Francia, Corte costituzionale boccia divieto social a under 15: "Limita libertà di espressione", Macron: "Nuova norma entro 2027"
EsteriNo della Corte Costituzionale francese alla legge che vieta agli under 15 l'accesso ai social network, approvata in via definitiva dal Parlamento lo scorso 21 Luglio. È così che il progetto dell'esecutivo francese di vietare l’accesso ai social ai minori di 15 anni si ferma davanti al Consiglio costituzionale dove i giudici hanno definito la norma "sproporzionata" e "incompatibile" con la libertà di espressione e di comunicazione dei minori nei termini previsti dalla legge. Dopo la decisione dei giudici, l'Eliseo ha fatto sapere che il presidente Emmanuel Macron ha incaricato il premier Sébastien Lecornu di lavorare a una nuova formulazione del provvedimento, con l’obiettivo di arrivare ad una soluzione entro la primavera del 2027. Francia, Corte costituzionale boccia divieto social a under 15: "Limita libertà di espressione", Macron: "Nuova norma entro 2027" Duro colpo per il Governo di Lecornu sulla volontà di impedire ai minori di 15 anni l'uso "incontrollato" di social network come Facebook, Instagram e TikTok, e avvallata dal Capo dell'Eliseo Macron. Secondo i magistrati del Consiglio costituzionale, il divieto previsto dall'articolo 1 della legge rappresenterebbe una "violazione sproporzionata della libertà di espressione" dei minori. La disposizione cioè, secondo i giudici costituzionali, incide in modo "improprio, non necessario e sproporzionato" sulla loro libertà di esprimersi e comunicare. Non solo. Da un lato, una restrizione definita indebita, dall'altro, l'assenza - secondo la Corte - di rischi generalizzati: la norma del Governo colpirebbe cioè indiscriminatamente servizi online i cui rischi sulla salute e la sicurezza dei minori "non sono stati provati". In tutto ciò, si apprende, anche il ruolo dei genitori verrebbe limitato, secondo la Corte, impossibilitati a permettere ai figli piattaforme ritenute invece sicure. La Corte non ha negato la legittimità dell'obiettivo di tutela dei minori. Ma ha riconosciuto l’esigenza costituzionale della protezione dell’interesse superiore del minore considerando così il meccanismo scelto dal legislatore troppo esteso rispetto al fine dichiarato. La Corte si è pronunciata però solo sul punto 1 della legge, tenendo invece in vigore il divieto di utilizzo dei cellulari nei Licei. Come si è arrivati al ricorso sulla legge La massima istituzione giurisdizionale francese era stata investita della questione alla fine di Luglio, quando un gruppo di deputati socialisti e de La France Insoumise aveva contestato l’articolo 1 della legge. Il testo era stato presentato come uno strumento per proteggere i minorenni dall’influenza dei social network e dai fenomeni di dipendenza. Il ricorso ha quindi aperto la strada al controllo di costituzionalità sulla parte più delicata del provvedimento, quella che introduceva il divieto per gli under 15. La bocciatura non chiude però il dossier politico. Tanto che il presidente francese, appresa la bocciatura, è intervenuto chiedendo al primo ministro di trovare una soluzione legislativa attraverso la riscrittura della legge. Il nuovo testo dovrà essere definito entro la primavera 2027. Resta quindi aperta la questione di come conciliare la volontà di limitare l’esposizione dei minori ai social con le garanzie costituzionali richiamate dai giudici.


