Il GazzettinoCentro-destra
Sit-in davanti al carcere minorile per l'arrivo di Vannacci: «Va gestito meglio di così»
NordestROVIGO - Un presidio contro i disagi provocati ai residenti dal carcere minorile dopo la rivolta di due mesi fa, le urla, gli incendi di materassi dei giorni scorsi, che hanno portato i vigili del fuoco a intervenire causando anche i blocchi della viabilità. Dopo aver inaugurato la nuova sede provinciale con la presenza del segretario nazionale ed eurodeputato Roberto Vannacci, Futuro nazionale ha organizzato un sit-in in via Mazzini proprio davanti all’istituto penitenziario per i minori. Davanti all’ingresso della struttura erano presenti Ciro D’Orsi, Camillo Bordin, Nello Piscopo e altri rappresentanti dei comitati costituenti di Futuro nazionale. I circa quindici “manifestanti” hanno esposto le bandiere del partito prima di parlare del motivo del loro ritrovo, unito a quello di qualche residente presente.
Un presidio «pacifico e silenzioso» anticipato via social già qualche giorno fa, che è stato organizzando riprendendo «lo stato d'animo dei residenti della zona - spiega l’esponente a Palazzo Nodari, Nello Piscopo - lo vediamo da quello che scrivono sui social ultimamente e da consigliere comunale sono stato avvicinato da qualcuno di loro. La questione non è carcere sì o no, ma sono i residenti che non vorrebbero essere dimenticati, vogliono far sentire la loro voce». L'obiettivo è chiaro: non viene contestata l'esistenza del carcere minorile in sé, ma viene richiesto di poter avere un tavolo di confronto insieme alle istituzioni competenti per arginare questa situazione di disagio venutasi a creare negli ultimi mesi. Una situazione che lo scorso 29 giugno ha interessato anche alcuni attivisti di Mestre che sono venuti a protestare contro l'esistenza stessa del carcere cittadino.
Non minimizzare
Nessuna strumentalizzazione per Piscopo, ma la disponibilità nel ritrovarsi organizzando una manifestazione serena e senza schiamazzi per far capire al ministero della Giustizia e al Dipartimento per la giustizia minorile, che questi episodi «non possono essere fatte passare come esagerazione», perché fin dal primo episodio, la rivolta durata ore con dei tentativi di fuga e tutte le strade intorno circondate di polizia e carabinieri, era stato descritto dal capo del Dipartimento, Antonio Sangermano, come una semplice insubordinazione, anche se poi la Procura ha aperto un’indagine proprio per rivolta. Pochi giorni dopo vi fu un tentato suicidio sventato dagli agenti, quindi i due roghi detti, con alla fine il trasferimento di quattro detenuti in altra struttura.
Egualmente il capo del Dipartimento aveva parlato di amplificazione fuorviante sulla stampa di questi episodi, appunto esagerando la situazione, che pure aveva creato nuovi timori anche istituzionali a partire dal sindaco. «Queste cose con il carcere maschile non avvenivano - continua Piscopo - dalle 14 le 15.30 giocavano a calcio o a pallavolo, quindi il rumore massimo era quello, dopodiché tornavano in cella e cessavano i rumori. Non possiamo accettare che dal Dipartimento si butti tanta acqua sul fuoco dicendo che stiamo esagerando: qui la gente inizia a essere preoccupata e non vuole rassegnarsi alla situazione. Non entriamo nel merito della gestione, ma c'è una situazione esterna che inizia a non essere più tollerata e ci dispiace che la questione sia stata minimizzata».
Intensità frame0.58 · Toni marcati
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