Euronews ITCentro
Trump contro le tecnologie avanzate della Marina: sulle portaerei Usa tornano le catapulte a vapore
2026Giovedì il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha dato il via al piano per rinnovare la Marina militare statunitense, riportando i sistemi più avanzatiper il lancio dei caccia dal ponte di volo delle portaerei ad un vecchio sistema di catapulte a vapore.
PUBBLICITÀ PUBBLICITÀ
La decisione arriva dopo anni di critiche da parte di Trump alla nuova tecnologia.
Il memorandum ordina al Pentagono e alla Marina di presentare a Trump, entro due mesi, piani per rimuovere l’Electromagnetic Aircraft Launch System, noto anche come EMALS.
L’EMALS è un un sistema elettromagnetico che accelera gli aerei lungo la catapulta sfruttando un campo magnetico. Il piano voluto da Trump prevede invece il ritorno alle catapulte a vapore, che utilizzano la pressione del vapore per spingere l’aereo.
Anche gli Advanced Weapons Elevators, gli elevatori destinati al trasporto delle armi, dovrebbero passare dagli attuali sistemi a soluzioni idrauliche.
L'idea era stata già presentata da Trump nel 2017, in un'intervista al giornale statunitense Time. Nell'intervista del 2017 Trump aveva rimarcato l'importanza della catapulta nei sistemi di lancio delle portaerei, denunciando il sistema digitale eccessivamente costoso e complicato. In riferimento al sistema digitale, Trump aveva spiegato che non "funziona bene" e che per capirlo "serve essere Albert Einstain".
"Tornerete a quel dannato vapore", aveva detto Trump all’epoca. L’argomento è tornato più volte nei suoi comizi e in altri eventi.
Una decisione divisiva
Secondo la direttiva, il nuovo ordine potrebbe costare miliardi di dollari e riportare le navi più avanzate della Marina a un sistema che richiede più marinai per essere utilizzato e risulta più difficile da mantenere.
Il piano, affidato al segretario alla Difesa Pete Hegseth e al segretario ad interim della Marina Hung Cao, ha suscitato perplessità tra gli addetti ai lavori.
Alcuni esperti di tecnologia ritengono che tra i principali vantaggi del sistema elettromagnetico vi siano la capacità di lanciare i velivoli a velocità più elevate e una manutenzione più semplice. Il sistema, inoltre, richiede meno marinai e occupa meno spazio a bordo.
La mossa giunge in un momento in cui la Marina fatica a trovare abbastanza personale per equipaggiare le proprie navi e in cui le forze armate statunitensi cercano di ottenere dal Congresso nuovi fondi per l’acquisto di equipaggiamenti.
Il memorandum di Trump stabilisce che la quarta portaerei della classe Ford, la USS Doris Miller, sia la prima nave su cui introdurre le nuove modifiche. La USS Gerald R. Ford, così come le future USS John F. Kennedy e USS Enterprise, non verranno invece toccate.
Mentre Trump vuole tornare indietro, Cina e Francia innovano
Mentre il presidente statunitense punta a fare marcia indietro sulle tecnologie più recenti, le più moderne portaerei cinesi utilizzano catapulte elettromagnetiche e la Francia ha annunciato di voler adottare lo stesso sistema sulla sua nuova portaerei.
Ripensare la progettazione di una nave già completata per un cambiamento di sistema così radicale, però, non sarà un compito semplice. Sulla USS Ford, EMALS ha ridotto all’inizio di quest’anno il numero di marinai necessari per far funzionare le catapulte da circa una dozzina a due.
Il memorandum di Trump, che impone la rimozione del sistema, sottolinea anche che uno dei problemi che affliggono la cantieristica navale sono i continui cambi di progetto della Marina, "che hanno provocato aumenti di costi, ritardi e cancellazioni".
Secondo General Atomics, l’azienda che produce EMALS, la decisione di non procedere con l’adozione del sistema sulla USS Doris Miller "merita un attento riesame".
General Atomics ha spiegato che i lavori sulle catapulte e sui cavi d’arresto della Doris Miller sono già a metà e ha dichiarato: "Cambiare rotta ora comporterebbe rischi significativi in termini di costi, tempistiche e integrazione".
Nuovi finaziamenti per la difesa
La decisione arriva mentre il Congresso dovrà esaminare le leggi di bilancio e di finanziamento che, secondo l’amministrazione Trump, sono necessarie per finanziare il Pentagono e la guerra in Iran.
Il segretario alla Difesa Pete Hegseth ha stimato il mese scorso che il costo della guerra è salito a 37,5 miliardi di dollari (quasi 32,6 miliardi di euro), mentre i repubblicani preparavano un pacchetto da 95 miliardi di dollari (82,7 miliardi di euro) per finanziare le forze armate e altre priorità della Casa Bianca.
Hegseth ha definito i fondi aggiuntivi per la guerra un’"iniezione di denaro urgente e necessaria" e ha presentato il bilancio della difesa da 1,5 trilioni di dollari (circa 1,31 trilioni di euro) proposto da Trump come un investimento generazionale nelle forze armate.
La Camera ha approvato entrambi i provvedimenti con un margine ristretto, ma il Senato dovrà ancora pronunciarsi al suo rientro a settembre.
Intensità frame0.51 · Toni marcati
neutrostandardmarcatointensoallarme