Trump: “Colpiamo duro, l’Iran non è pronto per un accordo”. Rientrano negli Usa le salme dei soldati
/lastampa/esteriDonald Trump torna ad alzare i toni contro l'Iran mentre proseguono i raid statunitensi, che si intrecciano con quelli sferrati da Teheran. Secondo Kan News, Washington avrebbe informato Israele dell'intenzione di intensificare gli attacchi contro Teheran con l’impiego, per la prima volta dall'inizio del conflitto, di bombardieri pesanti. Trump ha ribadito che la presenza americana nello Stretto di Hormuz serve a impedire all’Iran di dotarsi dell’arma nucleare e ha promesso che Teheran «pagherà un prezzo elevato» per la morte dei soldati statunitensi in Giordania. L'undicesima ondata di attacchi, ha riferito il Centcom, ha intanto «preso di mira centri operativi militari, risorse navali, hangar per aerei, strutture di stoccaggio dei droni e infrastrutture logistiche militari». L'obiettivo resta quello di «indebolire ulteriormente la capacità dell'Iran di minacciare la navigazione commerciale» nello Stretto di Hormuz. Secondo i media iraniani, i bombardamenti hanno colpito le aree di Teheran, Sirik, Bushehr, dove si trova una centrale nucleare, Tabriz, Kabudarahang e le province di Ilam e del Kurdistan. Il tycoon, però, non sembra accontentarsi e minaccia un'ulteriore escalation: «Da questo momento in poi, ogni volta che la Repubblica Islamica sparerà contro una nave nello stretto, gli Stati Uniti bombarderanno e distruggeranno un ponte o una centrale elettrica». Per approfondire
