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Il boom delle polizze sanitarie: le nuove regole, i rimborsi, a chi serve davvero
/lastampa/tuttosoldiCresce il ricorso alle assicurazioni sanitarie private in Italia. Spinte da liste d'attesa ancora lunghe e dalla ricerca di cure più rapide di quanto il sistema nazionale, pur di buon livello, riesca a garantire. Stando ai nuovi dati Ania, nel 2025 il ramo malattia ha raggiunto i 4,9 miliardi di euro, con un balzo dell'11,6% rispetto all'anno precedente. Più contenuto l'aumento delle polizze infortuni, arrivate a 3,7 miliardi. Nel complesso, il settore vale 8,6 miliardi: una fetta limitata nel mercato assicurativo, ma in continua espansione. Ma una polizza salute serve davvero e come valutare quella più adatta? Vediamo pro e contro. Una polizza per la salute: a chi serve davvero? Secondo l'Osservatorio Salute di Iqvia Italia, oggi quattro italiani su dieci dispongono di una polizza sanitaria, tramite il proprio datore di lavoro o a titolo personale. Si stima che più di 21 milioni di italiani siano coperti da un'assicurazione sanitaria, fra forme collettive e polizze salute individuali o familiari. Circa 16,5 milioni sono lavoratori iscritti a fondi sanitari integrativi o enti, casse e società di mutuo soccorso legati a contratti collettivi e ordini professionali. Metalmeccanici, bancari, addetti al commercio, dipendenti nell'edilizia e industria, artigiani, autisti, dirigenti. Ma anche avvocati, notai, commercialisti, ingegneri, architetti. A questi, si aggiungono più di 1,2 milioni di dipendenti della scuola, sia personale di ruolo sia precario (il fondo è in via di definizione ma l'adesione è volontaria). A trainare la crescita delle assicurazioni sanitarie private, dunque, c'è innanzitutto il rinnovo dei contratti collettivi che prevedono l'iscrizione a un fondo sanitario integrativo o a una società di mutuo soccorso (nell'ultimo anno disponibile, ne risultano censiti 324 all'anagrafe dedicata). «Il mondo delle polizze individuali per la salute è stato piuttosto marginale finora ma ha fatto un salto dopo la pandemia» spiega Marianna Cavazza, ricercatrice del Cergas e membro dell'Osservatorio sui consumi privati in Sanità presso la Sda Bocconi. «Ma il mercato resta dominato dalle polizze collettive gestite dai fondi sanitari integrativi legati ai contratti di lavoro dove i premi possono essere anche bassi con relative coperture limitate. C'è, poi, scarsa consapevolezza che sono solo i fondi con premi elevati in grado di continuare a garantire la copertura ai pensionati». Va tenuto conto che i premi dei fondi sanitari integrativi sono contenuti e, dunque, anche la copertura è limitata. Inoltre, pochi lavoratori riescono a mantenere questo “privilegio” anche in età matura: si stima che solo il 3,8% della platea (pari a 500 mila titolari) è coperto anche dopo il pensionamento. E, in genere, si tratta di dirigenti e apicali. Va detto, però, che non si arresta neppure la spesa privata a carico delle famiglie italiane. Nell'ultimo anno, secondo l'Ufficio parlamentare di bilancio, il conto della spesa sanitaria privata è salito a 49 miliardi di euro: quasi interamente (85,7%) “out-of-pocket” ovvero pagata direttamente dai cittadini mettendo mano al portafoglio o ai risparmi. Una quota tra le più alte in Europa: circa 9 punti sopra la media Ue. A spingere in questa direzione, ci sono tuttora i tempi lunghi della sanità pubblica e i divari territoriali dell'assistenza sanitaria. Nel primo quadrimestre 2026, le liste d'attesa per la diagnostica sono migliorate in quindici regioni fra cui la Liguria, la più virtuosa. Ma i ritardi sono ancora critici in diverse aree e si contano due milioni di esami e di visite oltre i tempi massimi. Diagnosi tardive che, spesso, fanno la differenza per la salute. Di conseguenza, ci si rivolge alle strutture private in convenzione. Ma, nella maggioranza dei casi (66%), le polizze private rimborsano quanto già garantito dal sistema sanitario nazionale ma in tempi più rapidi. Solo il 33% è per spese extra (per lo più, le cure dentistiche). Per questo, c'è anche chi si decide a fare ricorso a una polizza. Come orientarsi? A rimborso, indennitarie o miste L'assicurazione sanitaria privata si articola in due polizze distinte: la polizza infortuni e quella malattia. Ma è possibile sottoscrivere solo una delle due. Esistono, grosso modo, tre tipologie: le polizze a rimborso (che prevedono il rimborso delle spese mediche sostenute dall'assicurato), le polizze indennitarie (pagamento di un indennizzo in caso di ricovero ospedaliero, intervento chirurgico