L'assurda accusa degli Stati Uniti a Cuba: "L'Avana si è infiltrata per anni ai massimi livelli del governo di Wasghington"
MondoDal Paese che con i suoi servizi segreti ha più cercato di condizionare affari di altri Stati – gli Usa – arriva l'accusa a Cuba di aver svolto operazioni di spionaggio per decenni. L'Avana, scrive il dipartimento di Stato in un report ad hoc di oltre cento pagine, "ha reclutato e coltivato generazioni di attivisti americani e ha sostenuto un'ondata senza precedenti di terrorismo di sinistra sul suolo statunitense". "Per più di sei decenni, il regime cubano è stato il principale sponsor del radicalismo di sinistra e del terzomondismo negli Stati Uniti – ha scritto sui social il segretario di Stato Marco Rubio, esule cubano e falco anti-comunista, nel presentare il report –. Il dipartimento di Stato sta rivelando la storia completa dello spionaggio e della sovversione cubana nel nostro paese. Il popolo americano merita di sapere". Si è trattato, si legge nel rapporto, di "una delle più durature e dannose penetrazioni di intelligence straniera nella storia americana", attraverso l'offensiva contro Washington che "non è mai stata, alla radice, una disputa su politica economica, sovranità o persino sul possesso di un determinato territorio. È stata una rivoluzione contro la civiltà occidentale stessa, condotta in parte con il metodo inedito e insidioso di persuadere i figli dell'Occidente a rivoltarsi contro la propria eredità". Il cuore del dossier – intitolato "Cuba, capitale del comunismo del XXI secolo" – è il capitolo sull'"impero dello spionaggio" dell'Avana, costruito attorno alla Dirección de Inteligencia (l'ex DGI), descritta come una delle più efficaci agenzie di intelligence umana al mondo. A differenza di russi o cinesi, sostiene il report, i cubani reclutano soprattutto "veri credenti" ideologici e non agenti pagati: più fedeli e più difficili da smascherare, perché privi di tracce finanziarie. Bersaglio privilegiato le università d'élite, dove intercettare giovani destinati a ruoli di potere. I casi citati: Ana Montes, la "regina di Cuba", per anni massima analista sull'isola al Pentagono; Victor Manuel Rocha, ex ambasciatore e consigliere del Comando Sud, spia per circa mezzo secolo; e la rete "Avispa", smantellata in Florida nel 1998. L'uscita del rapporto va però letta nel momento di massima tensione tra i due Paesi. Dopo la caduta di Nicolás Maduro in Venezuela a gennaio, l'amministrazione Trump ha stretto l'isola in una morsa: embargo totale sul petrolio, dazi ai Paesi che riforniscono l'Avana, nuove sanzioni. Trump ripete che "Cuba è la prossima" e il dipartimento di Giustizia prepara un'incriminazione contro Raúl Castro. In questo quadro molti osservatori notano come il dossier – dai toni da Guerra Fredda – contenga in realtà poche vere novità, funzionando soprattutto come ulteriore tassello della campagna di pressione su un regime già stremato da una durissima crisi economica e umanitaria.
