Report e i compensi degli inviati, nuova polemica
sitoFioccano querele e interrogazioni incrociate dopo la pubblicazione da parte del quotidiano Il Tempo di un articolo intitolato 'Stipendi faraonici e spese incredibili: quanto ci costa Report'. E si apre un nuovo fronte di polemica nella complessa vicenda legata al programma di Rai3 e al suo conduttore. Gli inviati nel mirino del giornale parlano di "campagna di diffamazione contro i giornalisti e le giornaliste di Report'' che oggi ''si arricchisce di un nuovo capitolo: i soldi'', e sostengono che le cifre pubblicate dal quotidiano sono ''false e surrettizie'. Somme che, spiegano, ''non indicano affatto la retribuzione individuale dei singoli inviati ma il totale delle spese sostenute per la realizzazione dei singoli servizi'' e annunciano querela. Mentre per il direttore della testata, Daniele Capezzone, ''la realtà è che molti di loro incassano più dell'appannaggio annuale spettante al presidente della Repubblica (il quale, meritoriamente, se l'è anche ridotto). Il resto non merita commenti. Solo risposte e approfondimenti in Commissione di Vigilanza''. Chiarezza in Vigilanza che vuole anche il deputato di Fratelli d'Italia, Francesco Filini annunciando un'interrogazione per chiedere conto di questa ''Reportopoli' e garantire la totale trasparenza". Un'interrogazione parlamentare invece al ministro delle Imprese e del Made in Italy ''per fare piena chiarezza'' è firmata dal senatore di Fratelli d'Italia Matteo Gelmetti. Ma sono anche in molti a chiedere alla Rai chiarezza su come questi dati siano finiti nella mani del quotidiano. Lo stesso Sigfrido Ranucci per primo, chiede che intervenga il Comitato Etico, quello stesso che qualche giorno fa ha consegnato nella mani dell'amministratore delegato Giampaolo Rossi l'indagine interna che lo riguarda dopo il caso Lavitola. La diffusione dei dati è di "straordinaria gravità" per il consigliere di Viale Mazzini Roberto Natale: "Non certo per gli importi'', argomenta, "la gravità sta nel fatto che la Rai lasci uscire dati riservati che nemmeno a noi consiglieri di amministrazione viene consentito di conoscere''. Per questo chiede all'amministratore delegato ''un intervento immediato e rigoroso, se necessario investendo la Commissione stabile per il Codice Etico attiva in questi giorni''. Anche il presidente Fnsi Vittorio Di Trapani, si chiede se "la Rai aprirà un audit? O la trasparenza è a dipendenti alterni? E gli audit si fanno solo per colpire i dipendenti sgraditi? Chi conosceva quei dati? Che aveva quei dati? Chi li ha consegnati all'esterno?" Mentre per Carlo Bartoli, presidente nazionale dell'Ordine dei Giornalisti "l'unico stupore reale, in questa vicenda, riguarda il comportamento di un'azienda da cui trapelano dati sensibili solo di collaboratori 'sgraditi'. Da parte sua la senatrice M5s Barbara Floridia, già presidente della commissione di vigilanza Rai sostiene che ''tutta questa situazione conferma che le dimissioni in blocco da parte delle opposizioni erano l'unica strada possibile di fronte a un uso sprezzante delle istituzioni e del servizio pubblico da parte della maggioranza. Dopo oggi i margini di ricomposizione della commissione sono praticamente inesistenti. Chissà se il Tempo o qualche altro giornale di Angelucci pubblicheranno anche i costi di altre trasmissioni, magari quelle dei conduttori piazzati in Rai da Fratelli d'Italia. Ho il sospetto che non lo faranno'. Riproduzione riservata © Copyright ANSA
