Elly Schlein tra le salamelle dell'Unità passa in rassegna il Creato mentre Conte fa il putiniano
PoliticaA quel punto, a Roma, i deputati del Pd avevano passato il pomeriggio a garantire che adesso "Elly gliele suona". Vedrete. "Stasera parla in Emilia". "Ora risponde". "Gliela fa vedere lei". "Sull'Ucraina non si scherza, è un punto dirimente". E dunque eccola, finalmente, ella, cioè Elly, insomma Schlein, la segretaria del Pd tra le salamelle, le zanzare e il caldo umido della pianura padana. "Lo so che è quello che aspettate", esordisce pugnace davanti a questo popolo della sinistra che da settant'anni si prende la briga di friggere gnocchi per la causa. "Siamo qui in un momento molto importante", aggiunge. "Vorrei parlarvi di un fatto attualissimo… la strage di Bologna del 1980". Ecco. Sacrosanto. "Vedete, questa è una storia che parla al presente", spiega lei. E qui improvvisamente la platea si sporge, perché il presente ha un cognome stasera, e sta in Veneto. Sempre in quell'Altopiano di Asiago. "Il presente è… (suspence) … il referendum sulla giustizia. È da lì che dobbiamo ripartire". Va bene, si riparte da lì, ma poi si arriva a Conte putiniano? Non c'è dubbio. "Per questo c'è una cosa ancora più attuale del referendum", riprende Elly. Al che l'uditorio di pensionati trema. "Basta con gli stage gratuiti". Applausi. "Ma anche l'intelligenza artificiale va disarmata, come dice il Papa". È questo il ruolo della sinistra: disarmare l'intelligenza artificiale". Mica la Russia.

