell'ennesima decisione insensata e improvvisata del presidente Trump e della sua amministrazione caotica". Il membro di spicco della Commissione per i Servizi Armati del Senato ha sottolineato: "Quando il presidente Trump interrompe le esercitazioni militari per adulare un dittatore o punisce la Corea del Sud per essersi rifiutata di entrare in una guerra da lui iniziata, tutti i nostri alleati - e avversari (Russia e Cina) - pensano che gli impegni dell'America siano negoziabili". Reed: "Senza altra ragione se non l'ego di Trump" Reed ha quindi definito la decisione una "vittoria propagandistica" per Kim Jong-un e una punizione "senza altra ragione se non l'ego di Trump" per la Corea del Sud. "Cina e Russia stanno osservando con quanta facilita' questo presidente abbandona gli alleati dell'America, e se lo ricorderanno la prossima volta che ci metteranno alla prova". Dem: “Trump ha ignorato così l’avvertimento del Northcom” Washington e Seul conducono esercitazioni militari congiunte sin dagli anni '50 come deterrente contro quella che Reed ha definito l'aggressione nordcoreana, e come segnale di forza per altri potenziali avversari. Inoltre Reed ha affermato che il post di Trump contraddiceva un recente avvertimento del vice comandante del NORTHCOM, il tenente generale Joseph Jarrard, secondo cui Pyongyang aveva testato con successo missili balistici intercontinentali con "una spinta sufficiente a trasportare una testata nucleare ovunque in Nord America". Soldati nordcoreani hanno violato la linea di demarcazione Infine oggi lo stato maggiore congiunto della Corea del Sud (Jcs) ha reso noto in una nota che sono stati esplosi colpi di avvertimento quando soldati nordcoreani hanno violato la linea di demarcazione militare tra i due Paesi, inducendoli a tornare sui loro passi. “Incidente” già verificatosi la scorsa settimana. Seul ha concluso: "Le nostre forze armate stanno monitorando attentamente i movimenti nordcoreani, mantenendo al contempo una solida postura di prontezza militare".

Trump ricicla una vecchia idea per una Corea del nord nuova
EsteriDomenica notte, con un annuncio inaspettato, il presidente americano Donald Trump ha detto che visto il suo “ottimo rapporto con Kim Jong Un”, non è contento delle esercitazioni militari congiunte fra Stati Uniti e Corea del sud, cioè le Ulchi Freedom Shield, tra i più importanti appuntamenti annuali nell’Indo-Pacifico, che sono iniziate ieri e andranno avanti fino alla prossima settimana. Dato che era ormai “troppo tardi per annullarle”, Trump ha aggiunto di aver incaricato il segretario alla Difesa, Pete Hegseth, di ridurre “sostanzialmente” le operazioni, che manderebbero “un segnale inappropriato e ostile” al regime nordcoreano, il quale “si è sempre dimostrato non minaccioso e rispettoso”. Per i paesi asiatici alleati dell’America, che lavorano al contenimento della Corea del nord e della Cina nella regione, una dichiarazione simile è un capovolgimento della realtà: da almeno due anni il regime di Pyongyang, grazie al trattato firmato con la Russia di Vladimir Putin nel giugno del 2024, non solo è cambiato, è diventato più aggressivo, ma non ha più nessun interesse di parlare, né con l’America né con la Corea del sud. Solo domenica, alcuni soldati nordcoreani hanno oltrepassato la Linea di demarcazione militare sul fronte orientale, costringendo i sudcoreani a sparare colpi di avvertimento. Trump sta riproponendo una tattica che aveva già utilizzato nel primo mandato, quando aveva ordinato la sospensione delle esercitazioni militari congiunte tra Stati Uniti e Corea del sud dopo il primo vertice con il dittatore nordcoreano Kim Jong Un, a Singapore nel 2018. Non solo quei tentativi di negoziare la denuclearizzazione del paese erano falliti pochi mesi dopo, ma oggi Pyongyang non ha nessun interesse a tornare al tavolo dei negoziati con Washington – lo dimostrano i vari tentativi andati a vuoto della nuova Amministrazione Trump di creare un contatto con il regime, rivelati dalla stampa sudcoreana negli ultimi mesi. E’ possibile che Pyongyang ora accetti di parlare, ma a condizione che non si discuta di denuclearizzazione: la Bomba è infatti l’unica garanzia di sopravvivenza del regime. Nello stesso messaggio di domenica, Trump ha accusato il presidente sudcoreano Lee Jae-myung di aver negato l’aiuto sudcoreano per la denuclearizzazione dell’Iran, suggerendo un posizionamento ostile di Seul (e si parla anche di una crisi diplomatica fra i due paesi dovuta ad alcune fughe di notizie cruciali proprio sulla Corea del nord). In realtà, la determinazione del presidente americano di aprire a nuovi colloqui con il Nord non può che aiutare politicamente Lee, che è un democratico e sostiene la posizione conciliante con Pyongyang. Sabato scorso, giorno in cui in Corea si celebra l’anniversario della fine dell’occupazione giapponese, il presidente sudcoreano Lee aveva fatto un annuncio altrettanto importante, proponendo – sei anni dopo che Kim Jong Un ha fatto saltare in aria il liason office di Kaesong, il luogo simbolo del dialogo intercoreano – dei colloqui diretti con la Corea del nord per trasformare l’armistizio del 1953 in un trattato di pace.
