In galleria a piedi per recuperare lo specchietto dell'auto, travolto e ucciso. Roberto Penso, vicepresidente dei Cavalieri di San Marco. Chi era
NordestSPINEA Un uomo dall’animo buono, generoso, sempre disponibile a prodigarsi per gli altri. È con queste parole che gli amici del sodalizio dei Cavalieri di San Marco ricordano Roberto Penso, il 79enne che ieri ha perso la vita in un tragico incidente sull’Agordina, mentre rientrava nel veneziano con la moglie Vittoria. Penso, originario della Giudecca come la moglie Vittoria, si era trasferito da diversi anni a Spinea. Aveva ricoperto ruoli di prestigio all’interno delle Generali, prima a Venezia e poi nella sede di Marocco, ed era andato in pensione diversi anni, decidendo però di dedicarsi al volontariato attraverso l’associazione Cavalieri di San Marco, nel quale era diventato vice presidente e tesoriere. Non un’associazione qualsiasi ma un sodalizio che aspira a ricostruire i valori degli antichi Cavalieri di San Marco all’epoca della Serenissima, scegliendo tra i propri soci persone di animo che operano per il bene comune e che si sono “distinti in opere di bene a favore dei sofferenti nel corpo e nello spirito” per impegnarsi poi in attività benefiche e di recupero della cultura di Venezia. IL RICORDO Roberto Penso incarnava proprio questi valori come ha ricordato il presidente dell’associazione Giuseppe Vianello. «Ho perso un caro amico, il mio braccio destro – ha spiegato Vianello. – Roberto era una persona generosissima che aveva fatto del volontariato la sua missione. Abitava a Spinea, ma partiva due volte a settimana per venire a Venezia per organizzare e partecipare alle riunioni e alle iniziative dell’associazione Cavalieri di San Marco». Penso era una persona molto stimata da amici e conoscenti, era molto legato all’ordine dei Salesiani e spesso con associazione Cavalieri di San Marco, contribuiva a raccogliere e finanziare borse di studio per gli studenti. Il presidente dei Cavalieri è rimasto sconvolto della notizia del terribile incidente nel quale ha perso la vita Penso. «Quando mi ha chiamato il figlio di Roberto per dirmi cos’era successo sono rimasto sconvolto – ha raccontato Vianello. – Lo avevo sentito prima della sua partenza per raggiungere la sua casa nell’Agordino e mai avrei pensato a questo tragico epilogo. Il destino è così beffardo. Anni fa proprio io e Roberto eravamo scampati ad un incidente quasi per miracolo. Stavamo tornando da Castelfranco con la mia auto, una Mercedes, quando ad incrocio per evitare un’auto che non aveva rispettato le precedenze siamo stati sbalzati contro un platano. Fortunatamente l’auto era solida e non ci siamo fatti nulla. Forse non era destino, ora invece – è il commento di Vianello - per una incidente assurdo Roberto ha perso la vita». Secondo una prima ricostruzione degli agenti di polizia intervenuti sul posto il settantanovenne di Spinea sarebbe uscito dalla propria auto fuori dalla galleria lungo l’Agordina per recuperare lo specchietto dell’auto perso dopo l’impatto con un paletto, e sarebbe stato travolto da un’altra auto di passaggio. Tutto sotto gli occhi della moglie Vittoria, che è stata ricoverata in stato di choc.
