
L'edificio di via Santa Croce in Gerusalemme 55, precedentemente sede del centro sociale Spin Time, è stato oggetto di uno sgombero a seguito di un incendio. L'area, situata nel quartiere dell'Esquilino, è attualmente occupata da una tendopoli urbana allestita dagli abitanti e dai sostenitori della comunità. La situazione ha generato diverse reazioni politiche, sociali e culturali.
Il presidio è stato caratterizzato dalla presenza di figure pubbliche e da manifesti di solidarietà:
Il team legale della comunità ha rilasciato una nota tecnica per delineare gli strumenti giuridici necessari al rientro nell'immobile. Le richieste principali includono:
Inoltre, è stata annunciata una mobilitazione nazionale prevista per il mese di settembre.

Spin time, a settembre due giorni di mobilitazione nazionale
ItaliaNata a Tirana, cresciuta a Roma. Ha girovagato in cerca di fortuna tra Londra, Parigi e Berlino. Lavora alla progettazione del manifesto digitale e ogni tanto scrive cose.

Spin Time, messaggio di solidarietà di Ken Loach e nuova opera di Laika
contenuti originaliIl regista inglese Ken Loach, che ha visitato tempo fa lo Spin Time, ha inviato un messaggio di solidarietà agli attivisti e agli abitanti sgomberati dall’immobile. “Mi è dispiaciuto moltissimo apprendere dell’incendio allo Spin Time, del successivo sgombero e delle terribili conseguenze che ha comportato: vivere per strada deve essere davvero difficile per tutti voi, soprattutto per i più piccoli. Ricordo con grande piacere l’incontro che abbiamo avuto, le idee che abbiamo condiviso e le canzoni che abbiamo cantato: “Bella Ciao” non mi è mai sembrata così bella! Ho potuto constatare che la vostra comunità è creativa e animata da uno spirito generoso, fondata sui principi della condivisione e della compassione. Spero che si trovi quanto prima una soluzione che vi garantisca sicurezza e che la comunità possa riunirsi di nuovo per ricreare quel clima di sostegno reciproco, amicizia e gioia a cui mia moglie Lesley e io abbiamo avuto il piacere di partecipare per alcune ore. Con i migliori auguri e la mia solidarietà, Ken Loach.” Una nuova opera della street artist Laika è comparsa in una tenda davanti alla sede del Gruppo Investire, proprietario dell’immobile, che ha rifiutato la proposta di acquisto del Comune di Roma. Rappresenta una ragazza che impugna uno scudo con il logo di Spin Time, trafitto da tre frecce che rappresentano speculazione, repressione e abbandono. “Voglio dare un segnale alla proprietà dell’immobile”, ha dichiarato l’artista. “La lotta per Spin Time non si ferma. Troverete tende ovunque se sarà necessario. Mettere fine a questa esperienza significherebbe uccidere un meraviglioso esempio di rigenerazione urbana, un progetto che offre una risposta concreta alle carenze sociali e culturali della città di Roma. Non possiamo permetterlo. Spin Time deve tornare pubblico! Tutto il mio sostegno va agli abitanti e agli attivisti che resistono.”

