Plenisfer: "Trimestrali al via e occhi su inflazione, Iran e AI"
economiaINFLAZIONE: MEGLIO DELLE ATTESE, MA NON ABBASTANZA PER LA FED Gli ultimi dati americani sui prezzi hanno offerto indicazioni marginalmente più confortanti. Il CPI core è rimasto invariato su base mensile, contro attese di un aumento, mentre la componente abitativa, storicamente la più vischiosa, ha rallentato allo 0,1%, il minimo mensile da gennaio 2021. Numeri che riducono il rischio di un'immediata riacelerazione dei prezzi, ma che non bastano ancora a dimostrare che la disinflazione sia tornata su una traiettoria chiara e duratura. Gran parte del miglioramento dell'indice headline è infatti arrivata da componenti volatili: l'energia è scesa del 5,7% e la benzina del 9,7%. La distinzione non è di poco conto, perché l'approccio della Federal Reserve resta improntato alla prudenza. Diversi membri della banca centrale continuano a mostrare una sensibilità asimmetrica ai dati: finché manca un trend di disinflazione convincente, una sorpresa al rialzo sui prezzi peserebbe più di una sorpresa moderatamente favorevole. Il mercato ha già incorporato nelle curve buona parte di questo atteggiamento restrittivo, ma la soglia per riportare la Fed verso una postura più accomodante rimane elevata.