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Incidente aereo a Monaco, la frenata improvvisa, il decollo sull’erba, fusoliera bucata e ruote disintegrate: così il Boeing ha sfiorato il disastro
Economia/trasporti/aereidi Leonard Berberi
Il volo di Vietnam Airlines era diretto ad Hanoi: ma i piloti hanno avuto problemi al decollo e il jet è rientrato dopo aver scaricato gran parte del cherosene
Cos’è successo al Boeing 787 di Vietnam Airlines che sabato scorso a Monaco di Baviera è decollato ben oltre la pista, con anche una strana frenata all’ultimo, ha danneggiato la parte inferiore della fusoliera e, una volta rientrato, ha disintegrato alcune delle ruote all’atterraggio? La compagnia asiatica e il gestore aeroportuale ufficialmente parlano di «problema tecnico», senza aggiungere altro.
La dinamica e il «punto di non ritorno» Ma la dinamica attira l’attenzione dei piloti che, sulla base dei video a disposizione e delle tracce lasciate sull’asfalto, ritengono che oltre a un errore nell’inserimento dei pesi del velivolo sul computer di bordo, in cabina di pilotaggio potrebbero essere accadute diverse cose, anche in quello che viene chiamato il «punto di non ritorno», cioè quando il jet deve decollare a ogni costo.
L’indagine e i dubbi degli esperti L’indagine delle autorità tedesche, con l’aiuto delle due scatole nere, chiarirà l’esatta dinamica e fornirà le raccomandazioni al settore aeronautico. «Sarà davvero interessante ascoltare gli audio in cabina tra comandante e primo ufficiale», racconta un comandante che conosce l’aeroporto di Monaco. «Parliamo di uno scalo con una pista lunga, non c’è mai bisogno di utilizzarla tutta».
Le immagini del disastro sfiorato Il Boeing 787 era diretto ad Hanoi, in Vietnam. Stava decollando dalla pista 26 sinistra di Monaco. Sul posto c’era anche la telecamera di Munich Aviation, canale YouTube specializzato. Che riprende la corsa del velivolo, abbastanza lunga, fino a quando si solleva da terra sollevando enormi nuvole di polvere. Non solo: prima di staccarsi, il jet ha urtato la coda al suolo.
Il «punto di non ritorno» e la frenata impossibile (e inutile) I video e le foto di chi ha effettuato il sopralluogo della pista mostrano altri dettagli. L’aereo sembra aver iniziato una frenata, in quella che è la fase in cui deve obbligatoriamente decollare, non può più fermarsi, sicuramente con i freni del carrello destro, a circa 200 metri dalla fine della striscia d’asfalto. «Quello è un punto della rincorsa in cui non c’è motivo per fermarsi, a meno che non ci sia stata un’avaria significativa», racconta un altro comandante.
Il decollo sull’erba, cento metri oltre la fine della pista Non è dato sapere al momento se la frenata sia stata intenzionale o dovuta a un guasto. In ogni caso, come confermato dalla lunga striscia nera lasciata sulla pista, è proseguita fino a quando non è iniziata la parte di erba. Ed è da lì che sembra essere avvenuto il decollo, quando ormai il Boeing era già sul prato verde. I dati delle piattaforme di monitoraggio dei voli indicano il punto di distacco attorno a 100 metri oltre l’asfalto.
I danni al carrello
I problemi al carrello e le gomme disintegrate Nella salita la fusoliera ha danneggiato anche alcune luci. Una volta in volo, l’equipaggio ha segnalato problemi alla pressione degli pneumatici e ha chiesto di rientrare, non senza aver scaricato carburante. Oltre un’ora e 20 minuti dopo il Boeing ha effettuato due passaggi a bassa quota sopra la pista, atterrando poi quasi due ore dopo il decollo. Nel video si vede il carrello principale sinistro avere problemi e pezzi di gomma volare.
Lo scalo di Monaco ha dichiarato che, dopo l’atterraggio, l’aereo non è stato in grado di liberare una delle piste con i propri mezzi ed è rimasto bloccato. Per questo la società di gestione ha dovuto chiudere per diverso tempo quella parte. In una nota Vietnam Airlines ha fatto sapere che l’equipaggio di volo «ha seguito tutte le procedure previste, atterrando in sicurezza all’aeroporto di Monaco. I passeggeri e i membri dell’equipaggio sono al sicuro».
Una delle ipotesi principali è che comandante e primo ufficiale potrebbero aver commesso un errore nell’inserire i dati di peso dell’aereo sul computer di bordo che poi calcola le velocità da raggiungere per decollare in sicurezza. L’operazione avviene in modo separato, poi i piloti devono confrontare i valori così da assicurarsi che non ci siano discrepanze. Con dati imprecisi il sistema informatico potrebbe aver fornito indicazioni errate.
Ma è in particolare la frenata, così all’ultimo, ad attirare l’attenzione maggiore. «Se non è stato un problema tecnico che ha attivato automaticamente il sistema frenante, non si può escludere che uno dei piloti abbia deciso di fermare la corsa in una mossa pericolosissima perché a quel punto non devi rallentare, ma solo far decollare l’aereo», è l’opinione di diversi comandanti consultati.
lberberi@corriere.it
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