o altro evento grave specifico), le miste (un mix di entrambe). Per quanto riguarda le polizze salute individuali (estendibili anche alla famiglia), oggi, il mercato dispone di un ventaglio di 20-40 offerte fra polizze base (riservate a coprire solo “grandi eventi gravi” come ricovero e interventi), complete (ricoveri, visite e diagnostica) e personalizzabili (con estensione a cure odontoiatriche, prevenzione e check-up, copertura extra-Ue). Ovviamente, il costo varia in base al livello di copertura, all'età, allo stato di salute e alla compagnia assicurativa. Nel 2026, il costo di un'assicurazione sanitaria privata richiede un minimo di 150 euro. Un adulto sano tra i 30 e i 45 anni può aspettarsi di spendere tra 300 e 1.200 euro all'anno per una polizza individuale di base, mentre una copertura familiare completa puo arrivare a 2.000-5.000 euro annui a seconda dei componenti. I dati Istat mostrano che l'indice dei prezzi dei servizi assicurativi privati connessi alla salute è cresciuto del 3,8% tra il 2017 e il 2025, toccando il massimo nell'ultimo anno. «Il prezzo medio è di 300-500 euro ma un nucleo familiare può arrivare a 2 mila» evidenzia Stefano Mannacio, responsabile assicurazioni di Assoutenti. «Gli aumenti si sono fatti sentire soprattutto dopo il Covid». I rischi coperti e i network convenzionati Sottoscrivendo un'assicurazione sulla salute si ha una copertura per le malattie, con le caratteristiche di possibilità e non volontarietà: si intendono le alterazioni dello stato di salute che non dipendono da un infortunio, non attribuibili a una causa esterna, fortuita e violenta. Alcune polizze funzionano esclusivamente con cliniche e specialisti presenti in una rete convenzionata, mentre altre prevedono il rimborso delle spese sostenute liberamente. Le prime sono piu economiche perché è l'assicurazione che paga le spese in forma diretta ma limitano la liberta di scelta del medico e della struttura. Le seconde sono più flessibili ma costano di piu e, spesso, comportano il pagamento anticipato con successivo rimborso. Qui, una buona soluzione può essere quella di verificare prima quale rete è “a convenzione diretta” con la polizza che intendete sottoscrivere per valutare la bontà delle strutture sanitarie e dei centri diagnostici del circuito. Ma anche i tempi dei rimborsi per recuperare l'eventuale anticipo di spesa. Rimborsi per le spese mediche Le assicurazioni malattia possono prevedere il rimborso delle spese per ricoveri e cure, il rimborso per grandi interventi chirurgici, una diaria con o senza ricovero, l'indennizzo per invalidità. Per esempio, le polizze rimborsano (in tutto o in parte) le spese di visite specialistiche presso medici (convenzionati o a rimborso), esami diagnostici come risonanze, ecografie, radiografie, tac e analisi di laboratorio. E ancora: il ricovero ospedaliero con rimborso delle spese per degenza, interventi chirurgici, sala operatoria, sia in ricovero sia in day hospital o day surgery. Le prestazioni di alta specializzazione, incluse procedure diagnostiche e terapeutiche complesse. Le cure pre e post ricovero, farmaci, assistenza domiciliare e servizi di riabilitazione (se previsti). Nelle formule più complete (e costose), anche le prestazioni di prevenzione come check-up periodici o screening. Ma occhio: ci sono esclusioni e limitazioni, tra cui malattie preesistenti, periodi di carenza senza copertura, franchigie, scoperti e massimali che limitano i rimborsi. In genere, le assicurazioni prevedono un nomenclatore con i prezzi dei rimborsi aggiornati per l'anno in corso dove controllare quanto è riconosciuto per ogni singolo trattamento o prestazione. Indennità da ricovero e invalidità lavoro Diversamente dalla forma a rimborso spese, le assicurazioni di tipo indennitario risarciscono l'assicurato per il mancato guadagno causato da un'assenza dal lavoro a seguito di malattia e/o infortunio. Oppure garantiscono un sostegno forfettario per i maggiori costi di assistenza medica e cura per via di questo danno. Per questo, sono più adatte a categorie professionali non dipendenti e vulnerabili in caso di temporanea sospensione dell'attività: autonomi, liberi professionisti, commercianti, artigiani. È prevista un'indennità giornaliera da ricovero con una diaria, corrisposta dalla compagnia per ciascun giorno di degenza ospedaliera e per un periodo massimo variabile. La copertura può presentare una franchigia di giorni: l'indennizzo è quantificato con il numero dei giorni di ricovero detratta tale franchigia (sono sempre esclusi, per esempio, il giorno del ricovero e quello di dimissione). Alcune