Ucciso a Milano, il fermato aggredì un uomo urlando Allah Akbar
sitoLa sera del 6 luglio, due giorni prima dell'omicidio di Alessio Borelli per cui ora è stato fermato, Ahmad Abdelghani era stato arrestato a Milano in via Pini in flagranza perché aveva minacciato dei City Angels con un coltello e si era scagliato contro i carabinieri del nucleo radiomobile che avevano cercato di calmarlo, urlando 'Allah Akbar'. In ospedale in evidente stato di agitazione, aveva detto di essere un affiliato dell'Isis e che quella sera avrebbe dovuto ammazzare delle persone. Il giorno dopo è stato processato con direttissima e gli è stato comminato divieto di dimora in provincia. Ma non lo ha rispettato visto che il giorno dopo è andato a casa di Alessio Borelli, che lui conosceva, a Corsico, all'ottavo piano di un condominio di una zona residenziale della cittadina alle porte di Milano dove il quarantenne "era solito ospitare persone senza fissa dimora e amici con cui condivideva l'uso di sostanze stupefacenti". Un via vai di persone per cui il padrone di casa aveva ricevuto lo scorso 10 giugno una diffida dall'avvocato degli altri condomini, persone è spiegato nell'ordinanza di fermo, che "talvolta in stato confusionale, che si presentavano e citofonavano cercando 'Alessio', rimanendo perfino a dormire sullo zerbino". L'8 luglio è stato Abdelghani a presentarsi a casa di Borelli e a ucciderlo rompendogli l'osso del collo con una sciarpa e colpendolo con sei coltellate, nel bilocale completamente a soqquadro dove il suo cadavere è stato trovato tre giorni dopo. Le indagini dei carabinieri di Milano, guidati dal colonnello Antonio Coppola, si sono indirizzate subito sulla 'corte' che era solita stazionare nel piccolo appartamento di Corsico. I militari hanno raccolto le testimonianze dei vicini che mercoledì hanno sentito le urla di aiuto, esaminato le tracce ematiche su due coltelli entrambi sporchi di sangue che erano a terra e con le indagini telematiche hanno scoperto l'account telegram la cui "foto "profilo" insieme ad altre immagini telegram, hanno permesso con il sistema Sari di identificare Ahmad Abdelghani. A casa di Alessio era andato "per prendere le sue cose" ma è scoppiata una lite, che potrebbe essere stata determinata da un video intimo che Borelli aveva inviato ad altri, un video, di cui Abdelghami aveva parlato anche nell'udienza del 7 luglio dicendo che era stato girato a sua insaputa. Gli accertamenti dattiloscopici hanno individuato certamente due impronte appartenenti ad Abdelghani sul coltello e il suo profilo genetico su numerosi altri oggetti nell'appartamento. Per lui, trovato in un giardino vicino al Palasharp alla periferia di Milano, è scattata l'aggravante "di aver commesso il fatto con abuso di ospitalità e di aver commesso il fatto nei confronti di persona a cui era stato legato da relazione affettiva". Il pm Ilaria Prinu, oltre ai gravi indizi di colpevolezza sottolinea come l'uomo viveva in alloggi di fortuna, in tende all'interno di giardini pubblici e pertanto solo il carcere può evitare il pericolo di fuga. Riproduzione riservata © Copyright ANSA

