Scontri Bologna, il Comune replica: “Nessuno ci ha chiesto di annullare il presidio per Fakir”
BolognaBOLOGNA – “Né nel corso delle interlocuzioni telefoniche, né durante il tavolo tecnico delle 12.30, né in sede di Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica è stata formulata alcuna richiesta formale di annullamento del presidio per motivi di ordine e sicurezza pubblica, ma si è dialogato a livello istituzionale per gestire l’ordine pubblico come in tutte le altre occasioni”. Il Comune di Bologna replica così, in una nota, alla notizia, pubblicata sul sito del quotidiano ‘il Resto del Carlino’, che il ministero dell’Interno ha avviato un’istruttoria sul presidio per Abderrahim Fakir convocato dal sindaco Matteo Lepore, in quanto non sarebbe stato concordato con Questura e Prefettura. Nella sua ricostruzione dell’iter che ha portato allo svolgimento del presidio per il 42enne morto domenica al Pilastro dopo essere stato immobilizzato a terra da due poliziotti, Palazzo D’Accursio scrive che “alle 20.16 di domenica il Comune ha diffuso il comunicato stampa con cui veniva convocato il presidio”. Poco dopo, “il Gabinetto del sindaco ha inviato due messaggi ai referenti della Prefettura e della Questura, condividendo il comunicato e informando preventivamente, come previsto dal Testo unico degli enti locali, della convocazione dell’iniziativa”. Lunedì mattina, prosegue l’amministrazione, “si sono svolte due interlocuzioni telefoniche di approfondimento con Prefettura e Questura”. Proseguendo nella propria ricostruzione, il Comune scrive che “alle 12.30 si è riunito in Questura un Tavolo tecnico a cui hanno partecipato anche la Polizia locale e le altre Forze dell’ordine, finalizzato al coordinamento dei servizi di ordine e sicurezza pubblica”. In quella sede “sono state fatte alcune richieste alla Polizia locale (sgombero di piazza Roosevelt dagli autoveicoli, monitoraggio dei cantieri in zone adiacenti alla piazza, messa a disposizione di tutte le pattuglie disponibili) a cui è stato dato seguito”, e alle 18 “si è riunito il Comitato per l’ordine e la sicurezza pubblica”. Palazzo D’Accursio fa poi sapere che “nel corso dei confronti la Questura ha comunicato che era a conoscenza di un distinto presidio convocato da alcune sigle dei movimenti antagonisti cittadini”, precisando che, sul punto, “è stata rappresentata con chiarezza dall’inizio la distinzione tra le due iniziative: da un lato il presidio istituzionale promosso dal Comune, dall’altro la manifestazione dei collettivi”. Si è quindi “discusso delle modalità di svolgimento dell’iniziativa istituzionale, del luogo del presidio e del tono che le istituzioni avrebbero mantenuto”, e “coerentemente con tale distinzione, il dispositivo di ordine pubblico è stato predisposto dalla Questura concentrando il presidio delle forze di sicurezza nell’area di piazza Roosevelt e richiedendo alla Polizia locale di rimuovere i mezzi presenti dove era previsto il possibile arrivo dei collettivi, e non presso il presidio istituzionale”. Il presidio promosso dal Comune si è quindi svolto “come un momento di raccoglimento istituzionale: è stata data la parola esclusivamente ai familiari di Fakir, che hanno più volte preso le distanze da ogni forma di violenza e respinto qualsiasi atto compiuto nel loro nome”. Intervengono invece sulla vicenda di Fakir, per dire che stanno “assistendo esterrefatti ai beceri e strumentali accostamenti, diffusi via social e non solo, di quanto sta accadendo a Bologna negli ultimi giorni con l’omicidio del collega capotreno Alessandro Ambrosio”, le segreterie regionali dei sindacati Filt-Cgil, Fit-Cisl, Uiltrasporti e Orsa. “Basta strumentalizzazioni che contrappongono il dolore per fini politici o mediatici”, scrivono i sindacati, aggiungendo che “Alessandro non merita questo e i ferrovieri non meritano questo”. Da parte loro, le sigle sindacali ricordano “quanto è successo subito dopo la morte di Alessandro, lo scorso 5 gennaio: la proclamazione immediata dello sciopero da parte dei sindacati di categoria; un corteo di ferrovieri che dalla stazione si è diretto in Prefettura; la mobilitazione e la solidarietà della città; la richiesta congiunta di sindacati e ferrovieri presentata in Prefettura per ottenere maggiori garanzie di sicurezza nelle stazioni, sui treni e nelle aree ferroviarie e il concerto del Primo Maggio in piazza Maggiore dedicato ad Alessandro, con la sua band, che ha visto la città stringersi con la musica attorno alla sua famiglia, ai suoi amici e ai suoi colleghi”.

