Fontana: 'Su Roggero richiesta legittima ma decide il Colle'
sitoPromette di nuovo di adoperarsi per evitare che il governo abusi dei decreti legge, seppure finora i risultati della sua moral suasion siano stati per sua stessa ammissione "altalenanti". E fa di più, annunciando di essere già in contatto con il Mef per vedere se almeno per quella che si preannuncia come l'ultima legge di Bilancio del governo Meloni ci sarà la possibilità di una "doppia lettura", per fare in modo che entrambi i rami del Parlamento possano intervenire sulla manovra. Ma è quando i cronisti gli chiedono di svestire i panni istituzionali da presidente della Camera che Lorenzo Fontana, nel corso della tradizionale cerimonia del ventaglio, un poco dice la sua, pur stando bene attento a mantenere il più possibile l'equilibrio sugli argomenti di maggiore attualità politica. E di maggiore scontro tra i partiti. Inevitabili sono le domande, parecchie, sull'accelerazione che l'esecutivo sta imponendo sulla sicurezza, anche alla luce dei più recenti fatti di cronaca. E le risposte non vanno esattamente nella direzione su cui spinge anche la Lega, il suo partito. A partire dall'idea di candidare Mario Roggero, il gioielliere che sta scontando la sua pena in carcere e per il quale la maggioranza ha avviato anche una raccolta firme per la grazia. "Mi sembra che non ci siano possibilità giuridiche", il parere della terza carica dello Stato sulla candidatura, bilanciato poi con un "se ci fossero, starebbe alla sensibilità dei partiti valutare". Stessa frenata anche sull'ipotesi di una nuova stretta sulle piazze, dopo gli ultimi scontri ai cortei no Tav. Pur condannando le violenze, perché attaccando le forze dell'ordine "si passa dalla parte del torto e anche le buone ragioni delle manifestazioni sfumano", Fontana afferma di credere che "di leggi ce ne siano già per garantire che le manifestazioni possano essere svolte in modo pacifico", aggiungendo che in ogni caso "qualsiasi legge deve garantire il diritto di manifestare e la tutela delle forze dell'ordine". Si passa poi all'ultimo provvedimento varato in Consiglio dei ministri, sull'imputabilità dei minori. A domanda, Fontana replica che "da una parte serve la repressione, dall'altra serve la riabilitazione" di cui spesso "ci dimentichiamo". Il presidente della Camera tenta poi di liquidare con un "non mi appassiona" la raffica di domande sulla legge elettorale, tema che scotta anche per la maggioranza che pure ha proposto la riforma. La premessa è che c'è bisogno di "stabilità", che è l'obiettivo dichiarato del centrodestra nel proporre un sistema proporzionale con premio di maggioranza alla coalizione che superi il 42% dei voti. Ma certo a lui "non dispiacevano alcuni aspetti" del maggioritario, dice ricordando di essere stato eletto l'ultima volta in un collegio uninominale. Quanto alla diatriba sulle preferenze, "non è un sistema con cui mi sono trovato male, personalmente ho affrontato la maggior parte delle elezioni con le preferenze", ricorda Fontana salvo rimettere agli esperti e alla Consulta un eventuale giudizio sulla costituzionalità di un sistema che non le preveda. Lo stesso vale per l'indicazione del premier, anche se, osserva, già dai tempi dei dibattiti "tra Berlusconi e Prodi" si sapeva che uno dei due avrebbe fatto il presidente del Consiglio in base a chi vinceva le elezioni. Era "implicito", dice, quindi oggi sarebbe "una novità solo in parte", ferme restando "le prerogative del Colle". Lui, con una battuta, si chiama fuori dalla corsa alla presidenza della Repubblica, perché, dice "non ho l'età" (Fontana è del 1980, nel 2029 non sarebbe "quirinabile" per un anno). Ma sull'idea di un presidente di destra si limita ad osservare intanto che si capirà se ci sono possibilità concrete dopo le prossime elezioni. E poi precisa che il Capo dello Stato, una volta assunta la carica "è il presidente di tutti, deve essere un buon arbitro". Lasciando da parte, quindi, la casacca di partito. Riproduzione riservata © Copyright ANSA



