Perù. Studenti del PRONABEC: difendiamo una politica delle borse di studio all’insegna dell’uguaglianza
contenuti originaliQuest’articolo è disponibile anche in: Inglese, Spagnolo, Francese, Portoghese, Catalano Lunedì 13 luglio, studenti, borsisti ed ex borsisti del Programma Nazionale di Borse di Studio (PRONABEC) hanno organizzato una manifestazione decentralizzata nelle città di Lima e Cusco. Gli studenti chiedono che venga estesa a 60 giorni la consultazione pubblica sul progetto di modifica del regolamento del PRONABEC che l’amministrazione entrante intende attuare e che snaturerebbe questo programma sociale di sostegno all’istruzione rivolto ai peruviani con eccellenza accademica e scarse risorse economiche. «Il progetto di modifica del regolamento della Legge n. 29837 snatura la finalità del PRONABEC, poiché inasprisce i motivi di revoca della borsa di studio, riduce i sostegni, dà priorità ai criteri del mercato del lavoro e trasferisce il rischio allo studente, colpendo principalmente chi ne ha più bisogno», hanno sottolineato gli studenti. La mobilitazione è stata indetta dalla Federazione degli Studenti del Perù (FEP), dal Fronte Nazionale dei Borsisti, Ex-borsisti e Candidati del Perù (FRENABEP), dall’Accordo Storico Cittadino (AHC), dalla Confederazione degli Studenti Universitari del Perù (CEUP) e dal Blocco Universitario della Coordinatrice delle Università di Lima e Callao. La manifestazione si è svolta nelle principali arterie di Lima Metropolitana e nella città di Cusco. Cambiamento della politica pubblica in materia di borse di studio I rappresentanti delle istituzioni promotrici hanno denunciato che il processo di modifica della normativa si sta svolgendo in un contesto di forte instabilità politica (successione di quattro ministri tra il 2021 e il 2026) e di cambiamento di modello (quello attuale mira a garantire le pari opportunità nell’istruzione superiore, mentre il prossimo darebbe priorità alla sostenibilità di bilancio a breve termine). «Non si tratta di un aggiornamento amministrativo del regolamento, bensì di una ridefinizione sostanziale della politica nazionale in materia di borse di studio», sottolineano. «Le modifiche proposte inaspriscono i motivi di revoca della borsa di studio, limitano il cambio di corso di laurea e di istituto, eliminano il finanziamento dei corsi ripetuti, riducono i benefici finanziabili — specialmente nelle borse di studio post-laurea — e concentrano le decisioni, un tempo prese in modo collegiale, in organi amministrativi. Nel complesso, aumentano le barriere all’accesso e alla permanenza, trasferiscono il rischio accademico e finanziario dallo Stato al borsista e indeboliscono la tutela che giustifica l’esistenza di una politica pubblica in materia di borse di studio», hanno aggiunto. CAL: la modifica al regolamento costituisce un’ingiusta barriera Da parte sua, l’Ordine degli Avvocati di Lima (CAL), guidato dalla dott.ssa Delia Espinoza, ha espresso il proprio sostegno agli studenti e ha respinto le modifiche al PRONABEC. Ha manifestato «profonda preoccupazione e rifiuto istituzionale nei confronti della proposta di modifica di 27 articoli del Regolamento della Legge n. 29837 del PRONABEC». A livello istituzionale, hanno messo in guardia dall’impatto negativo della presunta riforma, poiché: D’altra parte, il direttore esecutivo del PRONABEC, Enrique Chon, ha spiegato che la proposta di modifica mira a ripristinare il carattere meritocratico del programma e che ciò è necessario a causa dell’aumento dei casi di scarso rendimento durante il periodo 2024-II, in cui 857 borsisti sono stati ripetutamente bocciati in alcune materie. «Contravviene agli obiettivi nazionali di miglioramento dell’istruzione: la riforma introduce barriere restrittive agli attuali benefici, contraddicendo gli obiettivi educativi della Nazione; Viola il diritto umano all’istruzione: tale diritto è pienamente riconosciuto in strumenti internazionali quali il Patto internazionale sui diritti economici, sociali e culturali, la Dichiarazione universale dei diritti umani, la Convenzione dell’UNESCO, il Protocollo di San Salvador, tra gli altri. Contravviene agli obiettivi e alle politiche dell’Organizzazione per la Cooperazione e lo Sviluppo Economico (OCSE) in Perù». Da parte loro, gli studenti hanno giudicato insufficiente il periodo di 15 giorni di calendario previsto per la consultazione pubblica, poiché limiterebbe la partecipazione di tutte le parti coinvolte (borsisti, ex borsisti, candidati, università, istituti e altri attori). Inoltre, hanno esortato a comprendere la situazione particolare di molti borsisti, che si trovano principalmente in condizioni di vulnerabilità economica. Dialogo aperto Alla chiusura di questa edizione, gli studenti e i rappresentanti delle istituzioni hanno riferito che oggi, martedì 14, hanno tenuto un incontro con il ministro dell’Istruzione, Jorge Marticorena Mendoza, e la deputata Ruth Luque, durante il quale hanno chiesto di annullare il progetto di modifica o di estendere il periodo di consultazione nell’ambito del processo di dialogo. Inoltre, continueranno le manifestazioni davanti al ministero competente, affinché le loro richieste vengano ascoltate.
