Infortuni sul lavoro e patologie professionali: bisogna investire nella cultura della salute
Comunicati Stampa«Quasi 600 mila denunce di infortunio e oltre mille morti sul lavoro nel 2025 dimostrano che il rafforzamento delle norme, da solo, non basta a ridurre un fenomeno che continua ad avere un forte impatto sulla salute delle persone e sul sistema produttivo italiano – ha dichiarato oggi Roberto Feroli, ceo di TuttoBene TV e project manager di Salute.it – La sicurezza non si costruisce solo con gli obblighi di legge, ma con comportamenti consapevoli, formazione continua e attenzione al benessere psicofisico dei lavoratori». «La sicurezza deve diventare parte integrante della cultura aziendale e della tutela della salute – ha affermato Roberto Feroli – Quando continuiamo a registrare numeri così elevati significa che è necessario investire ancora di più nella qualità della formazione, nella comunicazione e nella capacità di coinvolgere realmente le persone». “La vera sfida consiste nel trasformare la prevenzione in una cultura diffusa capace di accompagnare il lavoratore durante tutta la vita professionale, affrontando non solo i rischi tradizionali ma anche quelli emergenti legati allo stress, all’affaticamento mentale e ai nuovi modelli organizzativi – è riferito nel comunicato stampa di Salute.it – Accanto agli incidenti più gravi cresce infatti il peso delle malattie professionali, dei disturbi muscolo-scheletrici e dei rischi psicosociali, che incidono sulla qualità della vita dei lavoratori e sulla sostenibilità del sistema sanitario e previdenziale. Serve promuovere ambienti di lavoro più sicuri significa integrare prevenzione, benessere organizzativo, salute mentale e corretti stili di vita, favorendo una maggiore consapevolezza dei rischi e una partecipazione attiva di lavoratori e imprese”. «La prevenzione più efficace nasce quando la sicurezza diventa un valore condiviso e non un semplice adempimento – ha concluso Feroli – Investire nella cultura della salute significa proteggere le persone, migliorare il lavoro e costruire organizzazioni più solide e responsabili».
