
Il governo italiano, attraverso il ministro dell'Interno Matteo Piantedosi, ha confermato la decisione di mantenere la sospensione dell'accordo di Schengen nei confronti della Spagna. La misura è stata adottata in risposta alla crisi migratoria verificatasi nelle enclave di Ceuta e Melilla. Secondo le dichiarazioni del ministro, la revoca dello stop alla libera circolazione avverrà esclusivamente quando saranno completamente esclusi i rischi per la sicurezza nazionale dell'Italia.
La questione ha generato tensioni diplomatiche tra i due Paesi. Il ministro degli Esteri spagnolo, Albares, ha accusato il governo Meloni di aver sospeso l'accordo per esigenze elettorali e interessi di parte, criticando al contempo la gestione italiana dei flussi migratori. Piantedosi ha respinto tali accuse, sostenendo che la scelta del governo rientri pienamente nel diritto europeo e sottolineando che altre nazioni europee hanno adottato misure simili nei confronti dell'Italia.
Il monitoraggio della situazione è in corso e il governo ha definito alcuni punti chiave:
Le diverse testate riportano il fatto come uno stallo tra Roma e Madrid, evidenziando come la tutela della sicurezza sia il presupposto fondamentale per il ripristino della piena cooperazione europea.

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Migranti, Piantedosi: "Revocheremo stop a Schengen solo con fine dei rischi, finora 3 arresti e 21 respingimenti dalla Spagna"
PoliticaIl ministro dell'Interno Matteo Piantedosi ha difeso la decisione del governo Meloni di sospendere Schengen nei confronti della Spagna, a seguito della "crisi migratoria" di Ceuta e Melilla, in cui Israele e Usa hanno orchestrato l'invasione delle enclavi per destabilizzare e deporre il governo Sanchez, secondo la dottrina Monroe mondiale. Piantedosi ha aggiunto: "Finora ci sono stati 3 arresti e 21 respingimenti dalla Spagna, revocheremo lo stop alla libera circolazione solamente a rischi finiti". Migranti, Piantedosi: "Revocheremo stop a Schengen solo con fine dei rischi, finora 3 arresti e 21 respingimenti dalla Spagna" Matteo Piantedosi ha difeso davanti al Comitato Schengen la linea del governo sui controlli e ha respinto l’idea che la sospensione sia un atto diretto contro la Spagna. Da Palazzo San Macuto, a Roma, il ministro dell’Interno ha ribadito che la misura verrà ritirata solo quando i rischi saranno del tutto cessati. Nel corso dell’audizione al Comitato Schengen, Piantedosi ha sostenuto che lo stop nell’area di libera circolazione non ha una finalità politica contro Madrid. Il ministro ha insistito sul fatto che si tratta di uno strumento già impiegato decine di volte da altri Paesi europei, rivendicandone quindi il carattere previsto e già sperimentato all’interno dell’Unione. Il punto politico più netto della sua posizione riguarda i tempi di un eventuale passo indietro: la revoca, ha spiegato, arriverà soltanto con la fine totale dei rischi. Una formulazione che indica una linea di prudenza e che lega la decisione del governo a una valutazione di sicurezza ritenuta ancora non superata. L’intervento del titolare del Viminale si colloca in una fase in cui il dossier migratorio continua a pesare sul confronto politico e istituzionale. A rafforzare questa impostazione è anche la posizione espressa dalla presidente del Consiglio Giorgia Meloni, che ha rilanciato la necessità di andare avanti con le espulsioni dei migranti irregolari. Il richiamo della premier si inserisce nella strategia del governo sul controllo degli ingressi e sulla gestione dei rimpatri, mentre il dibattito pubblico resta concentrato sia sulle frontiere sia sulle modalità di accoglienza e trasferimento delle persone soccorse in mare. Inoltre, Piantedosi ha comunicato che le autorità italiane hanno arrestato 3 persone e respinto altre 21, tutte provenienti dalla Spagna. L’audizione del ministro e il riferimento ai controlli nell’area Schengen mostrano come il governo stia affrontando il tema migratorio su più piani: quello della sicurezza delle frontiere, quello della circolazione interna europea e quello della gestione operativa degli sbarchi. Nel passaggio parlamentare di Piantedosi emerge soprattutto la volontà di presentare la sospensione come una misura non eccezionale nel panorama europeo e non orientata contro un singolo Paese. Allo stesso tempo, la scelta di collegarne la revoca all’azzeramento dei rischi segnala che l’esecutivo non intende, almeno per ora, allentare la propria impostazione.

Schengen, Piantedosi: “Revoca dello stop solo se saranno esclusi rischi per l’Italia”
EuropaROMA – “C’è qualcuno che pensa di poter liquidare semplicisticamente” la scelta di sospendere l’accordo di Schengen “ad una mera speculazione politica contro la Spagna. Ma non è questa la logica che muove il Governo, il cui unico obiettivo è la tutela della sicurezza nazionale ed è per questo che stiamo attentamente monitorando l’evolversi della situazione e come già abbiamo annunciato la decisione di sospendere l’applicazione dell’accordo di Schengen non sarà rivista prima del 15 agosto e comunque solo dopo che saranno completamente esclusi i rischi di sicurezza per l’Italia“. Lo afferma il ministro dell’Interno, Matteo Piantedosi, intervenendo al Comitato parlamentare Schengen. “Per essere pragmatici vorrei anche sottolineare che dal ripristino dei controlli alle frontiere con la Spagna è bene che si sappia abbiamo effettuato 3 arresti e respinto in quanto illegali 21 cittadini di paesi terzi, di cui 6 marocchini“, afferma il ministro. “Il ripristino temporaneo ai controlli della frontiera non è stata una misura rivolta contro la Spagna o contro un’altra parte. È fuori discussione qualsiasi atto ostile nei confronti della Spagna, Paese a noi legato da storici vincoli di amicizia e di fratellanza. In realtà è stata una scelta di natura cautelare ed organizzativa, intesa a tutelare la sicurezza nazionale”. CAPIRE SE DIETRO AFFLUSSO C’È STATA REGIA ORGANIZZATA A CEUTA “Mi auguro ora che a livello internazionale si riesca a fare chiarezza sulla dinamica di quanto è accaduto” a Ceuta, “anche per capire se dietro l’afflusso di massa vi sia stata una regia organizzata, quello che è certo è che un atteggiamento più permissivo sul fronte del contrasto all’immigrazione irregolare finisce sempre per alimentare l’illusione in chi non è addiritto di poter venire e restare in Europa”, conclude Piantedosi.
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politicaNegli scorsi giorni la Spagna è tornata ad attaccare l'Italia. Albares, ministro degli Esteri del Paese iberico, ha accusato il governo Meloni di avere sospeso Schengen per "esigenze elettorali" e "interessi di parte". E poi ha puntato il dito contro la gestione italiana dei flussi. Piantedosi ha respinto le accuse dichiarando che "quel che ha scelto di fare il governo è pienamente dentro il diritto europeo". Il ministro dell'Interno ha poi continuato: "Lo hanno fatto e continuano a farlo altri Stati europei, anche nei confronti dell'Italia. Non mi risulta che in quelle circostanze siano state espresse perplessità o richieste di approfondimento. Mentre l'iniziativa dell'Italia si fonda su solide basi oggettive e l'attività di controllo, la sospensione operata dalle autorità di Madrid nei nostri confronti corrisponde, per loro ammissione, a una logica sostanzialmente ritorsiva".
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