Attentato a Montecarlo, è caccia all’attentatrice. C'è il sospetto che abbia avuto dei complici
/ilsecoloxix/imperiaVentimiglia - Ci sono volute 53 ore dall'esplosione di lunedì sera per identificare l'autore. Anzi, l'autrice camuffata da autore, perché Anastasia Berezovka, 39 anni, ucraina residente in Germania - questa l'identità della sospetta - è piuttosto abile nell'arte del travestimento. Ora, però, si trova davanti alla prova del fuoco: sulle sue tracce ci sono le polizie di tutta Europa e da giovedì sera è mobilitata anche l'Interpol. E' stata localizzata in Germania, ovviamente non nella sua abitazione. E' tornata nell'ambiente dove sa di potersi muovere meglio, al termine di un periplo europeo: dalla casa dell'attentato alla famiglia dell'oligarca ucraino Vadim Ermolaev, è corsa a piedi attraversando la vicina frontiera del Principato di Monaco con la Francia. Primo paese, Beausoleil, dove ha trovato l'auto che aveva lasciato o che qualche complice le ha parcheggiato in un'area concordata. Poi la fuga, passando da Ventimiglia per entrare in Italia, poi puntare di nuovo al nord, verso Austria e Germania, secondo alcune ricostruzioni Svizzera, poi Germania. Un momento della conferenza stampa che si è svolta stamattina a Monaco (dal canale Instagram di monaco_info) Adesso sarà difficile lasciare il suo paese di residenza, le segnalazioni del suo volto, del modo di camminare, di muoversi, sono ovunque sul web. Persino quel serpente tatuato sul braccio destro, dalla spalla al gomito lo conoscono proprio tutti. Camuffarsi ancora, o passare inosservati è sempre più un'impresa. Gli inquirenti monegaschi si sono anche convinti, sia dall'esame dell'ordigno utilizzato, artigianale ma non troppo che necessita comunque di notevole perizia, sia dallo studio degli appostamenti e dei sopralluoghi effettuati dalla stessa Berezovka nei giorni precedenti l'attentato, che la donna "non può aver agito da sola". Un'altra immagine della donna ricercata dall'Interpol Due uomini sono stati fermati nelle ultime ore nel Principato nell'ambito dell'inchiesta, uno è stato posto in stato di fermo mercoledì, l'altro giovedì. Non è stata dimostrata alcuna "partecipazione attiva" dei due all'operazione, quindi sono stati entrambi rimessi in libertà. Il viceprocuratore di Monaco, Morgan Raymon, ha spiegato venerdì durante la conferenza stampa con dovizia di particolari il percorso che ha portato gli inquirenti a scoprire l'identità della presunta colpevole. E il suo percorso di fuga, sull'auto parcheggiata a Beausoleil ma immatricolata e noleggiata in Germania, poi il percorso anche attraverso l'Italia, poi il ritorno in Germania ma non nella sua abitazione di Francoforte, perquisita senza risultati. Ulteriore dettaglio: l'auto era stata noleggiata in Germania con la precisazione che sarebbe servita per un viaggio nel Principato di Monaco. La prima traccia di Anastasia Berezovka è emersa grazie a una testimonianza raccolta a caldo, subito dopo l'esplosione. "Una persona entrata in contatto con il sospetto", aveva detto la polizia, ha consentito agli agenti di determinare che si trattava di "un uomo che indossava una giacca scura, un cappello tipo 'bob' nero e pantaloni jeans chiari". L'attentato nel condominio di Montecarlo Le numerosissime immagini video girate dalle telecamere di sorveglianza hanno mostrato "il sospetto" aggirarsi attorno alla residenza di Ermolaev più volte nei giorni precedenti. Eccetto - ed era sembrato strano - il 28 giugno, quando quello strano uomo col cappello stile "bob" non si era fatto vedere. Ecco, invece, che il medesimo percorso del sospetto attentatore, viene compiuto quel giorno da una donna. La quale "aveva un atteggiamento comportamentale simile", ha osservato il viceprocuratore Raymon. Qualche ora è bastata agli esperti della polizia per stabilire che quei movimenti, quelle caratteristiche fisiche, quell'atteggiamento, erano chiaramente quelli di una donna che si era travestita da uomo. Non solo: secondo fonti stampa monegasche, Anastasia, senza camuffarsi da uomo, e con grande dimostrazione di autocontrollo, si era presentata alcuni giorni fa - anche qui le immagini lo testimoniano - agli sportelli del commissariato di polizia di Beausoleil per recuperare la sua auto, rimossa da un carro attrezzi che l'aveva poi affidata ad un garage di Mentone. In quel caso, l'inafferrabile Anastasia, si era presentata senza camuffarsi da uomo ma mostrando falsi documenti di identità alla polizia.

