Traffico internazionale di rifiuti, azienda di Bedizzole al vertice dell'organizzazione: arrestati socio e impiegato
Brescia/Cronacadi Mara Rodella Maxi operazione dei Carabinieri del Noe. I container diretti in Pakistan sono stati fermati a Genova Dai cancelli della San Marco Rottami srl di Bedizzole, i tir sarebbero entrati e usciti nell’arco di pochissimi tempo. Non certo quello che sarebbe servito per controllare i carichi e, soprattutto, sottoporli ai trattamenti previsti dalla normativa di riferimento. Destinazione: il sud-est asiatico, per lo più. Forse, giusto quello necessario per cambiare i documenti di viaggio e ripartire verso le banchine dei porti. Dopo quasi tre anni di indagini, i Carabinieri del Noe hanno smantellato una presunta rete dedita al traffico internazionale di rifiuti, verso il Pakistan (ma anche nei Paesi europei). In manette — e agli arresti domiciliari — su disposizione del gip e richiesta dal pm Roberta Panico, in forze alla Dda, che ha coordinato le indagini — nelle ultime ore sono finiti uno dei soci ai vertici della azienda bresciana e un impiegato amministrativo. Entrambi, in prima battuta, avrebbero ammesso le proprie responsabilità. A innescare le indagini è stata una segnalazione da parte dei militari del Noe di Genova, che all’esito di un controllo, nel febbraio 2023 al porto — con i funzionari dell’Agenzia delle dogane e dei monopoli — avevano fermato nove container pronti a partire per il Pakistan. Contenevano decine di tonnellate di rifiuti: compressori che provenivano da apparecchiature elettriche o elettroniche, solo apparentemente bonificati (Raee) e falsamente dichiarati come materiale usato. O recuperabile. In realtà, nonostante la documentazione di accompagnamento formalmente regolare, contenevano ancora oli contaminati e sostanze chimiche quindi pericolose. E a organizzare la spedizione era stata proprio l’azienda bresciana, ritenuta al vertice dell’organizzazione illecita. Chi indaga lo chiama il sistema del «giro bolla»: solo sulla carta risultava cioè che i rifiuti fossero transitati in un impianto per le operazioni di scarico, verifica o trattamento, ma sarebbero invece stati trasportati direttamente verso il destinatario finale. All’esito delle indagini, ancora aperte naturalmente, al netto dei due arresti sono 28 le persone coinvolte a vario titolo nell’inchiesta, di cui 16 indagate dalla Procura, oltre a dodici società: di trasporti, che si occupano di conferimento e gestione dei rifiuti, addirittura una che faceva della consulenza ambientale la sua mission, ma che evidentemente, almeno stando all’ipotesi accusatoria, avrebbe aiutato gli altri indagati a raggirare le norme piuttosto che a rispettarle. Le attività di monitoraggio di oltre due anni avrebbero restituito agli investigatori e agli inquirenti circa un’ottantina di spedizioni irregolari dallo stabilimento bresciano, per centinaia di tonnellate di rifiuti pericolosi movimentati verso il Medio Oriente (e non solo): la San Marco srl nelle ultime ore è finita sotto sequestro. Palesemente incoerente, peraltro, per gli inquirenti, la proporzione tra i guadagni e l’attività dell’azienda, intesa come macchinari, addetti e spazi. Dall’alba, i Carabinieri del Noe — al lavoro il nucleo operativo di Brescia e il Gruppo per la tutela ambientale e la sicurezza energetica di Milano — hanno condotto quattordici perquisizioni (anche alle società indagate) nel Nord Italia e a Caserta. Obiettivo: analizzare la documentazione contabile per ricostruire i flussi di denaro e di materiale, gli scambi commerciali e il guadagno — oltre alla responsabilità amministrativa delle società coinvolte — al fine di procedere anche con un sequestro preventivo per equivalente. In sintesi: acquisire «informazioni per ricostruire l’esatta conformazione dell’organizzazione e tutti gli altri elementi che servono poi per quantificare il profitto illecito» e procedere anche sotto il profilo prettamente finanziario, conferma Federico Ninni, tenente colonnello, comandante del Gruppo tutela ambientale e sicurezza energetica di Milano. Le stime, pur approssimative, dicono di un volume d’affari di quasi dieci milioni di euro.
