Mps, Lovaglio guarda oltre Bpm. L’utile Unipol vola con SpaceX
EconomiaL’Odissea di Montepaschi continua. Archiviata l’ipotesi di una fusione con Banco Bpm, Luigi Lovaglio guarda oltre, alla ricerca di una soluzione che eviti lo “spezzatino” della banca senese sotto l’Opas di Intesa Sanpaolo. "Alcune rotte si chiudono e altre si aprono", dice l’ad ricorrendo alla metafora del viaggio di Ulisse per descrivere un risiko in continua evoluzione. Intanto, però, mette sul tavolo conti migliori delle attese: l’utile del semestre sale del 25% a 1,1 miliardi, la redditività accelera e il capitale accumulato apre anche alla possibilità di un dividendo straordinario. La semestrale offre a Lovaglio l’occasione per rilanciare la sfida a Intesa. Le critiche all’Opas restano "pienamente valide" sul piano della valutazione, della logica industriale, dei rischi di esecuzione e soprattutto della concorrenza. "Montepaschi è un asset strategico per l’economia italiana", osserva il manager, ricordando che l’integrità della rete rappresenta un valore sistemico. Per spiegare il concetto ricorre a un’altra immagine: "Se si divide in due una centrale elettrica si rischia una perdita di potenza". Da qui l’affondo: "Un campione nazionale dovrebbe rafforzare il tessuto competitivo del Paese, non ridurlo. Altrimenti la corona diventa più grande, ma il regno più piccolo". Dopo lo stop deciso dal cda di Banco Bpm, con Piazza Meda "non stiamo parlando" di operazioni alternative. "Rispettiamo la decisione e andiamo avanti", chiarisce Lovaglio, ribadendo che il progetto con il Banco aveva una forte logica industriale. "Proseguiremo il viaggio esplorando ogni opzione strategica capace di creare valore nel lungo termine". Quali siano queste opzioni il manager non lo rivela. Anche sulla quota in Generali mantiene il massimo riserbo, limitandosi a definirla "una fonte di valore e di opzioni strategiche". Con un Cet1 al 16,3%, però, Mps dispone di un capitale in eccesso che offre "elevata flessibilità strategica" e potrebbe sostenere anche un dividendo straordinario. I conti confermano il buon momento della banca: ricavi in crescita del 4,1%, costi in calo dello 0,7%, impieghi in aumento del 5,6% e la guidance sull’utile ante imposte 2026 viene alzata a oltre 3,6 miliardi. "Non so se ci rivedremo a novembre o prima", conclude Lovaglio, lasciando intendere che una nuova “rotta” potrebbe emergere a breve. Sull’altro tavolo del risiko, Unipol archivia un semestre brillante con un utile netto a 1,06 miliardi (+42%), beneficiando anche della forte rivalutazione della partecipazione indiretta in SpaceX, protagonista del rally a Wall Street. Il gruppo bolognese migliora le prospettive per l’intero esercizio e rafforza ulteriormente la propria posizione patrimoniale. L’ad Matteo Laterza ha fatto il punto su Mps, di cui Unipol rileverà metà della rete da Intesa se l’Opas si concluderà con successo. L’obiettivo, ha ribadito, è avere una quota "superiore" al 30% di Bper-Mps, dando vita a "un grande conglomerato finanziario", ma senza procedere a una fusione. Una posizione che lascia aperto il capitolo del consolidamento bancario.

