Sneers, la bellezza fugace dello psych rock
VisioniÈ una versione più intima, quasi famigliare, quella che si respira in (Don’t quit before) The miracle, il quinto album degli Sneers, duo giramondo che da tempo si muove dove si incontrano psych rock, noise, l’esplorazione dell’anima umana che spesso si fa diabolica grazie al cantato di M. Greta Blankaart, ma che in quest’ultimo lavoro risplende di una luce positiva, più melodica, capace di controbilanciare l’oscurità feconda cui la band ci ha abituato. Coppia anche nella vita, il duo formato da Blankaart alla chitarra e voce e Leonardo Stefenelli alla batteria, dopo diversi anni a Berlino e poi a Roma è tornato alla base, in Toscana. La lunga pausa presa dalla musica suonata è dovuta anche alla nascita della figlia della coppia, «e a livello di tematiche c’è stata sicuramente un’influenza molto forte, che lo volessi o meno, dell’elemento della maternità», spiega M. Greta Blankaart. Brani come Mothers and others, in cui il rapporto con un figlio è il punto di partenza per una riflessione più ampia sulle relazioni con i genitori, o come Wild kids, che descrive la bellezza fugace dell’infanzia, partono da esperienze personali ma mantengono un aspetto evocativo, universale. quote Ci piace molto collaborare con altri musicisti, perché ci porta ad aprirci per forza e ad andare in territori che magari lavorando da soli ci precluderemmo (Don’t quit before) The miracle è formato da soli cinque pezzi, e rappresenta un capitolo nato spontaneamente durante la lavorazione di un album più lungo. Tra gli ospiti del disco che vedrà la luce nel 2027, prodotto da Randall Dunn (che ha lavorato tra gli altri con Anna von Hausswolff, Sunn O))) e Thurston Moore), c’è infatti anche Jamie Stewart, leader della band californiana Xiu Xiu, che ha aggiunto la sua voce ad alcuni brani. IN SEGUITO ai primi contatti, «si è aperto un dialogo e Jamie ci ha chiesto di collaborare a qualcosa di più strutturato» spiega Stefenelli. «Quindi ci è venuta l’idea di chiedergli di produrre questo disco. Avevamo voglia di fare qualcosa di diverso, sfruttando l’occasione di avere un musicista con una visione molto peculiare. Abbiamo deciso di sperimentare anche con gli ambienti, facendo tutto in casa, è forse anche per questo è venuto fuori qualcosa di più arioso». Anche grazie alla produzione di Jamie Stewart (ultimata all’Andere Baustelle Ton Studio di Berlino), la chitarra infatti è forse meno centrale in questo nuovo capitolo, mentre sono i sintetizzatori a farsi più presenti, con un suono più espanso e atmosfere stralunate, come in Feel flows, una delle canzoni più intimiste e profonde dei Beach Boys, già abbondantemente psichedelica nella versione originale, resa dagli Sneers e dalla voce di M. Greta Blankaart e Jamie Stewart ancora più acida e rarefatta. Gli Sneers sono un duo che si espande e si allarga in base alle situazioni e alle scelte musicali. In Heaven will rescue us, we’re the scum, we’re in the sun del 2018, Kristof Hahn degli Swans (uno dei principali riferimenti del duo) ha portato la sua chitarra lap steel, mentre il penultimo album pubblicato, Tales from violent days del 2022, era stato prodotto da Freddie Murphy, insieme a Chiara Lee e a Vittorio Demarin fondatore dei Father Murphy. Un disco che in qualche modo ha rappresentato anche un ideale passaggio di consegne tra la compianta band di occult noise e questi nuovi interessantissimi cantori dell’oscurità. QUELLO delle collaborazioni, «è un aspetto che in futuro ci piacerebbe ampliare ancora di più. Abbiamo avuto la fortuna di collaborare sempre con musicisti che stimiamo molto», spiega M. Greta Blankaart. «Ci piace molto lavorare con altri, perché ci porta ad aprirci per forza, e ad andare in territori che magari lavorando da soli ci precluderemmo. Invece aver qualcuno con cui confrontarci ci aiuta a maturare e ad evolverci. Per questo ci piace molto collaborare, sempre», aggiunge Leonardo Stefenelli. A settembre gli Sneers torneranno finalmente in tour, dopo il lungo stop che li ha visti suonare solo sporadicamente in pochi concerti e festival. Ci sono già alcune date fissate in Europa, come in Slovenia e Svizzera, e diversi appuntamenti in Italia. L’idea è quella di ripartire, dando continuità ai live con questo nuovo lavoro e il prossimo disco, già pronto, la cui uscita è prevista per la fine dell’anno prossimo.