Spin Time: «L’acquisto di Santa Croce deve diventare un obiettivo politico di Roma»
FattiIl team Legale, con una lunga nota, affronta gli strumenti giuridici che potrebbero permettere alla comunità di rientrare nell’immobile. Perché continuano a chiedere l’acquisto da parte del Comune. E perché quella che si sta giocando è una partita più grande: «È un pezzo di una battaglia molto più grande contro il potere che i grandi fondi immobiliari hanno conquistato sulle nostre città: il potere di decidere dove possiamo vivere, chi può restare nei quartieri e quali spazi devono essere sacrificati alla rendita» false false «Vogliamo che Roma Capitale acquisti l’immobile perché, tra gli strumenti concretamente disponibili, è quello che può consentirci di raggiungere questo risultato in tempi compatibili con la vita delle persone e, nel contempo, di rendere definitivamente il palazzo di Santa Croce un bene restituito alla città». Dopo aver passato anche Ferragosto in strada, tra il caldo opprimente di Roma, e la solidarietà che non si arresta, e mentre continuano le procedure per le assegnazioni degli alloggi temporanei (al 17 agosto erano 245 le persone ricollocate, quattro in più rispetto al 16 agosto), gli attivisti di Spin Time pubblicano una nota del loro team legale. Per spiegare quali sarebbero le tre strade percorribili per poter rientrare nell’immobile e perché continuano a perseguire la strada dell’acquisizione pubblica. Il doppio sequestro Si parte da una premessa: dopo l’incendio della notte tra il 29 e il 30 luglio, l’immobile è stato sottoposto a un doppio sequestro. «Il primo è un sequestro preventivo, disposto nel 2020 nell’ambito del procedimento per il reato di invasione. Il secondo è un sequestro probatorio, disposto pochi giorni fa nell’ambito dell’indagine per incendio colposo a carico di ignoti». Questo significa che «il palazzo è sottoposto al vincolo dell’autorità giudiziaria. Roma Capitale non può quindi disporne materialmente, autorizzare il rientro o utilizzarlo come se quei provvedimenti non esistessero». Ma può comunque avviare le procedure per l’acquisizione pubblica. La requisizione La requisizione, – che si giustifica «perché serve a fronteggiare una necessità attuale e urgente» – spiegano gli avvocati, non è una via percorribile. In primo luogo perché si tratta di uno strumento straordinario che spetta alla Prefettura, «mentre il Sindaco può esercitarlo soltanto in via sussidiaria». Inoltre, il doppio sequestro, non può essere superato da un provvedimento amministrativo. Ma c’è un altro elemento decisivo: «L’immobile non può essere immediatamente utilizzato per dare risposta a quell’emergenza. Dopo l’incendio sono, infatti, necessari interventi di messa in sicurezza che richiedono circa due mesi prima di poter consentire il rientro delle persone». L’esproprio ordinario L’esproprio ordinario, continuano a spiegare gli avvocati, non è una misura temporanea ed emergenziale. E permetterebbe di «acquisire definitivamente la proprietà di un bene privato per realizzare una finalità di interesse pubblico, corrispondendo al proprietario un’indennità». Proprio per questo potrebbe essere uno strumento adatto per raggiungere l’obiettivo degli attivisti: «Far tornare Santa Croce in mano pubblica». Ma non basta un’ordinanza per farlo scattare e «non produce i suoi effetti in pochi mesi». Anzi, si tratta di una procedura complessa e potrebbero anche passare anni per portarla a compimento. E non è che questo che vogliono gli attivisti che, da sempre, chiedono che sia garantita la continuità scolastica per tutti i bambini. E che ribadiscono: «Stiamo cercando la strada che permetta davvero di riportare Spin Time a Santa Croce prima che il tempo faccia quello che lo sgombero non è ancora riuscito a fare: disperdere definitivamente la sua comunità». Due o tre anni sottolineano, non sono un tempo neutro per una famiglia con dei bambini, e sono un tempo enorme «per tutte le attività sociali, culturali e mutualistiche che hanno fatto di Spin Time qualcosa di molto diverso da un semplice condominio». L’esproprio d’urgenza Esiste, scrivono sempre gli avvocati, anche una «forma accelerata di esproprio: l’occupazione d’urgenza preordinata all'espropriazione». Che potrebbe consentire al Comune di entrare in possesso dell’immobile «prima che il procedimento espropriativo si concluda, in presenza di “carattere di particolare urgenza”». Ma anche questo richiede delle procedure lunghissime, spiegate nel dettaglio dal team legale nella nota. E, soprattutto, non può essere messo in atto finché il sequestro penale è in vigore. Secondo gli avvocati non è, però, uno strumento da accantonare totalmente. «Chiediamo al Comune di avviare fin d’ora gli atti prodromici alla dichiarazione di pubblica utilità», scrivono, «l’approvazione di un progetto di recupero e di destinazione a edilizia residenziale pubblica dell'immobile di Santa Croce, con i relativi atti urbanistici». Questo per aver già compiuto tutte le procedure che consentirebbero di attuare l’esproprio in caso Investire sgr, fondo proprietario dell’immobile, dovesse rifiutare la vendita. L’acquisto Per tutti questi motivi l’acquisto dell’immobile resta la strada più veloce da percorrere. Ma, sottolineano, che non stanno chiedendo al Comune «di limitarsi a formulare un’offerta e aspettare che Investire decida se accettarla. L’acquisto di Santa Croce deve diventare un obiettivo politico della città». Non solo. Chiedono anche che Roma Capitale esegua anche i «i lavori necessari perché gli abitanti possano rientrare: questa volta in alloggi ERP». Sarebbe questa l’unica soluzione che permetta alla comunità di non disperdersi, agli abitanti di restare inseriti nel proprio tessuto sociale. E di salvare il progetto politico di Spin Time, che non è soltanto una casa: «È stato un luogo nel quale la risposta al bisogno abitativo ha convissuto con cultura, mutualismo, socialità, servizi, partecipazione politica, attività per il quartiere». Per questo, sottolineano, continuare a chiedere l’acquisto non significa fare sconti al fondo. Santa Croce è parte di una battaglia più grande «Ma Santa Croce non riguarda soltanto Spin Time», continuano. «È un pezzo di una battaglia molto più grande contro il potere che i grandi fondi immobiliari hanno conquistato sulle nostre città: il potere di decidere dove possiamo vivere, chi può restare nei quartieri e quali spazi devono essere sacrificati alla rendita». Riprendersi il quel palazzo vuol dire combattere per rovesciare i rapporti di forza: «togliere ai grandi fondi immobiliari il potere di decidere il futuro delle nostre città e restituirlo a chi quelle città le abita. Santa Croce deve essere solo il primo pezzo di città strappato alla rendita e restituito alla collettività». © Riproduzione riservata