polizze riconoscono la diaria insieme al rimborso per le spese ospedaliere e anche in regime di day hospital. Ma l'indennizzo può essere ridotto se la degenza è continuativa o per ricoveri più frequenti (parto, appendicite e così via). Le malattie gravi o degenerative Fra le malattie gravi assicurate, ci sono l'infarto del miocardio, il cancro e l'ictus cerebrale, il bypass aorto-coronarico, l'insuffcienza renale e il trapianto di organi di rilievo. Più limitate le coperture a cecità, sclerosi multipla, perdita combinata di due organi, malattia di Alzheimer o morbo di Parkinson. Un nuovo capitolo riguarda le polizze LGT (o Long term care), per perdita di autosufficienza nella vita quotidiana, non necessariamente dovuta a malattia o infortunio. Il welfare aziendale I lavoratori dipendenti possono verificare, innanzitutto, se l'azienda offre una polizza sanitaria collettiva. I premi di gruppo sono quasi sempre piu bassi di quelli individuali (a volte anche del 30-40%) grazie alla distribuzione del rischio su una platea più ampia. Anche alcune associazioni di categoria, ordini professionali e fondi sanitari integrativi di settore offrono coperture convenienti. In questo caso, il contributo del datore di lavoro puo essere totale o parziale. Altre opzioni sono le polizze private offerte dalle aziende come benefit aggiuntivo in occasione di un premio di risultato o di avanzamento in carriera (sempre a libera scelta del lavoratore). Come scegliere quella ideale e risparmiare Per scegliere la copertura ottimale per le proprie esigenze evitando un salasso, è suggerito seguire alcuni passaggi. In primo luogo, confrontare le offerte di più compagnie perché il mercato delle polizze sanitarie si è molto arricchito negli ultimi anni. Gli esperti consigliano di valutarne almeno tre. Si può fare sulle piattaforme online (che danno comparazioni gratis e senza impegno) o chiedendo più di un preventivo. Ma attenzione: bisogna mettere a confronto prestazioni e rimborsi dello stesso livello. Un prezzo più basso, infatti, può nascondere meno prestazioni sanitarie o più esclusioni o anche un rimborso inferiore per singolo trattamento. Occorre, dunque, controllare sempre nel dettaglio che cosa include o no la polizza, come funziona il rimborso e che cosa riconosce a fronte delle spese sostenute. Altro consiglio è quello di controllare le coperture accessorie. Diverse polizze sanitarie offrono diaria da ricovero o invalidità permanente (che, però, è già riconosciuta dal servizio pubblico). È utile soppesare se la copertura giustifica i costi, altrimenti si possono eliminare. Un altro consiglio è, se si decide di fare questo investimento, sottoscrivere una polizza quando si è ancora giovani e in buona salute. Si può scegliere una formula base e utilizzarla solo per i controlli più indicati ai fini della prevenzione o se si fa sport. Oltre a garantire premi piu bassi, consente di accumulare anni di anzianità assicurativa che possono portare sconti o una copertura più durevole anche in età avanzata, visto che si è clienti fidelizzati da anni. Una possibile strategia per sforbiciare l'esborso, inoltre, è alzare la franchigia ovvero la quota di spese a proprio carico perché questo taglia il premio annuo da pagare, si stima anche del 20-30%. Può farlo chi utilizza poco i servizi sanitari. In tal caso, è bene fare prima un conto della spesa annuale sborsata di tasca propria per la salute, simulando quanto sarebbe tagliata grazie alla polizza e quanto resterebbe da coprire con il proprio portafoglio. Che cosa controllare prima di firmare Prima di firmare qualsiasi polizza, bisogna leggere con attenzione il fascicolo informativo, le condizioni precontrattuali e contrattuali. Per evitare spiacevoli sorprese, innanzitutto, è opportuno controllare periodo di validità della copertura e quali spese mediche sono coperte (spesso, per esempio, mancano le cure dentistiche). Vanno verificati, poi, il premio annuale (ovvero l'importo da pagare alla compagnia per ottenere la copertura) e la franchigia, cioè l'importo che resta a carico proprio. Per esempio, se la spesa sostenuta è di mille euro ma la franchigia è di 500, bisogna pagare con il proprio portafoglio i primi 500 euro mentre l'assicurazione coprirà i restanti 500. Occhio: la franchigia può essere espressa come “assoluta” se indica l'importo che viene detratto dalla somma del rimborso, o “relativa” se indica una soglia sotto la quale non spetta il rimborso e oltre la quale indennizza integralmente. In secondo luogo, vanno controllati scoperto e massimale annuo: il primo indica la percentuale di importo (in caso di infortunio) che resta a carico dell'assistito mentre il secondo è il limite massimo di rimborso della polizza per l'anno di copertura. Massima attenzione va data alle condizioni contrattuali e alla sezione delle esclusioni. Un contratto in apparenza economico, infatti, potrebbe non comprendere proprio le prestazioni di cui si ha bisogno. Nelle polizze infortuni, invece, potrebbero essere non previsti problemi di salute a seguito di attività ricreative particolari o sport estremi. Carenza e tacito rinnovo Fra i dettagli a cui prestare attenzione, c'è il cosiddetto “periodo di carenza”. Le assicurazioni impongono un periodo minimo per la partenza della copertura, in genere variabile da tre a sei mesi dal momento in cui si sottoscrive ovvero si paga una polizza salute (o anche si riattiva). In questo intervallo, è bene sapere che il contratto è valido ma inefficace: non è coperta alcuna tipologia di evento. Dunque, la copertura non è attiva e l'assicurato non ha alcun rimborso per spese eventualmente sostenute. Altro punto è il tacito rinnovo. Spesso, queste polizze si intendono tacitamente rinnovate alla scadenza. Ma è sempre meglio verificare, sia per inviare la disdetta in tempo utile (se siete insoddisfatti) sia per evitare che scatti un involontario periodo di carenza (senza copertura) fra un rinnovo e l'altro. Occhio anche a essere in regola con le scadenze, soprattutto per la formula rateizzata: eventuali arretrati possono sfociare in una nuova “carenza” di copertura. Errori da evitare Il primo errore da non fare è sottoscrivere una polizza sanitaria (in particolare, online) senza verificare prima chi la compagnia: l'attività assicurativa e quella degli intermediari può essere esercitata solo da imprese e agenti iscritti negli albi tenuti dall'Ivass (qui, si può consultare l'elenco degli autorizzati). Inoltre, le assicurazioni richiedono la compilazione di un questionario sullo stato di salute dell'assicurando, in modo da valutare i rischi. Uno degli errori è adempiere con informazioni poco veritiere o incomplete, sperando di aggirare un problema. Ma nascondere una patologia pregressa o in atto all'assicuratore, diventa motivo di dolo. «Fare attenzione al questionario anamnesico e compilarlo bene è un punto decisivo», spiega Stefano Mannacio, responsabile assicurazioni di Assoutenti. «Bisogna essere onesti sulle proprie condizioni di salute, anche pregresse: mentire non paga, le compagnie “giocano” parecchio su questo e diventa un pretesto per non riconoscere rimborsi». Patologie preesisenti e novità del 2026 Nel dubbio, è bene verificare sempre prima se la polizza copre patologie preesistenti (non è affatto scontato). La piena e totale assicurabilità è riconosciuta nel caso di patologie ininfluenti (per esempio, la miopia) mentre puà scattare l'esclusione della patologia (nel caso di recidive e di conseguenze, come per cisti e polipi). Nel caso di patologie con possibili frequenti ricorrenze, quali calcoli renali, l'assicurazione può imporre una franchigia o limitare l'indennizzo. Per malattie con maggior rischio (per esempio, diabete e ipertensione) si puà verificare un'elevazione del premio fino a una non assicurabilità (per patologie molto gravi, tumori e così via). Non sono rimborsati interventi estetici eccetto quelli per infortuni o conseguenti a intervento chirurgico o a cura di neoplasie. E neppure eventi conseguenti a condotte dolose, consumo di alcol e stupefacenti. Una novità di quest'anno, però, riguarda il diritto all'oblio oncologico. A gennaio scorso, l'Istituto per la vigilanza sulle assicurazioni ha disposto un provvedimento in relazioni ai pazienti guariti da un tumore. Le compagnie assicuratrici non potranno più acquisire notizie sul rischio di patologia oncologica del contraente o dell'assicurato (beneficiario della polizza) o sullo stato di salute dei suoi familiari, come avveniva finora. Reclami e recessi Sulle assicurazioni sanitarie private è garantito il diritto a un reclamo per eventuali problemi o disservizi. La richiesta va presentata alla compagnia di assicurazione o all'agente che ha venduto il prodotto mentre la risposta deve arrivare entro 45 giorni. Da ricordare, infine, che in generale un'assicurazione non può essere interrotta prima della scadenza salvo che il contratto non lo preveda espressamente. Ma vige un diritto di recesso (anche per le polizze acquistate online, se il contratto dura più di sei mesi): il cliente può recedere entro 14 giorni dalla sottoscrizione (firma della proposta), senza motivazione né penali.
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