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Pizzaiolo ucciso a Reggio Emilia, Pellati non risponde al gip. L’avvocato: “Non ha voluto parlare nemmeno con me”
AttualitàAndrea Pellati, accusato dell’omicidio del pizzaiolo Raffaele Stipa a Reggio Emilia, non ha risposto alle domande del gip. L’avvocato Alessandra Bonini difende d’ufficio il 43enne: “Non è stato collaborativo”. La Procura ha chiesto di confermare il carcere.
Raffaele Stipa, 67 anni.
Non ha risposto alle domande del giudice Andrea Pellati, il 43enne accusato dell'omicidio del pizzaiolo 67enne Raffaele Stipa, ucciso a coltellate nella serata di lunedì 29 giugno a Reggio Emilia. Questa mattina, in tribunale a Reggio Emilia, si è tenuta l'udienza di convalida dell'arresto e il gip Francesco Panchieri si è riservato.
Il gip del tribunale di Reggio Emilia in serata ha convalidato l'arresto riconoscendo l'aggravante dei futili motivi ma non quella della premeditazione, aggravanti contestate invece dalla Procura di Reggio Emilia, guidata dal procuratore Gaetano Calogero Paci, nella richiesta di convalida.
L'uomo è difeso d'ufficio dall'avvocato Alessandra Bonini. A quanto si apprende ha pronunciato frasi sconnesse, affermando che "non intende farsi processare dallo Stato".
"Poco prima dell'udienza sono andata a parlare con lui per spiegarli cosa stava per succedere e mi ha risposto che non gli interessava nulla. Ho trovato un blocco totale, non ha voluto parlare. Gli avrei suggerito della facoltà di non rispondere, vista la situazione, ma non ha neanche dato le sue generalità al giudice", ha spiegato il legale a Fanpage.it.
"Quando gli ha chiesto conferma della sua identità, del suo nome, non ha detto nulla. Siamo andati avanti così e non ha risposto né a me né al giudice", precisa. La Procura di Reggio Emilia, attraverso la sostituta procuratrice Maria Rita Pantani, ha chiesto che l'uomo venga trattenuto in carcere.
L'avvocato ha fatto chiarezza anche sulla salute mentale dell'indagato spiegando che i servizi della Ausl reggiana "lo avevano in cura fino al 2 aprile di quest'anno, dove rappresentavano una situazione che non poteva minimamente lasciare presagire quello che è successo. Parlavano di persona mite, collaborante, compensata".
Poi l'uomo avrebbe scelto di affidarsi a uno psichiatra privato e proseguire così il percorso di cura. "Ho letto solo poche righe della documentazione di cura acquisita dal pm, ora bisogna vedere se l'indagato acconsentirà a sottoporsi a una consulenza psichiatrica. Oggi non era collaborativo".
Stando a quanto raccontato dalla sorella della vittima, ferita da Pellati mentre cercava di aiutare il fratello, il 42enne è entrato nella pizzeria dove lavoravano i due e ha accoltellato il 67enne senza dire nulla. L'uomo pare fosse un cliente abituale.
Il delitto è stato ripreso dalle telecamere di videosorveglianza interne del locale. Immagini che sono state centrali e hanno permesso alla polizia di riuscire a identificare il killer e a individuarlo. Le indagini stanno andando avanti per cercare di ricostruire l'esatta dinamica dell'accaduto e il movente dell'omicidio.
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