La bilancia di Piantedosi: dopo Leonka e Spin Time ora tocca a Casa Pound?
PoliticaRoberto Saviano, ognuno ne abbia l’opinione che preferisce, è un uomo a cui non manca l’intuito. Pochi giorni fa, a Roma, quando è arrivato davanti all’edificio di via Santa Croce in Gerusalemme 55, fino a pochi giorni fa sede di Spin Time – variopinta e multietnica occupazione dell’Esquilino, oggi, dopo un incendio, temporanea tendopoli urbana su strada, oggetto di solidarietà diffusa tra artisti, Chiesa e partiti del campo largo – ha detto: “Qui non è Casa Pound, ché è un'occupazione politica, qui invece è una società di famiglie, persone che per sopravvivenza hanno permesso a questo edificio di continuare a vivere”. L’occhio dello scrittore coglieva un dettaglio non affatto irrilevante, un legame invisibile che però, nei corridoi del Viminale e nella testa del ministro Matteo Piantedosi, ha la forma cristallina di una proporzione matematica: Spin Time sta alla sinistra, come Casa Pound sta alla destra. E così, ora che nonostante l’attivismo di Campidoglio e Vaticano, la trattativa tra il comune e la proprietà di Spin Time è naufragata, e l’occupazione sembra destinata a terminare, gli occupanti a lasciar le tende per trovare nuovi e temporanei alloggi tra immobili della Chiesa e alberghi rintracciati dalla prefettura, in tanti, anche a destra, hanno cominciato a domandarselo: e ora tocca a Casa Pound?

Spin time, alla vergogna non c’è davvero mai fine
PoliticaAscolta l'articolo 0:00 / --:-- Gente che ha occupato un immobile privato per 13 anni con la violenza, Spin Time, si lamenta perché i vigili del fuoco lo hanno liberato «con un’astuzia e una furbizia che rasentano l’inganno, sfruttando la situazione per aggirare ogni resistenza» (per la cronaca, la «resistenza» sarebbe stato un ennesimo reato). Il problema non sono loro, che in un Paese civile verrebbero trattati per quello che sono, applicando il codice penale. Il problema è chi li protegge e li esalta. Giorgio Spaziani Testa, 17 agosto 2026 Leggi anche: Nicolaporro.it è anche su Whatsapp. È sufficiente cliccare qui per iscriversi al canale ed essere sempre aggiornati (gratis).
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