Ultimo a Tor Vergata, l’esperto: “Con i grandi eventi Roma punta al marketing territoriale”
AttualitàIl concerto-raduno di Ultimo “La Favola per Sempre” di sabato 4 luglio, con circa 250mila persone attese, mostra come Roma può trasformare i grandi eventi in una leva di marketing territoriale, servizi digitali, reputazione urbana e valore pubblico. Foto instagram Ultimo oggi si esibisce a Roma con il concerto-evento al quale si attende la partecipazione di circa 250mila persone. La Capitale è pronta a ospitare uno degli appuntamenti musicali italiani più importanti dell’anno. Per l'occasione è stato messo a punto un piano per sicurezza e viabilità a ridosso dell'area della Spianata dell'Università di Tor Vergata, dove confluiranno i fan del cantautore classe '96 originario di San Basilio. Intervistato da Fanpage.it Luca Giannantoni, esperto di marketing e comunicazione pubblica, ci spiega come un evento del genere, di dimensioni straordinarie, non riguarda soltanto la musica, ma racconta anche il modo in cui una grande città può organizzarsi, comunicare e accrescere il proprio valore percepito. È tra i temi affrontati nel libro ‘Brand pubblico. Il futuro della PA tra comunicazione e marketing', volume scritto con Francesco Giorgino e Lucio Lussi, pubblicato da Rubbettino, con prefazione del ministro per la Pubblica Amministrazione Paolo Zangrillo. Tor Vergata non è nuova ad eventi di grande portata: ad agosto 2025 ha ospitato provenienti da circa 146 Paesi del mondo, che hanno incontrato Papa Leone XIV durante il Giubileo dei giovani. Il marketing della pubblica amministrazione applicato alla gestione dei grandi eventi L'esperto spiega come il marketing della pubblica amministrazione può essere applicato anche ai grandi eventi: "Non significa vendere qualcosa, ma conoscere meglio i bisogni delle persone. In un evento come quello di Ultimo a Tor Vergata, la città deve parlare a pubblici diversi: spettatori, residenti, lavoratori, studenti, turisti, operatori economici. Ognuno ha bisogno di informazioni e servizi differenti. Segmentare questi bisogni e costruire una comunicazione chiara significa migliorare l’esperienza urbana. La gestione di un appuntamento di questa portata non è solo viabilità o dell’ordine pubblico, ma significa pianificare i flussi, rafforzare i servizi, informare i cittadini, accompagnare i visitatori, tutelare i residenti e trasformare un evento temporaneo in un’occasione di reputazione stabile per la città". "Non una comunicazione di emergenza, ma di organizzazione" "Un elemento centrale è che Roma non comunica più soltanto l’emergenza – prosegue l'esperto – Comunica l’organizzazione, dunque la comunicazione pubblica è parte integrante del servizio. Non si limita a dire quali strade saranno chiuse, ma indica come muoversi, i servizi disponibili, quali percorsi seguire". Per il concerto di Ultimo infatti sono state previste linee metro A, B e C attive tutta la notte, fermate di riferimento, navette, percorsi pedonali, indicazioni per parcheggi e servizi dedicati. Il portale Roma Mobilità offre una pagina specifica per spiegare come raggiungere l’evento, mentre Atac mette a disposizione strumenti digitali per consultare orari, pianificare il viaggio, acquistare ticket e verificare lo stato del servizio. È qui che nasce il brand pubblico: nella capacità di essere riconoscibile, affidabile e utile per le persone". "Un grande evento può rafforzare il valore percepito di una città" Giannantoni spiega come un grande evento può rafforzare il valore percepito di una città: "Produce racconto, reputazione, senso di appartenenza, attenzione mediatica, economia diffusa. Se ben governato, diventa una leva di marketing territoriale. Le persone non ricordano solo l’artista, ma l’esperienza complessiva: come sono arrivate, se hanno trovato informazioni chiare, se la città è sembrata accogliente e organizzata. Un grande evento urbano è un banco di prova perfetto: se la città comunica bene, organizza bene e accompagna bene le persone, il valore pubblico diventa visibile. In questa direzione si inserisce anche l’obiettivo indicato dall’assessore ai Grandi Eventi Alessandro Onorato: trasformare Roma in una piattaforma stabile per i grandi eventi internazionali. Il ‘modello Ultimo', nelle parole dell’assessore, può essere replicato, fino all’ambizione di portare nella Capitale appuntamenti di richiamo globale come gli Oasis. Il punto non è soltanto avere più concerti. È costruire una strategia urbana in cui i grandi eventi generano economia, immagine, fiducia e riconoscibilità".




