Stipendi: quanto si guadagna di più con la laurea e quali pagano meglio
EconomiaLa laurea continua a rappresentare un vantaggio economico e professionale, ma il suo rendimento dipende sempre più dalle condizioni in cui viene conseguita e valorizzata. Contano il percorso scelto, il territorio, il tipo di ateneo, la coerenza tra studi e lavoro svolto e la capacità del sistema produttivo di assorbire competenze qualificate. E’ quanto emerge dall’Osservatorio di JobPricing ‘University Report’ dedicato al valore dell’istruzione nel mercato del lavoro italiano. Il report ha analizzato il rapporto tra titolo di studio, occupazione, retribuzione, carriera, area disciplinare, ateneo frequentato e tempi di recupero dell’investimento universitario. Iscriviti alla Newsletter per rimanere sempre aggiornato sul mondo dei mercati, dell'economia e della consulenza finanziaria. Iscriviti Compilando il presente form acconsento a ricevere le informazioni relative ai servizi di cui alla presente pagina ai sensi dell'informativa sulla privacy. Le differenze tra stipendi Nel 2025 le persone laureate registrano una RAL media pari a 42.378 euro, contro i 30.999 euro di chi non ha conseguito una laurea: un differenziale di circa +37%. Il vantaggio cresce con l’età: nella fascia 25-34 anni chi ha una laurea guadagna in media il 21% in più rispetto a chi non ce l’ha, ma il divario sale al 49% tra i 45-54 anni e raggiunge il 68% tra chi ha almeno 55 anni. Il ritorno economico della laurea, quindi, tende a manifestarsi soprattutto nel medio-lungo periodo, quando il titolo di studio può facilitare l’accesso a ruoli più qualificati, responsabilità maggiori e percorsi di carriera più solidi. Le lauree che pagano di più Il report evidenzia però anche una forte differenziazione tra percorsi di studio. Tra i laureati 25-34 anni, la RAL media è pari a 34.445 euro, ma le aree ingegneristiche, Stem, economiche e statistiche si collocano stabilmente sopra la media. In cima troviamo Ingegneria chimica e dei materiali con 37.693 euro (+9,4%), seguita da Ingegneria meccanica, navale, aeronautica e aerospaziale con 37.334 euro (+8,4%) e Ingegneria gestionale con 36.935 euro (+7,2%). Le aree umanistiche, linguistiche, pedagogiche, psicologiche e politico-sociali si posizionano invece più spesso sotto la media retributiva dei giovani laureati. Le università che influenzano di più la Ral Anche l’ateneo incide, ma non come indicatore assoluto di qualità. La classifica per RAL media dei laureati 25-34 anni vede al primo posto l’università Bocconi con 42.007 euro (+22% rispetto alla media), seguita da Politecnico di Milano, Politecnico di Torino, università Cattolica del Sacro Cuore e università di Parma. Guardando invece allo University Payback Index, l’indice che misura il tempo medio necessario per recuperare l’investimento universitario, il valore più favorevole è quello del Politecnico di Torino: 13 anni per gli studenti in sede e 14,9 anni per i fuori sede. Il tema del rendimento dell’istruzione si inserisce in un contesto di profonda trasformazione del mercato del lavoro. L’intelligenza artificiale, la transizione green e la crescente domanda di competenze tecnico-specialistiche rendono sempre più urgente rafforzare il legame tra sistema formativo e sistema produttivo. In Italia, tuttavia, il ritardo resta significativo: il Paese investe in istruzione il 4% del PIL, contro una media UE del 4,8%, e solo il 31,6% dei 25-34enni possiede un titolo di istruzione terziaria, contro una media OCSE del 48,7%. A questo si aggiunge il nodo del mismatch. Secondo i dati riportati nel report, il 36% delle persone occupate con laurea tra i 25 e i 34 anni risulta sovraistruito rispetto al ruolo svolto. Il problema, quindi, non è solo aumentare il numero di laureati, ma creare le condizioni perché le competenze acquisite vengano realmente utilizzate e valorizzate.