Trump annuncia "significativa riduzione" delle manovre militari con Seul
mondo"Visto l'ottimo rapporto che ho con Kim Jong-un", il leader della Corea del Nord, "non vedo di buon occhio il fatto che gli Stati Uniti abbiano accettato, molto tempo fa, di partecipare a esercitazioni militari congiunte con la Corea del Sud", osserva Trump nel suo post. "Tali esercitazioni non solo sono costose - con gran parte della spesa a carico degli Stati Uniti d'America (come al solito!) - ma inviano un segnale del tutto inappropriato e ostile a un Paese che, da quando Donald J. Trump è presidente, si è mostrato rispettoso e non ha rappresentato alcuna minaccia. Pertanto, dato che è ormai troppo tardi per annullarle, ho dato istruzioni al segretario alla Difesa, Pete Hegseth, di ridurre drasticamente le esercitazioni militari congiunte!", rileva il tycoon, in merito alle manovre congiunte 'Ulchi Freedom Shield' tra le forze armate Usa e sudcoreane in programma da domani. La loro portata era stata descritta venerdì "come analoga a quella degli anni passati", allo scopo di rafforzare la prontezza operativa di fronte alle minacce nordcoreane, ribadendone la natura difensiva. All'annuncio, Pyongyang aveva risposto con una dichiarazione del ministero degli Esteri diffusa dai medi adi Stato, accusando le manovre congiunte Usa-Corea del Sud come una "prova generale per una guerra di aggressione" che sta innescando un livello inedito di instabilità nella regione. Un avvertimento che rientra nella retorica aggressiva che la Corea del Nord adotta spesso prima delle principali esercitazioni alleate e tale da lasciare presagire ulteriori test di armamenti da parte del Paese eremita. "Malgrado la cosa non sia strettamente correlata (?), ho recentemente chiesto al presidente della Corea del Sud se volessero unirsi a noi nel processo di denuclearizzazione della Repubblica Islamica dell'Iran, e la risposta è stata: "No, grazie!". Grazie per l'attenzione dedicata a questo argomento. Presidente DONALD J. TRUMP", conclude il post del presidente Usa.
Trump ordina di ridurre le esercitazioni Usa-Corea del Sud: «Ho ottimi rapporti con Kim»
MondoAscolta la versione audio dell'articolo 2' di lettura English Version Translated by AI. For feedback, please contact english@ilsole24ore.com Il presidente americano Donald Trump ha fatto sapere di aver ordinato al Pentagono di ridurre le esercitazioni militari in corso con la Corea del Sud, citando il suo «ottimo rapporto» con il leader della Corea del Nord e la decisione di Seul di non partecipare alla guerra contro l’Iran. Chiedilo al Sole Le domande sono suggerite automaticamente da 24Ore AI sulla base del contenuto visualizzato. Domande di approfondimento generate da 24Ore AI «A fronte del mio ottimo rapporto con Kim Jong Un, della Corea del Nord, non sono contento del fatto che gli Stati Uniti abbiano accettato, molto tempo fa, di partecipare alle esercitazioni militari congiunte con la Corea del Sud - ha scritto Trump su Truth -. Queste esercitazioni non solo sono costose, con gran parte dei costi a carico degli Stati Uniti (come al solito!), ma inviano un segnale totalmente inappropriato e ostile a un Paese che, da quando Donald Trump è presidente, si è sempre dimostrato non minaccioso e rispettoso». Loading... L’intervento del presidente Usa Donald Trump su Truth Le esercitazioni congiunte estive sono in programma fino al 27 agosto e prevedono operazioni congiunte e multidominio, finalizzate a potenziare la prontezza e le capacità degli alleati attraverso la simulazione di minacce realistiche che riflettono la natura in rapida evoluzione della guerra moderna. Seul: buon rapporto Kim-Donald potrebbe aiutare negoziati La Corea del Sud ha dichiarato di sperare che il rapporto personale tra Donald Trump e il leader nordcoreano Kim Jong Un possa riportarli al tavolo dei negoziati, dopo che il presidente statunitense ha annunciato di voler ridurre le esercitazioni militari congiunte con Seul. «Il governo sta seguendo con attenzione il messaggio pubblicato oggi dal presidente Trump sui social media e auspica che il rapporto amichevole tra i leader di Stati Uniti e Corea del Nord porti a un dialogo costruttivo», ha affermato l’ufficio presidenziale sudcoreano, aggiungendo di aver collaborato strettamente con gli Stati Uniti alla propria «postura di difesa» e di voler continuare a farlo. «La Corea del Sud e gli Stati Uniti hanno mantenuto uno stretto coordinamento per garantire una solida postura di difesa congiunta e per svolgere esercitazioni e attività di addestramento comuni, e continueranno a coordinarsi strettamente».
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