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Trump accusa: elezioni americane vulnerabili a truffe e cospirazioni, la Cina le manipola
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Manovre della Cina, immigrati illegali, forze oscure della sinistra radicale e tecnologie elettorali inaffidabili e manipolabili: Donald Trump, in un controverso discorso alla nazione, ha rilanciato un ampio ventaglio di teorie cospirative sulle truffe alle urne (ai suoi danni) e sulla grave vulnerabilità del sistema di voto americano. La documentazione che la Casa Bianca ha prodotto e il presidente citato a sostegno del suo j’accuse è però parsa ai più scarna, selettiva e nettamente insufficiente all’allarme, mentre è sembrato chiaro il rischio del messaggio di delegittimare futuri, indesiderati risultati delle urne e più in generale la fiducia nella democrazia.
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Trump ha annunciato la declassificazione di documenti che, ha asserito, dimostrerebbero la fondatezza della sua denuncia e ha promesso nuove indagini federali. Ha infine richiesto l’adozione da parte del Congresso di una nuova legge, il Save America Act, per imporre più restrittivi requisiti di documenti di identità agli elettori e per limitare il voto via posta, che considera particolare fonte di falsificazioni.
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Il presidente ha insistito dichiarando di voler mostrare «quanto siano vulnerabili le elezioni». E non ha nascosto di aver lanciato la nuova offensiva sulla trasparenza e correttezza delle elezioni in occasione dell’imminente appuntamento con il voto di novembre per il rinnovo del Congresso. Ha poi accusato precedenti amministrazioni democratiche, risalendo a quella di Barack Obama, di aver occultato truffe e rischi.
La natura controversa del discorso ha spinto numerose grandi televisioni americane, da Abc e Nbc e alla Cnn, a non trasmettere in diretta l’intero intervento, dirottandolo solo sui loro canali in streaming. Fox e la Casa Bianca hanno trasmesso il discorso. Gli stessi commentatori di Fox non si sono tuttavia espressi sulle fondatezza delle accuse mosse da Trump. Trump si è scagliato contro i media: «Sono parte del complotto. Voglioni continuare questa truffa, vogliono proteggere la sinistra radicale».
Numerosi critici hanno immediatamente sottolineato numerose affermazioni considerate del tutto infondate o esagerate contenute nella mezz’ora di intervento presidenziale. Assenti nuove prove su clandestini arrivati in massa alle urne per viziare i risultati. Mentre nel citare l’influenza estera sul voto, a sua volta difettano conferme: Trump ha preso di mira in particolare la Cina riportando sforzi del Paese per danneggiarlo nel 2019 in vista delle elezioni che perse (fatto che non ha mai ammesso) nel 2020. Ha menzionato informazioni su elettori americani cadute in mani cinesi, un fatto però già ampiamente noto. E citato documenti, pur ampiamente censurati, che suggeriscono una campagna cinese per influenzare l’opinione pubblica Usa e le elezioni. Quest’ultima preoccupazione è tuttavia minoritaria nella comunità di intelligence Usa e gli stessi suoi proponenti l’hanno definita di dubbia attendibilità.
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