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Von der Leyen in Ucraina. Siglato accordo sui droni. Kiev ne produrrà 20 milioni
Esteridi Lorenzo MantiglioniROMA"Penso che la Russia sia pronta a fare presto un accordo". Una considerazione, quella del presidente americano Donald Trump, che pare anacronistica. Un po’ perché le aspettative diplomatiche sulla guerra tra Russia e Ucraina sono sempre state disattese – senza considerare le continue boutade del tycoon –, e un po’ perché l’undicesima visita a Kiev dall’inizio del conflitto di Ursula von der Leyen fa pensare a tutto tranne che ai negoziati di pace. Dopo quattro anni e mezzo di guerra, infatti, la presidente della Commissione europea punta forte sugli armamenti, annunciando un nuovo partenariato tra Bruxelles e Kiev: "L’Ucraina è passata dall’essere un acquirente a diventare fornitore netto di sicurezza per l’Europa. Quello che firmeremo oggi è il nostro ‘Drone deal’". Per Volodymyr Zelensky il Paese riuscirà a raddoppiare la produzione annuale dei droni, passando da dieci a venti milioni. "Lo faremo insieme ai nostri partner europei – ha detto il presidente ucraino durante la cerimonia di consegna dell’Ordine d’Europa – dimostrando ancora una volta il successo dell’industria della difesa". Zelensky ha poi ricordato che presto l’Ucraina potrà produrre autonomamente i missili Patriot e che sta già "costruendo i propri missili balistici e armi d’attacco a lungo raggio".
Al coro degli armamenti si unisce la vicesegretaria generale della Nato, Radmila Šekerinska: "A Kiev serve il nostro sostegno, soprattutto sulla difesa aerea. Sono stati promessi 70 miliardi di euro di supporto nel 2026 e ci siamo impegnati a dare la stessa base nel 2027. L’Ucraina è una delle priorità per cui Nato e Ue collaborano di più". Kiev potrà anche acquistare – in deroga – componenti cinesi per droni tramite i fondi europei. Lo scoop è firmato dal Financial Times che evidenzia che "l’Unione europea, sebbene abbia accusato Pechino di essere il principale facilitatore del conflitto della Russia contro l’Ucraina, in quanto fornitore chiave del complesso militare-industriale di Mosca, riconosce che anche l’industria di Kiev fa affidamento su componenti cinesi". Le condizioni del prestito Ue, in realtà, prevedevano che i prodotti per la difesa acquistati con risorse comunitarie dovevano provenire dal mercato unico, dall’Ucraina o da partner approvati (come il Canada). Salta invece, almeno per adesso, il 21esimo pacchetto di sanzioni contro la Russia: la riunione dei Rappresentanti permanenti in Ue, infatti, ha solamente deciso di mantenere il tetto massimo del prezzo del petrolio al livello attuale fino a giovedì 23 luglio, evitando così il rialzo automatico.
Nelle stesse ore, in contemporanea alla visita della presidente della Commissione Ue, il cardinale Matteo Maria Zuppi, inviato speciale di Papa Leone XIV per fermare la guerra, ha pregato nella capitale ucraina per una "pace giusta", in occasione delle celebrazioni della Giornata della Statualità. Zuppi, in piazza san Michele, ha pronunciato in lingua ucraina la preghiera per la benedizione e la protezione del Paese.
Intanto la guerra non si ferma e continua il triste conteggio delle vittime. I raid russi nelle ultime 24 ore hanno provocato la morte di dodici persone e il ferimento di almeno novanta in Ucraina. Tra queste, tre sono decedute a Odessa, due a Kharkiv, una nella regione meridionale di Kherson, una in quella orientale di Donetsk e una a Zaporizhzhya.
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