Lefebvriani, consacrati 4 vescovi ad Econe: è scisma dalla Chiesa cattolica
CronacaCirca 20 mila i fedeli ad Econe, in Svizzera. Presente l'estrema destra di Vannacci e Forza Nuova. Il gruppo tradizionalista e ultraconservatore trasmette la messa in diretta streaming. Media vaticani: "Si rinnova la ferita della divisione" Questo articolo è gratis. Per leggerne altri, ricevere le newsletter e avere libero accesso ai contenuti scelti dalla redazione Registrati I lefebvriani ultraconservatori sfidano il Vaticano. Ad Econe in Svizzera, in una cerimonia durata oltre 5 ore, sono stati consacrati quattro nuovi vescovi contro la volontà del Papa. Rispedito al mittente l’appello a fermarsi lanciato ieri da Leone XIV: dunque si va verso la scomunica e lo scisma dalla Chiesa cattolica, come 38 anni fa. Anche oggi la cerimonia si è svolta nella località elvetica, proprio come nel 1988. La grande novità è la trasmissione in diretta streaming – sin dall’inizio alle 8:30 del mattino – sui profili social della Fraternità San Pio X. Non solo le piattaforme: il gruppo tradizionalista con venature reazionarie dimostra di saper usare con destrezza internet e le tecnologie digitali. Durante la diretta online, al momento delle offerte è comparso un QRcode per le donazioni a distanza. Ad assistere alla cerimonia anche l’estrema destra italiana con esponenti di Forza Nuova e Futuro Nazionale, il movimento fondato di Roberto Vannacci. Media vaticani: “Si rinnova la ferita della divisione”. Lefebvriani: “Rammarico per il mancato incontro con il Santo Padre” Durante la messa un violento temporale si è abbattuto su Econe, resuscitando superstizioni e allusioni ad un segno divino. La scomunica ufficiale del Vaticano (un atto automatico) arriverà oggi o tra qualche giorno: potrebbe toccare solo i sacerdoti coinvolti nelle liturgia, oppure l’intera comunità dei 500 mila fedeli. Sui media vaticani emerge la prima reazione: oggi, per la Chiesa universale, “è un giorno in cui si rinnova una ferita. Quella della divisione”. I lefebvriani invece chiedono accoglienza al Pontefice: “Rammaricati per non aver avuto l’autorizzazione del Papa”, si legge nella nota odierna della Fraternità San Pio X. “Noi al servizio della Chiesa, ci benedica”, la richiesta del superiore della Compagnia don Davide Pagliarani. Nella nota diffusa dai lefebvriani, dopo le ordinazioni episcopali, si sottolinea il mancato incontro tra Pagliarani e il Pontefice: “È particolarmente rammarico che al Superiore Generale non sia stata data l’opportunità di incontrare di persona Sua Santità Papa Leone XIV, per spiegargli filialmente le gravi ragioni che rendevano necessaria questa cerimonia”, si legge nel documento. “La profonda gioia ispirata da queste consacrazioni episcopali non può però essere oscurata – prosegue il testo – Garantendo i mezzi necessari per la conservazione del sacro patrimonio della Tradizione, il dono di questi quattro nuovi Vescovi è davvero una grande grazia per la Compagnia stessa e per l’intera Chiesa”. L’estrema destra di Vannacci e Forza Nuova alla cerimonia di ordinazione dei nuovi vescovi A Econe, per assistere all’ordinazione dei vescovi, circa 20 mila i fedeli secondo i Lefebvriani. C’erano i rappresentanti dell’estrema destra italiana, ovvero seguaci di Vannacci ed esponenti di Forza Nuova. Tra i fedelissimi dell’ex generale, presente Mario Borghezio, un passato da leghista e alfiere contro i migranti. Assieme all’ex europarlamentare del Carroccio, altri due esponenti di Futuro nazionale: Fabrizio Matta, presidente del comitato costituente Torino 506, e la soprano italorussa Larissa Yudina. I tre hanno posato in una foto con una bandiera bianca con il Sacro Cuore rosso, simbolo dei lefebvriani. Anche una delegazione di Forza Nuova ha assistito alla celebrazione, come annunciato ieri dal movimento italiano ultraconservatore. Il segretario Roberto Fiore – con sprezzo del paradosso per un movimento anti-migranti e contro la parità di genere – ha sottolineato il pericolo dell’esclusione per