Sciopero dei rider a Milan, Firenze e Bologna: "Dobbiamo scegliere tra morire di caldo o di fame"
AttualitàBici ferme e cortei contro le condizioni di lavoro dei rider. Al centro della protesta, la richiesta di maggiori tutele economiche e l’applicazione delle ordinanze che vietano il lavoro all'aperto nelle ore più calde senza penalizzazioni in busta paga. A incrociare le braccia i rider di Glovo e Deliveroo di Milano, Bologna e Firenze, con appuntamenti in piazza nel pomeriggio. In una nota la Cgil ricorda il senso della manifestazione. “Il blocco delle consegne nelle ore più calde è una misura necessaria per proteggere chi lavora all’aperto, spesso in condizioni difficili e con temperature estreme” ricorda il sindacato. “La tutela della salute non può essere pagata con la perdita del salario. Garantire consegne sicure significa garantire anche lavoro dignitoso, compensi adeguati e protezioni sociali effettive”. Sono diverse le Regioni e amministrazioni locali che hanno introdotto il divieto di lavorare tra le 12.30 e le 16 nei giorni da bollino rosso per il rischio caldo. Il nodo, però, riguarda proprio i rider che in quanto lavoratori autonomi restano formalmente esclusi dall’accesso allo strumento degli ammortizzatori sociali. A Milano i fattorini si ritroveranno alle 18 in piazza Duca d'Aosta, davanti alla Stazione Centrale, per poi raggiungere largo Cairoli dove si terrà un'assemblea pubblica. “Il blocco delle attività, necessario per tutelare la salute e la sicurezza di chi lavora all'aperto durante le ondate di calore, non può tradursi in una perdita di salario”, spiegano dal sindacato, che chiede alle piattaforme una copertura economica per le ore di fermo forzato. Stessa richiesta al centro delle mobilitazioni di Firenze, dove lo sciopero scatterà dalle 18, e di Bologna, dove il corteo partirà alle 16.30 da piazza Nettuno. “Chi pedala in città non può pagare di tasca propria il prezzo del climate change”, è il messaggio lanciato dalla Nidil Cgil bolognese. Tra le contestazioni quella relativa ai compensi per consegna, che secondo i lavoratori si sarebbero appiattiti attorno ai tre euro indipendentemente dalla distanza percorsa, invece di aumentare come atteso dopo gli interventi della magistratura sul settore. La ministra del Lavoro Marina Calderone nei giorni scorsi ha assicurato che è in arrivo una direttiva in Consiglio dei ministri. "Noi - spiega - stiamo lavorando sul settore dei rider nel decreto 62 che ha introdotto nel 2023 proprio delle norme specifiche. Siamo anche in fase avanzata di recepimento della direttiva piattaforme che andrà in Consiglio dei Ministri a breve e nell'ambito del decreto 62 abbiamo anticipato degli interventi importanti sul fronte del caporalato digitale". Ma per il capogruppo Pd in commissione Lavoro alla Camera, Arturo Scotto, se davvero si vuole dare una prima risposta allo sciopero dei rider bisogna "rivedere gli interventi sugli ammortizzatori per il caldo previsti dal Governo. Che escludono i rider e dimezzano i fondi rispetto allo scorso anno". Il capogruppo del M5s in commissione Lavoro alla Camera, Dario Carotenuto ha predisposto un emendamento al decreto Infrastrutture per permettere loro di beneficiare della cassa integrazione per l'emergenza caldo.


