Silvia Sardone denunciata per video con donna in niqab | “Vogliono imbavagliare chi denuncia islamizzazione”
PoliticaSilvia Sardone denunciata per il video con una donna in niqab a Torino. Esposto in Procura, la replica: "Vogliono imbavagliare chi denuncia" Silvia Sardone è al centro di un nuovo caso politico per un esposto indirizzato alla Procura di Milano, ma anche alla Questura, all’Arma dei Carabinieri e al Garante per la protezione dei dati personali. L’europarlamentare e vicesegretaria della Lega è finita nel mirino per il filmato diffuso sui propri canali social nei giorni scorsi, registrato a Torino durante un confronto con una donna che indossava il niqab mentre spingeva il passeggino della figlia. Il documento porta la firma di dieci persone, tra cui Davide Piccardo, direttore editoriale de La Luce, Salma Ghrewati, vicepresidente di Progetto Aisha, e Adil Anouar, presidente dell’Ente Islamico in Italia. Studenti all'estero, il maxi piano di Valditara | "Aperto anche alle paritarie, selezione su merito e Isee" Nel video Sardone domanda alla donna se la scelta di indossare il velo integrale sia davvero libera o frutto di una costrizione. L’interlocutrice ribatte di sentirsi più libera della stessa eurodeputata. Da lì prende avvio uno scambio nel quale la rappresentante della Lega sostiene che il velo integrale non dovrebbe essere indossato negli spazi pubblici italiani, manifesta preoccupazione per la figlia della donna e le chiede di mostrare il volto. Alla successiva risposta della donna, che rivendica la propria libertà di scelta, Sardone la invita a trasferirsi a Islamabad. Covid, Di Donna agiva per Conte? Spuntano sms con Alpa e Arcuri | La testimone che lo smentisce e caso Guidi Nel corso della conversazione l’europarlamentare le rivolge anche alcune domande sulla possibilità di relazionarsi con gli uomini, di rimuovere il velo e sul proprio percorso di studi. La donna, invece, continua a chiedere che le riprese vengano interrotte e prova anche a sottrarre la bambina all’inquadratura. SILVIA SARDONE, ESPOSTO DOPO IL VIDEO PUBBLICATO SUI SOCIAL Le richieste avanzate nell’esposto puntano a ottenere una verifica da parte dell’autorità giudiziaria sulle modalità con cui è stato realizzato il video. In particolare viene chiesto di accertare se la registrazione sia proseguita nonostante l’opposizione manifestata dalla donna e se tale comportamento possa assumere rilievo sotto il profilo delle molestie. I sottoscrittori invitano inoltre a valutare l’eventuale sussistenza di ipotesi di diffamazione, lesione dell’onore e discriminazione per motivi religiosi. Sondaggi politici 2026 | FdI in testa ma cala con Forza Italia, Lega e Pd stabili, cresce M5s... Nel documento vengono addirittura richiamati i reati di propaganda e istigazione alla discriminazione su base razziale, etnica o religiosa. Un’altra questione riguarda la tutela dei dati personali: secondo i promotori dell’iniziativa, il video permetterebbe di identificare l’appartenenza religiosa della donna e coinvolgerebbe anche una minore. Per questo è stato chiesto al Garante di valutare la correttezza della diffusione delle immagini e di consentire l’identificazione della donna affinché possa decidere se intraprendere eventuali iniziative a tutela dei propri diritti. Gli stessi firmatari precisano che l’obiettivo dell’esposto non è limitare la libertà di espressione o di critica politica e religiosa. La richiesta rivolta alla magistratura riguarda invece la valutazione delle modalità con cui una cittadina sarebbe stata filmata, coinvolta nel confronto e poi esposta sui social pur avendo manifestato il proprio dissenso. LA REPLICA DI SARDONE E LA SOLIDARIETÀ DELLA LEGA La risposta dell’europarlamentare è arrivata poche ore dopo la presentazione dell’esposto: per Sardone è “surreale” il tentativo, a suo dire portato avanti da “alcuni islamisti legati all’Ucoii“, di trascinarla in tribunale per fermare le sue campagne contro l’islamizzazione dell’Italia e dell’Europa. L’esponente della Lega respinge le contestazioni e sostiene che, durante il confronto, sarebbe stata la donna a rivolgersi inizialmente contro di lei. Aggiunge inoltre di aver subito insulti da parte di altri presenti, indicando in particolare un uomo di origine straniera. Ribadisce quindi che continuerà a portare avanti le sue iniziative contro il velo islamico integrale e contro quelle che considera forme di sottomissione femminile presenti in alcune comunità islamiche, assicurando che l’esposto non modificherà la sua linea politica né quella del partito sul tema dell’islamizzazione. A sostegno di Sardone è intervenuto anche il deputato della Lega Igor Iezzi che in una nota ha espresso “piena solidarietà” alla vicesegretaria del partito, sostenendo che abbia denunciato comportamenti incompatibili con i valori di libertà, uguaglianza e rispetto. Iezzi ha quindi ribadito che, a suo giudizio, nessuno può intimidire o mettere a tacere una donna libera né impedire alla Lega di continuare a difendere sicurezza e rispetto delle regole.

