Liste d’attesa, Agenas promuove il Piemonte. Ma la regione resta al 16° posto in Italia
/lastampa/torinoLa Regione esulta, il Pd invita a guardare quanto resta da fare più di quanto è stato fatto. E questo, anche se il miglioramento del Piemonte è innegabile. Parliamo di liste d'attesa in Sanità, nota dolente in tutta Italia, e del report di Agenas. Cirio e Riboldi: «Il Piemonte va nella direzione giusta» «Il problema delle liste d'attesa non è risolto, ma vedere certificato un miglioramento ci aiuta ad andare nella direzione giusta», dichiarano il presidente della Regione Piemonte Alberto Cirio e l'assessore alla Sanità Federico Riboldi. «Agenas, infatti, certifica la qualità del lavoro che il Piemonte sta portando avanti attraverso l'innovazione e una gestione sempre più efficiente delle risorse disponibili. Il nostro sistema di gestione delle agende viene indicato a livello nazionale come una buona pratica efficace e replicabile: è un risultato importante, ottenuto grazie al lavoro della Direzione regionale, delle aziende sanitarie e di tutti i professionisti coinvolti». Il modello Piemonte lodato da Agenas Il riconoscimento è contenuto nel primo Bollettino Liste d'attesa, aggiornato al 30 giugno 2026, che dedica al Piemonte una specifica sezione sulle soluzioni organizzative introdotte. Per utilizzare in modo più efficiente gli appuntamenti disponibili e favorire le classi di priorità più urgenti. Agenas individua infatti nel modello piemontese una delle esperienze in grado di produrre risultati concreti e potenzialmente applicabile anche in altre realtà regionali. Come funziona il sistema per ridurre le liste d'attesa In particolare, il Piemonte ha introdotto la funzione di equiparazione delle priorità, che consente alle richieste più urgenti di utilizzare gli spazi rimasti liberi nelle agende e inizialmente riservati alle priorità inferiori. Il sistema opera automaticamente ed è attivo sul 97% delle agende. A questa misura si aggiunge il rilascio automatico delle fasce orarie. Gli appuntamenti rimasti inutilizzati vengono resi disponibili a tutti gli assistiti 72 o 48 ore prima, evitando la perdita degli slot e aumentando le possibilità di prenotazione per le priorità più urgenti. Secondo Agenas, grazie a queste soluzioni la performance delle prenotazioni con priorità B è passata, nell'arco di tre anni, da valori intorno al 50% a valori superiori al 95%. Prime visite ed esami diagnostici Il Bollettino registra inoltre un miglioramento del dato complessivo relativo alle prime visite. Nel primo semestre del 2026 il rispetto dei tempi di garanzia in Piemonte sale dal 69,4% al 71,5%. La Regione viene inserita da Agenas tra le tre realtà che, pur mantenendo un valore inferiore all'80%, mostrano un andamento positivo rispetto allo stesso periodo del 2025. Un risultato che indica un'inversione di tendenza, ma sul quale è necessario continuare a intervenire. Per gli esami diagnostici il Piemonte si mantiene invece sopra la soglia dell'80%. Con l'81,7% delle prenotazioni garantite entro i tempi previsti, rispetto all'82,5% del primo semestre 2025. Riboldi: «Serve accelerare» «Leggiamo tutti i dati con grande serietà e senza nascondere le criticità», prosegue Federico Riboldi. «Il miglioramento delle prime visite dal 69,4% al 71,5% conferma che la direzione intrapresa è quella corretta, ma il livello raggiunto non è ancora quello che vogliamo garantire ai piemontesi. Dobbiamo quindi accelerare ulteriormente. Allo stesso tempo, il riconoscimento di Agenas e il risultato ottenuto sulle prenotazioni in priorità B dimostrano che le soluzioni organizzative introdotte stanno funzionando e rappresentano una base concreta sulla quale continuare a costruire». Il Pd: «Ma il Piemonte resta indietro sulle migliori» Un richiamo alla realtà arriva dal Pd, bella persona di Daniele Valle. «I dati Agenas pubblicati oggi confermano una realtà che i piemontesi conoscono bene: le liste d'attesa restano uno dei principali problemi della sanità pubblica. È vero che a livello nazionale aumentano le prestazioni erogate e che si registrano alcuni miglioramenti rispetto allo scorso anno, ma non basta a recuperare il divario accumulato negli anni». Quanto al Piemonte, «si colloca soltanto al sedicesimo posto in Italia per il rispetto dei tempi delle prime visite specialistiche e al dodicesimo posto per gli esami diagnostici. Non stiamo parlando di una regione ai vertici, ma di una realtà che continua a inseguire le migliori esperienze del Paese».
