
La Commissione europea ha inflitto una multa di 550 milioni di euro al gruppo cinese AliExpress per violazioni degli obblighi previsti dal Digital Services Act (DSA). L'autorità comunitaria accusa la piattaforma di non aver adottato misure sufficienti per identificare e mitigare i rischi legati alla vendita di prodotti illegali, insicuri o contraffatti sul proprio portale.
Secondo quanto riportato dalle fonti, le critiche principali riguardano la mancata gestione dei contenuti pericolosi per i consumatori. La Commissione ha sottolineato che le dimensioni dell'attività commerciale non giustificano l'assenza di controlli adeguati.
In merito alle tempistiche e alle azioni correttive:
AliExpress ha rilasciato una nota ufficiale in cui esprime il proprio disaccordo con la decisione, definendo la sanzione "sproporzionata". L'azienda sostiene che la multa non rifletta adeguatamente i miglioramenti proattivi apportati e il quadro normativo già consolidato da cui opera. La piattaforma ha dichiarato di stare esaminando attentamente la decisione e valutando le opzioni disponibili, ribadendo al contempo l'impegno a rispettare gli obblighi vigenti e citando le risorse investite nella valutazione dei rischi.
Argomento non politicamente divisivo.
Questo topic non presenta una frattura narrativa lungo l'asse sinistra/destra. Le notizie di sport, cronaca leggera, scienza, meteo e cultura tendono a essere trattate in modo omogeneo indipendentemente dall'orientamento editoriale della testata.
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La Ue multa AliExpress per 550 milioni: “Non ha fermato prodotti illegali”
economia
Multa Ue a AliExpress da 550 milioni, 'non ha fermato prodotti illegali'
sitoLa Commissione europea ha inflitto una multa ad AliExpress da 550 milioni di euro per aver violato gli obblighi previsti dalla legge sui servizi digitali (Dsa) di valutare e mitigare diligentemente i rischi relativi alla vendita di prodotti illegali, non sicuri o contraffatti sulla piattaforma di e-commerce. AliExpress ha tempo fino al 20 ottobre per presentare un piano d'azione con una serie di misure per porre rimedio alle violazioni contestate. Riproduzione riservata © Copyright ANSA

Commissione Ue multa AliExpress per 550 milioni di euro per violazioni del Digital Services Act
MondoAscolta la versione audio dell'articolo 2' di lettura English Version Translated by AI. For feedback, please contact english@ilsole24ore.com BRUXELLES – La Commissione europea è tornata oggi, lunedì 20 luglio, a sanzionare una grande società digitale, rimproverando al gruppo cinese AliExpress di non fare a sufficienza per evitare di vendere sulla propria piattaforma prodotti che siano illegali, insicuri e contraffatti. L’esecutivo comunitario ha quindi accusato l’azienda asiatica di violare le regole del Digital Services Act. Con l’occasione le ha comminato una multa del valore di 550 milioni di euro. Chiedilo al Sole Le domande sono suggerite automaticamente da 24Ore AI sulla base del contenuto visualizzato. Domande di approfondimento generate da 24Ore AI «La diffusione di abbigliamento contraffatto, giocattoli non sicuri, cosmetici pericolosi e altri prodotti illegali e nocivi – ha spiegato in un comunicato la vicepresidente della Commissione europea Henna Virkkunen - non è un costo inevitabile degli acquisti online: si tratta di un inadempimento da parte di AliExpress degli obblighi previsti dal Digital Services Act. Le dimensioni dell’attività non costituiscono una scusa; i rischi devono essere individuati e affrontati in modo sistematico». Loading... In buona sostanza, la Commissione europea rimprovera ad AliExpress di non avere assunto sufficiente personale per valutare la merce venduta online; di non aver valutato il rischio che il proprio sistema promozionale contribuisse a disseminare prodotti illegali; e di utilizzare un solo strumento di metrica quantitativa per ridurre il più possibile la presenza di merce proibita sulla propria piattaforma di vendita. Di qui la multa di oltre mezzo miliardo di euro. La Commissione europea ritiene tra le altre cose che AliExpress non abbia strumenti sufficienti per valutare la bontà delle merci, per punire i venditori in violazione delle regole, e per evitare la disseminazione di prodotti contraffatti. La decisione relativa ad AliExpress giunge dopo che qualche settimana fa un’altra piattaforma asiatica di commercio online, Temu, era stata sanzionata (200 milioni di euro) per gli stessi motivi (si veda Il Sole/24 Ore del 29 maggio). AliExpress ha ora tempo fino al 20 ottobre per presentare un piano d’azione. Il Comitato europeo per i servizi digitali avrà un mese di tempo dal ricevimento del piano per formulare il proprio parere. Bruxelles avrà poi un ulteriore mese per adottare la propria decisione definitiva e fissare un termine ragionevole per l’attuazione. Il mancato rispetto della decisione di non conformità può comportare l’applicazione di sanzioni pecuniarie periodiche.

L'Ue multa AliExpress tegola da 550 milioni
Politica economicaAbiti da passerella a una decina di euro, trucchi e creme per il viso al prezzo di un cappuccino e anche scarpe e borse così simili a quelle dei brand griffati ma di plastica. Chiunque ha ceduto almeno una volta al fascino di AliExpress lo sa bene: la distanza tra la foto e il pacchetto che arriva a casa è spesso abissale. Ma oggi il rischio non è più solo quello di ricevere oggetti di qualità scadente, ma addirittura dannosi per la salute. La Commissione europea ha infatti inflitto una maximulta da 550 milioni all'e-commerce cinese guidato dal gigante Alibaba. La motivazione? Ha violato gli obblighi previsti dalla legge sui servizi digitali, vendendo prodotti illegali, non sicuri o palesemente contraffatti. Nel mirino di Bruxelles non c'è solo la mancata e diligente valutazione e mitigazione dei rischi legati alla vendita di prodotti non sicuri, la piattaforma avrebbe infatti anche sovrastimato l'efficacia dei propri sistemi di controllo, schierando un numero di moderatori del tutto insufficiente rispetto alla mole mastodontica di merci da verificare. Non solo: gli algoritmi di raccomandazione e gli annunci pubblicitari avrebbero continuato a spingere e promuovere articoli fuorilegge prima della loro rimozione, mentre i controlli sui marchi sarebbero stati facilmente eludibili dai venditori. Si tratta della sanzione più alta mai comminata finora nell'ambito del Dsa, superiore a quelle già irrogate ad altri colossi come X e Temu. La cifra, comunque è ben al di sotto del tetto massimo del 6% dei ricavi consentito dalla legge. Infatti, rappresenta meno dell'1% dei 122 miliardi di dollari di ricavi del gruppo Alibaba nel 2025. Con 193 milioni di utenti in Europa, AliExpress guida la classifica dei marketplace cinesi nel Vecchio Continente, davanti a Shein e Temu. Ora la società, che si è detta delusa definendo la stangata "sproporzionata", ha tempo fino al 20 ottobre per presentare un piano d'azione correttivo. Il messaggio di Bruxelles, tuttavia, è già chiaro: la merce a pochi centesimi non può viaggiare a spese della sicurezza dei consumatori.
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