Migranti Ceuta, Italia chiederà hub su "modello Albania”. Ue: “Pronti a valutare proposte”
mondoSecondo le autorità spagnole il numero delle vittime accerate, annegate tentando di raggiungere a nuoto il territorio europeo, sarebbe di 72, mentre il Marocco ne ha ufficializzate finora 11. Il 4 agosto quanto avvenuto nell’exclave spagnola sarà al centro del vertice dei ministri dell'Interno dei Ventisette: lì Piantedosi porterà la proposta di creare nuovi hub per il rimpatrio di migranti irregolari, finanziati con fondi europei e localizzati quasi tutti in Africa. E la Commissione apre a proposte L’emergenza migranti di Ceuta sarà martedì al centro di una riunione d’emergenza dei ministri dell'Interno dei Paesi Ue , chiesta da 22 leader in una lettera promossa da Italia e Danimarca e - separatamente in un’altra missiva - dal premier spagnolo Pedro Sánchez. E secondo quanto anticipato da alcuni quitidiani e confermato da fonti di governo, l'Italia, con il ministro Matteo Piantedosi, porterà al tavolo la proposta di creare nuovi hub per il rimpatrio di migranti irregolari "modello Albania", ma finanziati con fondi europei e localizzati quasi tutti in Africa. E in serata la Commissione europea ha fatto sapere tramite un portavoce che sui centri di rimpatrio europei "i prossimi passi spettano agli Stati membri. La Commissione è pronta a valutare proposte compiute, basate sulla cooperazione strategica con i nostri partner lungo l'intero percorso e in linea con il quadro giuridico". I Paesi individuati per gli hub Secondo le indiscrezioni, ci sarebbe già una lista preliminare di Paesi che potrebbero essere coinvolti nel progetto hub, come "Ruanda, Ghana, Senegal, Tunisia, Libia, Mauritania, Egitto, Uganda, Uzbekistan, Armenia, Montenegro ed Etiopia". L'altra richiesta italiana al tavolo dovrebbe essere l'attuazione stringente del programma "Gsp+", approvato quest'anno e in vigore dal primo gennaio del 2027, sistema che lega i vantaggi daziari per i Paesi in via di sviluppo all'effettiva collaborazione nel riammettere i propri cittadini che soggiornano illegalmente nell'Ue. La situazione a Ceuta A Ceuta si prova a tornare alla normalità: i negozi hanno riaperto, il traffico è tornato, ma la città fatica a riprendersi dopo lo tsunami provocato dall’arrivo in pochi giorni di decine di migliaia di migranti. Secondo fonti delle forze di sicurezza spagnole citate dall'agenzia Efe, sono circa 73.500 le persone che hanno ormai lasciato Ceuta per fare ritorno in Marocco. Tuttavia, il ministero dell'Interno non conferma queste cifre, lasciando fermo fra le 50 e le 60mila persone il numero di migranti entrati a Ceuta dei quali oltre 48.300 avrebbero già fatto rientro. L'emergenza continua anche negli ospedali, dove il sindacato dei medici denuncia una "catastrofe assistenziale", con il sistema sanitario insufficiente a far fronte alla pressione delle emergenze, con casi di ipotermia, annegamenti, traumi e decine di minori in condizioni critiche. Il nodo sono almeno i 7mila bambini e minorenni che le associazioni per i diritti dei migranti stimano siano entrati nella città autonoma e che hanno diritto a restare sotto la tutela delle autorità locali. Le vittime e le parole del Papa Secondo le autorità spagnole il numero delle vittime accertate, annegate tentando di raggiungere a nuoto il territorio europeo, è pari a 72, mentre il Marocco da parte sua ne ha ufficializzate 11. "Seguo con preoccupazione l'allarmante situazione a Ceuta chiedendo a Dio che per mezzo della intercessione di Nostra Signora dell'Africa si possano trovare soluzioni di pace, di stabilità e di giustiza", ha detto oggi anche Papa Leone, parlando in spagnolo nel post Angelus. E nell’exclave spagnola l’ondata migratoria dal Marocco ha generato una vera e propria crisi umanitaria: i migranti morti nel tentativo di attraversare il confine in mare sono così tanti che il vecchio ospedale militare di Ceuta, chiuso e inutilizzato dal 2018, è stato frettolosamente trasformato in un maxi-obitorio dove vengono stipati i corpi.

