Ann Widdecombe «è stata uccisa con 21 martellate alla testa». E ora l’antiterrorismo britannico indaga sul movente politico
Esteridi Monica Ricci Sargentini L’aggressione durata appena due minuti, è stata ripresa da una telecamera nella casa dell’ex parlamentare britannica. Imputato il ventottenne Joshua Kerry: avrebbe percorso oltre 400 chilometri per raggiungerla La commemorazione per Widdecombe durante la conferenza dei Tory a Londra Ventuno colpi di martello alla testa, sferrati mentre era seduta nella cucina di casa e stava pranzando. Poi il corpo rovesciato dalla sedia, il portafoglio sottratto dalla borsa e la fuga. Sono durati appena due minuti gli ultimi istanti di Ann Widdecombe, l’ex ministra conservatrice diventata una delle figure più riconoscibili della battaglia per la Brexit e, negli ultimi anni, portavoce di Reform UK per l’immigrazione e la giustizia. I particolari dell’uccisione della 78enne, avvenuta l’8 luglio nella sua abitazione di Haytor, ai margini del parco nazionale di Dartmoor, nel Devon, sono emersi durante la prima comparizione davanti ai giudici di Joshua Kerry. Il ventottenne, accusato di omicidio, è stato arrestato tre giorni dopo nella sua casa di Rotherham, nel South Yorkshire, a oltre 400 chilometri dal luogo del delitto. Davanti alla Westminster Magistrates’ Court, Kerry è rimasto seduto con le braccia incrociate, indossando una tuta grigia da detenuto. Ha parlato soltanto per confermare il nome, la data di nascita e l’indirizzo, senza essere chiamato a dichiararsi colpevole o innocente. È stato quindi trasferito all’Old Bailey e posto in custodia cautelare. Dovrà comparire nuovamente il 9 ottobre, mentre il processo è stato fissato in via provvisoria per l’8 giugno 2027. A ricostruire l’aggressione è stata una telecamera installata nel corridoio della casa e rivolta verso la cucina. Secondo quanto riferito in aula dal procuratore Kashif Malik, le immagini mostrano Widdecombe seduta mentre consuma il pranzo. Poco dopo Kerry sarebbe entrato dalla porta principale, rimasta aperta, con guanti neri e un martello tenuto lungo il fianco, fuori dalla visuale della donna. «Non è che per caso ha carte di credito e documenti d’identità?», le avrebbe chiesto prima di colpirla. La procura sostiene che l’imputato le abbia inferto 21 martellate alla testa, per poi farla cadere dalla sedia, prendere il portafoglio dalla borsetta e allontanarsi. Dal momento dell’ingresso in casa alla fuga sarebbero trascorsi circa due minuti. Anche il videocitofono avrebbe ripreso l’arrivo dell’automobile attribuita al sospettato, una Vauxhall Corsa rossa. Un martello e un paio di guanti neri, sui quali sarebbe stato trovato il Dna della vittima, sono stati inoltre recuperati nei cassonetti vicino all’abitazione di Kerry. Il corpo di Widdecombe venne scoperto soltanto il giorno successivo. L’ex ministra avrebbe dovuto partecipare da casa a un’intervista televisiva in diretta su Channel 5, ma non si era collegata. La produzione avvertì la sua assistente personale, che chiese al giardiniere di andare a controllare. Fu lui a trovarla riversa sul pavimento della cucina. La causa provvisoria della morte è stata indicata in un trauma da corpo contundente alla testa. Il furto del portafoglio potrebbe far pensare a una rapina, ma per gli investigatori non spiega ancora perché Kerry avrebbe percorso centinaia di chilometri per raggiungere proprio la casa di Widdecombe. L’accusa ha definito l’aggressione «pianificata e mirata» e Scotland Yard continua a indagare su una possibile matrice politica o terroristica, oltre che su eventuali altre attività del sospettato. Gli investigatori hanno già aperto più di 800 piste di approfondimento. «Considerato il profilo di Ann Widdecombe e la natura mirata dell’attacco, stabilire il movente, compresa ogni possibile motivazione politica, rimane una pista investigativa attiva», ha dichiarato Laurence Taylor, responsabile nazionale dell’antiterrorismo britannico. Al momento, tuttavia, Kerry è formalmente imputato soltanto per omicidio e la polizia ha precisato di non cercare altre persone coinvolte. Deputata conservatrice dal 1987 al 2010, Widdecombe aveva ricoperto diversi incarichi nei governi di John Major, fra cui quello di sottosegretaria per le carceri. Cattolica, socialmente conservatrice e nota per le sue posizioni contrarie all’aborto e all’estensione dei diritti Lgbtq+, era passata successivamente al Brexit Party di Nigel Farage, diventando eurodeputata prima dell’uscita del Regno Unito dall’Unione europea. Aveva quindi aderito a Reform UK. Alla combattività politica univa una notevole popolarità televisiva: dopo aver lasciato la Camera dei Comuni aveva partecipato a programmi come Strictly Come Dancing e Celebrity Big Brother, mostrando un volto più ironico e conquistando anche un pubblico lontano dalle sue idee. La sua uccisione riapre nel Regno Unito il tema della sicurezza dei politici. Nel 2016 la deputata laburista Jo Cox fu assassinata da un estremista di destra; cinque anni dopo il conservatore David Amess venne accoltellato da un uomo ispirato dall’Isis. Nel caso Widdecombe, però, resta ancora da stabilire se a guidare la mano dell’assassino sia stato l’odio politico o un movente di altra natura.
