Schengen resta sospeso. Sui migranti in Germania Italia pronta all’accordo
/lastampa/esteriDifficile tornare indietro se una decisione è stata presa sull’onda emotiva di immagini spiazzanti. Ragazzi e bambini abbarbicati tra il mare e la terraferma di Ceuta, l’exclave spagnola in Marocco divenuta l’epicentro della sfida della destra italiana alla Spagna del socialista Pedro Sánchez. Un braccio di ferro nato su una concezione diversa dell’accoglienza, su ideologie opposte che hanno complicato – e non poco – i rapporti tra i due esecutivi. Il governo di Giorgia Meloni non ha ritirato la sospensione provvisoria di Schengen prevista fino al 30 agosto, e Madrid non ha fermato i controlli sui cittadini italiani, decretati dopo lo strappo di Roma. Il ministero dell’Interno, d’accordo con Palazzo Chigi, aveva annunciato che a Ferragosto ci sarebbe stata una ricognizione, e dunque la decisione se continuare con la sospensione o annullarla, anche alla luce di un possibile nuovo esodo di migranti al confine della cittadina spagnola situata sulla costa nordafricana. Il trattato sarà ripristinato – aveva annunciato il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi – «quando saranno completamente esclusi i rischi per la sicurezza». Intanto, si sarebbe totalmente sgonfiato l’allarme sul pericolo terrorismo fatto filtrare qualche giorno fa, e sul quale lo stesso Piantedosi non aveva portato riscontri oggettivi in audizione in Senato. Nonostante l’eco sui social, le voci trasmesse da profili di dubbia autenticità, cavalcate dalla propaganda sovranista e anti-migranti della destra, i numeri degli arrivi alla frontiera di Ceuta, il 15 agosto, sono stati di poche centinaia, gestite dalla polizia e dall’esercito marocchini. Dal Viminale però non è arrivato nessun aggiornamento, il che autorizza a immaginare che si andrà avanti per qualche giorno, in attesa di capire come sciogliere politicamente la tensione con la Spagna. Possibile una riunione a livello ministeriale tra oggi e domani. L’ideale, secondo fonti di governo, sarebbe arrivare a un’intesa per tornare, insieme, a una situazione di normalità. Quindi l’Italia riattiverebbe Schengen e, nello stesso tempo, attenderebbe l’annuncio, da parte spagnola, della fine dei controlli. Ieri Ignazio La Russa, da Ragalna, nel catanese, ha comunque respinto le critiche di chi accusa Meloni di aver illegittimamente forzato sulla sospensione degli accordi europei di libera circolazione. «È stata politicamente opportuna oltre che giuridicamente giusta – il commento del presidente del Senato e cofondatore di Fratelli d’Italia –. È stato un assalto all’Europa, perché la Spagna è Europa. La sospensione di Schengen è avvenuta negli ultimi anni 408 volte e l’Italia è la nazione che l’ha applicata di meno». Da tre settimane i migranti sono tornati a essere il più funzionale argomento elettorale per le destre europee. In Italia, in Spagna e in Germania. La tensione con Berlino è il secondo capitolo della campagna agostana. Un altro dilemma per Meloni, segno che le difficoltà di intervenire sulle regole d’asilo restano. Nelle prossime ore, tra domani e giovedì 20 agosto, sono previsti gli arrivi in Italia di Rania Darezh, cittadina irachena, Abdirisaq Warsame Fuduma, ventiduenne somala, e Hotak Samir, afghano. Sono i “dublinanti” che il governo tedesco intende rispedire in Italia: si tratta dei migranti che sulla base del trattato di Dublino, anche secondo il nuovo Patto per la migrazione e l’asilo, devono essere ricondotti nel Paese d’ingresso dell’Unione europea. Il 6 settembre, in Germania, si vota nella regione Sassonia-Anhalt, dove il partito di estrema destra e xenofobo Alternative für Deutschland guida i sondaggi. Il 20 settembre tocca al Parlamento locale di Berlino. La Cdu del cancelliere Friedrich Merz è in difficoltà e punta molto sulla stretta contro i migranti irregolari. Il feeling politico con il governo Meloni ha fatto sì che non si travalicasse arrivando a una vera e propria rottura diplomatica, come avvenuto con Madrid. Tra i ministeri dell’Interno di entrambi i Paesi i contatti sono costanti. Piantedosi potrebbe a breve risentire il collega tedesco Alexander Dobrindt. La sensazione è che ci si stia avvicinando a una soluzione. Un compromesso che garantirebbe a entrambi di poter rivendicare un risultato. Lo scenario in cui l’Italia fa risalire sull’aereo i tre «dublinanti» per rimandarli in Germania è considerato il più complicato, anche se non si esclude l’ipotesi di riprendere solo due migranti su tre. Il governo italiano insiste molto sul meccanismo di «compensazione» con i naufraghi fatti sbarcare dalle Ong tedesche. Una coincidenza temporale potrebbe favorire questo accordo: dopodomani, 18 agosto, è previsto l’arrivo a Ravenna della nave dei volontari tedeschi della Sos Humanity, con a bordo 75 migranti. Secondo il nuovo Patto Ue i Paesi membri devono ricollocare i richiedenti asilo arrivati negli Stati frontalieri oppure contribuire finanziariamente all’accoglienza. Nelle ultimissime ore un’altra Ong tedesca, la Sea Watch, che ha portato in salvo 36 persone nel Mediterraneo, sta chiedendo di approdare a Lampedusa, invece che a Pozzallo, come indicato dal Viminale, perché tra i sopravvissuti c’è anche un neonato.


