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Jens Spahn, il leader Cdu che potrebbe diventare cancelliere tedesco: conservatore, omosessuale e ora padre grazie alla surrogata. «Sappiamo che questa notizia vi sorprenderà»
Esteridi Mara Gergolet
Il 46enne capogruppo della Cdu vuole mettere fine ai governi di centrosinistra ed è ambiguo sull'AfD. E intanto annuncia di aver avuto figlio con la surrogata
Jens Spahn mentre spinge il passeggino con il figlio. In primo piano, il marito Daniel Funke
DALLA NOSTRA CORRISPONDENTE
BERLINO - «Benvenuto al mondo, piccolo uomo. Che la tua vita sia piena di amore, salute e meraviglie e che la ricca benedizione di Dio ti protegga nel tuo cammino». Questo messaggio, inviato ieri più volte, sta mandando in fibrillazione Berlino. L’ha scritto Jens Spahn, che non è un politico qualunque, ma il più potente conservatore della Germania dopo Friedrich Merz.
Omosessuale, sposato, 46 anni, di destra, capogruppo della Cdu al Parlamento: in due parole, il possibile prossimo cancelliere. Da ieri papà, grazie alla gestazione per altri e alla possibilità di adottare il figlio del partner, pratica che in Germania è legale dal 2017: «Mio marito è diventato papà, e io con lui. Georg è tutta la nostra felicità. È una sensazione che difficilmente si può descrivere a parole».
La Bild ci ha aperto il giornale: del resto, ha una spiccata simpatia per Spahn. Pubblica anche una sua foto, mentre spinge una carrozzina con il marito Daniel Funke, 45 anni, in primo piano. «Siamo consapevoli che sul tema della maternità surrogata ci siano spesso incertezze e anche molti pregiudizi. Ma, come diceva il grande Franz Beckenbauer: "Il buon Dio si rallegra per ogni bambino”».
Quella di Spahn è quindi una scelta personale, ma anche politica. Ha fatto capire da subito che non si nasconderà, che è pronto a discuterne, che ne farà — da conservatore dentro la Cdu — una questione di diritti. «Sappiamo che questa notizia vi sorprenderà e che sul tema della maternità surrogata possano sorgere delle domande. Saremo lieti di rispondervi». Dal punto di vista giuridico, la maternità surrogata è regolata in modo chiaro in Germania, ma la situazione si complica nel contesto internazionale. L’assistenza medica a una gravidanza per altri e l’intermediazione di madri surrogate sono vietate in Germania: per questo molte coppie che non riescono ad avere figli si rivolgono all’estero. Ma è dal 2014 che la Corte federale di giustizia riconosce pieni diritti a questi bambini e alle loro famiglie, purché vi sia un genitore biologico.
Il parto è avvenuto negli Stati Uniti. Come dicono i due nel messaggio agli amici (presumibilmente nella chat c’è anche qualche vicedirettore della Bild): «Siamo immensamente felici e completamente innamorati del nostro piccolo uomo. Non vediamo l’ora che possiate conoscerlo di persona. Con immensa gioia guardiamo alla nostra vita insieme, noi tre. I papà orgogliosi». Spahn ne aveva informato personalmente il cancelliere Friedrich Merz, ed è volato negli Usa appena il parlamento ha chiuso per la pausa estiva. La donna "surrogata" del piccolo Georg, fa sapere la coppia, continuerà a far parte della vita del bambino. «Ormai fa praticamente parte della famiglia e accompagnerà Georg nel suo percorso di vita».
Ma chi è davvero Jens Spahn? Se si dovesse tenere sotto osservazione un solo politico per il futuro della Germania, è lui. Giovane enfant prodige della Cdu renana, cattolico, è entrato in Parlamento a 22 anni, e l’omosessualità non gli ha impedito di fare carriera — neppure in un partito tradizionalista. «La Chiesa è una parte di me, anche se a volte mi fa arrabbiare», ha detto una volta. È stato a 35 anni viceministro alle Finanze sotto il potentissimo Wolfgang Schäuble; poi, da ministro della Sanità, ha gestito bene il Covid. Ma Spahn è anche una figura complessa, molto popolare in Germania. Espressione dell’ala destra, quella che vuole mettere fine ai governi di centrosinistra che hanno dominato la Germania dai primi anni Duemila (salvo un intermezzo Cdu-liberali), è molto ambiguo sull’apertura all’estrema destra AfD. Ufficialmente la nega, ma se qualcuno dovesse superare il «Brandmauer» — mettere fine all’isolamento dell’AfD e «normalizzarla» — quel qualcuno sarà Spahn.
È per questo, si dice, che Merz gli ha affidato la guida del gruppo parlamentare della Cdu: un ruolo che tradizionalmente in Germania indica il prossimo cancelliere. Perché tenesse a bada la destra interna, secondo la massima: «Cooptali, se non li puoi battere». L’esordio non fu felice. Spahn non tenne in riga le proprie truppe e Merz fu bocciato nella prima elezione a cancelliere. Ma Spahn è tanto un vice leale quanto un avversario di Merz, come un’ombra che si proietta sul futuro del proprio capo.
Sogna di fare il cancelliere da sempre: e nelle foto ufficiali, i figli ci stanno benissimo. In larga parte, la Germania è cambiata tanto da accettarlo benissimo, perfino da provarne simpatia. E lui questo l’ha capito tra i primi.
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