Svastica sulla porta di un docente, l’ateneo di Parma denuncia. Bernini: “Grave atto intimidatorio”
cronacaDalla porta dello studio di un docente dell’ateneo di Parma "sono stati deliberatamente rimossi alcuni adesivi riconducibili all'iniziativa ‘Parma Antifascista’ ed è contestualmente stata tracciata una svastica”. Lo sottolinea il Senato accademico in una mozione di condanna approvata anche dal Cda. Riguardo all’episodio, avvenuto nella palazzina Feroldi del plesso d’Azeglio-Kennedy, si sta procedendo a una denuncia. Il Senato accademico rimarca “che quel gesto assume il carattere di un'inaccettabile provocazione e di un atteggiamento intimidatorio e sopraffattorio, del tutto incompatibile con i valori fondanti dell’Università di Parma”, e sottolinea “che l’utilizzo di un simbolo legato all’ideologia nazista, alla violenza e alla negazione dei valori democratici rappresenta un’offesa non soltanto nei confronti del docente direttamente coinvolto ma dell’intera comunità universitaria”. “Simili gesti o comportamenti non possono trovare alcuno spazio all’interno dell’Università di Parma”, tanto più, prosegue il testo della mozione, “in un momento storico in cui si registrano con crescente frequenza preoccupanti manifestazioni di intolleranza e radicalizzazione, fenomeni che impongono alle istituzioni pubbliche, e all'Università in primo luogo, una decisa riaffermazione di valori e principi democratici fondamentali”. Bernini: “Università deve essere luogo di libertà e rispetto reciproco” La ministra dell’Università Anna Maria Bernini ha telefonato al rettore di Parma, Paolo Martelli, per avere informazioni sull’episodio. E parla di “atto intimidatorio gravissimo, che offende i valori di libertà, rispetto e convivenza civile su cui si fonda ogni comunità accademica. Esprimo la mia piena vicinanza al docente colpito e a tutta la comunità accademica dell’Università di Parma. Ogni gesto di odio e di intimidazione va respinto con la massima fermezza, senza alcuna ambiguità. Le nostre università devono continuare a essere luoghi di libertà, confronto e rispetto reciproco”.

