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Uber, arriva il «low cost» in Italia: con le corse Comfort tariffe giù del 30%, la sfida ai taxi
Economia/trasporti/trasporto localedi Fabio Savelli
Uber abbassa il prezzo delle corse con conducente e lancia il servizio Ncc fino al 30% meno caro di Black. La sfida alla mobilità passa dalle app, in un mercato segnato da carenze di taxi, proteste e dalla rivalità con la categoria
Uber allarga la propria presenza sul mercato italiano della mobilità con il lancio di Uber Comfort, una nuova categoria di corse con conducente professionale (Ncc) che, secondo la società, avrà tariffe fino al 30% inferiori rispetto a Uber Black, il servizio più di alta gamma.
Abbiamo provato con l’app ed effettivamente vediamo una riduzione dei costi. Da Trastevere a Roma Termini il servizio costa poco più di 9 euro, meno di un taxi tradizionale. Si parte dunque da mercoledì 15 luglio nelle venti regioni italiane attraverso l'applicazione e punta a intercettare anche gli spostamenti quotidiani, non soltanto quelli business o di fascia alta. Con Comfort gli utenti potranno prenotare un'auto con conducente mantenendo le principali funzionalità già presenti sulla piattaforma, come la visualizzazione anticipata del prezzo e dei tempi di arrivo, il pagamento digitale e la possibilità di programmare una corsa in anticipo tramite il servizio Reserve.
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Ampliare la base clienti L'obiettivo dichiarato da Uber è ampliare la platea dei clienti, proponendo una soluzione meno costosa rispetto a Uber Black e adatta agli spostamenti di tutti i giorni, dal tragitto casa-lavoro agli spostamenti serali. «Con Comfort le corse con conducente professionale diventano una soluzione concreta per molti più spostamenti quotidiani», afferma Davide Archetti, general manager di Uber per il Sud Europa. Secondo il manager, il nuovo servizio consentirà anche di creare «nuove opportunità di crescita per conducenti e flotte partner».
La contrapposizione con i taxi L'iniziativa arriva in un mercato che continua a essere caratterizzato dalla storica contrapposizione tra Uber e il settore dei taxi. Dopo anni di contenziosi giudiziari e scontri politici, in Italia la piattaforma opera esclusivamente attraverso conducenti professionali autorizzati al servizio di noleggio con conducente (Ncc), mentre il modello originario di ride-hailing con autisti privati, diffuso in altri Paesi, non è consentito. Per oltre un decennio il confronto si è consumato nelle aule dei tribunali, nelle piazze e sui tavoli della politica, tra ricorsi, scioperi e proteste contro l'ingresso dei servizi digitali nel trasporto pubblico non di linea.
La svolta del 2022 Negli ultimi anni, tuttavia, il clima si è in parte evoluto. Nel 2022 Uber ha siglato una partnership con il consorzio ItTaxi, consentendo agli utenti dell'app di prenotare anche taxi tradizionali in alcune città italiane. Un'intesa che ha rappresentato una svolta simbolica nei rapporti tra le due realtà, ma che ha anche provocato forti tensioni all'interno della stessa categoria dei tassisti. In particolare a Milano, dove l'accordo è stato esteso dopo Roma, si sono contrapposti i favorevoli all'utilizzo delle piattaforme digitali per ampliare la clientela e i sostenitori della linea del rifiuto totale nei confronti di Uber, considerata per anni il principale concorrente della categoria. Le divisioni hanno provocato anche l'uscita di numerosi tassisti dal consorzio ItTaxi e, secondo diverse testimonianze emerse all'epoca, non sono mancati episodi di forte tensione e scontri verbali tra colleghi.
Le mille chiamate inevase Il tema della concorrenza nel trasporto non di linea resta però aperto. Da anni cittadini e imprese denunciano la difficoltà di trovare un taxi nelle principali città, soprattutto nelle ore di punta, durante gli eventi e nei periodi turistici. Le chiamate inevase continuano a essere elevate a Milano, Roma e Napoli, mentre il numero delle licenze è rimasto sostanzialmente invariato per circa vent'anni (ne hanno scritto qui Milena Gabanelli e Simona Ravizza in un Dataroom).
Il decreto del 2023 Il decreto approvato nell'agosto 2023 dal governo, firmato dai ministri Matteo Salvini e Adolfo Urso, ha introdotto una procedura accelerata per consentire ai Comuni di aumentare fino al 20% il numero delle licenze taxi. Tuttavia l'attuazione procede lentamente. Milano ha avviato il bando per 450 nuove licenze, finito però al centro di ricorsi amministrativi, mentre Roma ha scelto la procedura ordinaria con l'obiettivo di rilasciarne mille permanenti e 500 stagionali. In molte altre città il percorso è ancora fermo.
L’ultimo miglio In questo contesto Uber prova a rafforzare la propria presenza puntando sul segmento Ncc, senza entrare direttamente nel mercato dei taxi. La riduzione delle tariffe di Comfort rappresenta un tentativo di rendere il servizio competitivo anche per gli spostamenti di routine, in un settore dove la domanda di mobilità continua a crescere ma l'offerta resta limitata e il confronto tra piattaforme digitali e categoria dei tassisti continua a essere uno dei dossier più controversi della mobilità italiana.
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