i lefebvriani: “Le questioni poste dal tradizionalismo sono tuttora irrisolte e la Fraternità San Pio X nella sua coerenza rischia di essere discriminata… ma la storia le darà ragione”, ha dichiarato il leader. Del resto molti esponenti di Forza Nuova, incluso il segretario, sono “da sempre in linea con il pensiero di Monsignor Lefebvre e della Fraternità”, ha dichiarato ieri Adriano Da Pozzo (responsabile della segreteria nazionale di FN), “pur mantenendo un granitico rispetto per Roma e il Santo Padre“. I 4 sacerdoti consacrati vescovi sono gli abati Pascal Schreiber (Svizzera), Michael Goldade (Stati Uniti), Michel Poinsinet di Sivry (Francia), Marc Hanappier (Francia). La cerimonia è stata presieduta da mons. Alfonso de Galarreta, assistito da Sua Eccellenza Mons. Bernard Fellay. Entrambi erano stati già scomunicati nel 1988 da Giovanni Paolo II, quando furono consacrati vescovi da mons. Marcel Lefebvre. La scomunica era stata poi revocata, a gennaio del 2009, da Benedetto XVI. Ma ora scatterà di nuovo “latae sententiae”, cioè in automatico, ratificata dal Vaticano oggi o nei prossimi giorni. Anche i paramenti indossati dai quattro nuovi vescovi furono utilizzati 38 anni fa, per la precedente consacrazione episcopale che portò al primo scisma dei Lefebvriani. Tutti i simboli dell’antica liturgia sono tornati in scena: dai guanti indossati dai prelati (rossi per i consacranti, bianchi per i nuovi vescovi) al colore delle scarpe: bianche sopra calzini rossi per i quattro nuovi presuli consacrati. Don Davide Pagliarani: “Pagheremo qualunque prezzo per salvare la Chiesa” “Siamo pronti a pagare qualunque prezzo per salvare la Chiesa”, ha ammonito don Davide Pagliarani, nell’omelia della messa ad Econe, celebrando “una giornata storica”, “una festa”. “Il sacrificio che Dio ci chiede oggi è essere trattati da ribelli ma noi vogliamo servire la Chiesa come una madre in difficoltà, che soffre, una madre a volte tradita, una madre che ha bisogno e merita di essere amata”, ha proseguito il religioso. “Potremmo restare indifferenti ma questo sarebbe tradire la Chiesa”, ha affermato don Davide Pagliarani. “Paradossalmente, nel contesto odierno, ci sembra proprio di dovere fare tutto il possibile per cucire la tunica di Cristo, lacerata da forze e pressioni incompatibili con un autentico spirito cattolico. Chiedo semplicemente di considerare l’autenticità di questa intenzione prima di prendere una decisione in merito al Fraternità sacerdotale San Pio X. Non è troppo tardi. Lungi da noi l’idea di separarci dalla Chiesa romana; al contrario desideriamo servirla in modo straordinario, come aiutare una madre bisognosa di un aiuto speciale”. E’ la riposta dei lefebvriani all’ultimo appello di Leone, giunta già ieri. Con la preghiera: “Le chiediamo gentilmente di darci la benedizione”. L’ammonimento inascoltato del Papa e gli scenari possibili Due le possibilità all’orizzonte. Il Papa potrebbe riconoscere solo l’atto scismatico, dunque la scomunica riguarderebbe i sei protagonisti della cerimonia in svizzera: i 4 sacerdoti appena ordinati vescovi più i due celebranti. La seconda possibilità, invece, è quella dello scisma vero e proprio: in questo caso sarebbero colpiti tutti i fedeli della Fraternità San Pio X, circa mezzo milione nel mondo, e ovviamente tutti i vari sacerdoti. Si attende, a questo punto, la comunicazione ufficiale della Santa Sede. Ieri, nell’ultimo appello rivolto ai Lefebvriani, il Papa aveva provato a fermare le nuove ordinazioni: ”Vi prego e vi chiedo con tutto il cuore: tornate sui vostri passi! Vi esorto a considerare attentamente il bene spirituale dei fedeli, perché l’atto scismatico che compireste li priverebbe della ricezione lecita e in taluni casi persino valida dei Sacramenti che essi amano e cercano per la propria santificazione”. I Lefebvriani – Fraternità San Pio X – sono un gruppo tradizionalista fondato dal vescovo francese Marcel Lefebvre in scontro con la Santa Sede per il rifiuto delle riforme del Concilio Vaticano II.





