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In Russia con amore, Ornella Muti e la figlia Naike: “Vogliamo il passaporto, non rinneghiamo le nostre origini”
MagazineRoma – La notizia più curiosa di ieri è che Ornella Muti, di professione attrice, e Naike Rivelli, di professione figlia della precedente, hanno chiesto la cittadinanza russa. “È un bel po’ che ci pensiamo, anche perché io e la mamma siamo mezze russe. Abbiamo radici russe e non possiamo rinnegare le nostre origini, la nostra famiglia e i nostri amici. Lavoriamo molto con la Russia”, ha spiegato Rivelli in un’intervista all’agenzia (russa) Ria Novosti. In effetti, la nonna di Ornella era originaria di San Pietroburgo da cui poi emigrò in Estonia, dove è nata la madre dell’attrice.
Ora, non è chiaro perché la rivendicazione delle origini passi da quella del passaporto, specie in questo momento: un po’ come se qualcuno avesse chiesto la cittadinanza tedesca nel 1939. Ma le posizioni di Muti madre e; figlia non sono una novità.
Nel ’23, durante un viaggio a Mosca, Rivelli rivendicò con orgoglio di essere “mezza russa e mezza napoletana” (come ‘O sole mio, scritta a Odessa che è in Ucraina, ma forse non per lei) e l’anno successivo, al Forum internazionale della gioventù di Sochi, spiegò di aver potuto dire quel che voleva su qualsiasi argomento, guerra e pace comprese, circostanza che sfortunatamente non vale per i suoi colleghi russi. Quando sui social esplose inevitabile la polemica sull’assist per Putin, lei replicò così: “Vorrei ricordare a tutti una cosa ragazzi: l’Italia non è pro-pace in questo momento, anzi: sta a fa’ una guerra insieme ad altri Paesi (sic, anzi: boh). Noi siamo pro-pace e lo andiamo a dire in ogni Paese”.
A mamma Ornella le simpatie putiniane sono anche costate una condanna. Nel dicembre 2010, annullò uno spettacolo teatrale a Pordenone esibendo un certificato medico, ma nella stessa sera si esibì in Russia a un evento benefico alla presenza del dittatore. Conseguenza, una causa che si è conclusa con la definitiva condanna per tentata truffa e falso.
Appare davvero curioso ma forse non disinteressato il fascino che Putin esercita su molti artisti, attori, influencer e simili, ovviamente assai sfruttati dalla propaganda del regime. Sempre a Sochi, lo street artist Jorit, al secolo Ciro Cerullo, si è guadagnato l’abbraccio di Putin dopo aver realizzato un murale con protagonista, appunto, Ornella Muti. Poi ha spiegato che lui vuole mostrare che Putin “è un essere umano come tutti”, un brav’uomo insomma, e qui viene in mente Stalin fotografato mentre accarezzava i bambini e intanto ne spediva i genitori nei gulag.
Poi, si sa, ai russi piace la musica italiana più mandolinesca. Chi infatti non manca mai di esibirsi in Russia, prima e dopo l’inizio dell’“operazione militare speciale” ai danni dell’Ucraina, è l’inossidabile Al Bano.
Gerard Depardieu
Putin piace poi molto agli attori muscolari, sarà il fascino del maschio alfa solo al comando. Per esempio, Steven Seagal, cittadino russo dal 2016, decorato, provvisto di un incarico diplomatico e dichiarato da Putin “amico fraterno”. Anche Gérard Depardieu non ha mai nascosto le sue simpatie per la Russia in generale e per Putin in particolare; pure lui ha il doppio passaporto (anzi triplo, perché è anche suddito degli Emirati arabi uniti) ma almeno ha criticato l’invasione dell’Ucraina. Idem Mickey Rourke, noto per aver indossato una maglietta con la faccia di Putin (come Matteo Salvini, in effetti) e averlo definito “un bravo ragazzo” ma che poi ha duramente condannato la guerra.
Steven Seagal
Poi, ovvio, ognuno risponde di quel che dice o magari blatera davanti alla pubblica opinione e alla sua coscienza, qualora ne sia provvisto. Viene però da chiedersi perché, se anche si apprezza un despota, non lo si possa fare con meno fracasso e più discrezione. Anzi, muti.
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