La crisi diplomatica tra Italia e Nicaragua è esplosa a seguito della richiesta del Ministro degli Esteri italiano, Antonio Tajani, di estradizione di Alessio Casimirri, ex membro delle Brigate Rosse condannato per il suo coinvolgimento nella morte di Aldo Moro. Il Nicaragua ha reagito interrompendo le relazioni diplomatiche con l'Italia, definendo la richiesta italiana inaccettabile e accusando l'Italia di attacchi. La vicenda solleva interrogativi sulla protezione offerta a Casimirri da parte del governo nicaraguense e coinvolge anche accuse di possibili influenze esterne.
Ecco l'analisi comparativa dei frame narrativi sulla crisi Nicaragua-Italia, secondo le distribuzioni politiche indicate:
17 luglio 2026

Il governo del Nicaragua ha annunciato l'intenzione di interrompere le relazioni diplomatiche con l'Italia, in seguito a dichiarazioni rilasciate dal Ministro degli Affari Esteri italiano, Antonio Tajani, durante un vertice del Partito Popolare Europeo (PPE) a Madrid.
Le dichiarazioni di Tajani hanno riguardato la presenza in Nicaragua di Alessio Casimirri, ex membro delle Brigate Rosse (BR) condannato in via definitiva a sei ergastoli per il sequestro e l'omicidio di Aldo Moro. Secondo quanto riferito dalla Farnesina, Tajani ha sottolineato che l’Italia non condivide la visione di governi “estremisti” come quello nicaraguense, che continua a proteggere Casimirri, rifiutando le richieste di estradizione da parte della giustizia italiana.
Il governo nicaraguense ha reagito con veemenza alle dichiarazioni di Tajani. In una nota ufficiale, il Ministero degli Affari Esteri del Nicaragua ha definito le parole del ministro “ingiustificate, aggressive e irresponsabili”, accusandolo di aver violato “ogni norma di rispetto per le relazioni tra popoli e governi” con un atteggiamento “arrogante europeo”. La nota indica che Managua ha inviato una lettera al governo italiano comunicando l'intenzione di interrompere i rapporti diplomatici.
A seguito dell’annuncio nicaraguense, diversi media italiani hanno riportato la notizia. Il Sole 24 Ore ha pubblicato una versione audio dell'articolo e sottolinea l'utilizzo di un linguaggio ritenuto offensivo da parte del Ministro Tajani. La Repubblica e Corriere della Sera hanno evidenziato il riferimento al caso Casimirri e all’attacco diretto di Tajani, corredando gli articoli con una foto segnaletica dell'ex brigatista. Rainews ha riportato la nota della Farnesina che conferma le richieste di estradizione per Casimirri e l'impegno dell'Italia al rispetto del diritto internazionale.
L’episodio rappresenta un punto di tensione nelle relazioni bilaterali tra Italia e Nicaragua.
Ecco l'analisi della narrazione relativa alla crisi diplomatica Nicaragua-Italia, focalizzata sulla stampa di sinistra:

Tajani: “Estradate l’ex br Casimirri”. Crisi diplomatica con il Nicaragua
cronaca
Il Nicaragua vuole rompere con l’Italia dopo le parole di Tajani: «Ridateci l’ex Br che uccise Moro». Chi è Alessio Casimirri
POLITICAIl ministro degli Esteri al vertice Ppe: «Un governo estremista tutela il terrorista condannato all'ergastolo». Managua invia una lettera con l'intenzione di interrompere i rapporti con Roma Il governo del Nicaragua ha annunciato l’intenzione di interrompere le relazioni diplomatiche con l’Italia. Una reazione, quella di Managua, che arriva dopo le parole del ministro degli Esteri, Antonio Tajani, che ieri al summit del Partito Popolare Europeo (Ppe) a Madrid aveva affermato che l’Italia «non condivide nulla con la visione di governi estremisti come quello del Nicaragua, Paese che ancora dà protezione a pericolosi terroristi delle Brigate Rosse, come Alessio Casimirri». La lettera di Managua e le parole di Tajani La decisione del governo guidato da Daniel Ortega, anticipata dal Corriere della Sera, è stata confermata all’Ansa da fonti qualificate. Nella notte, l’ambasciata italiana a Managua ha ricevuto una lettera ufficiale di protesta da parte delle autorità nicaraguensi, successivamente trasmessa alla Farnesina. «L’Italia continuerà a chiedere che Casimirri risponda davanti alla giustizia italiana per i reati di cui è stato riconosciuto colpevole, come è già stato chiesto anche con una risoluzione del Parlamento europeo. L’Italia, nel rispetto della memoria delle vittime del terrorismo e dei principi di giustizia, continuerà a difendere con determinazione questa sua richiesta», ha sottolineato oggi Tajani in una nota. Chi è Alessio Casimirri: dalle Brigate Rosse al Nicaragua Alessio Casimirri è uno degli ex appartenenti alle Brigate Rosse coinvolti nel sequestro di Aldo Moro nel 1978. Il suo ruolo fu quello di bloccare con una Fiat 128 la via di fuga delle auto del presidente della Democrazia cristiana, contribuendo alla riuscita dell’azione. Nato a Roma nel 1951, Casimirri proviene da una famiglia molto lontana dall’immaginario della lotta armata. Il padre, Luciano, è stato responsabile della sala stampa vaticana sotto tre pontefici, da Pio XII a Paolo VI. Dopo gli studi al liceo classico, si avvicina ai movimenti dell’estrema sinistra, milita in Potere Operaio e nel 1977 entra nelle Brigate Rosse, assumendo il nome di battaglia «Camillo». Condannato in via definitiva all’ergastolo dalla magistratura italiana per il caso Moro, Casimirri vive da oltre quarant’anni in Nicaragua, dove ha ottenuto la cittadinanza e gestisce alcune attività di ristorazione. Le richieste di estradizione respinte Negli anni l’Italia ha presentato più richieste di estradizione, tutte respinte. Uno dei principali ostacoli è rappresentato dalla Costituzione nicaraguense, che vieta l’estradizione dei propri cittadini. Per Roma il caso rappresenta da anni uno dei principali motivi di attrito con il Paese dell’America Centrale. Foto copertina: ANSA/GIUSEPPE LAMI | Antonio Tajani al vertice del Ppe a Madrid, 16 luglio 2026

Mosca usa il Nicaragua per estendere la propria impunità nell’emisfero occidentale
EsteriMosca e Managua stringono ulteriormente i nodi della loro alleanza strategica attraverso due nuovi trattati bilaterali inviati all’Assemblea nazionale del Nicaragua per la ratifica: uno sull’estradizione e l’altro sul trasferimento dei detenuti, affinché possano scontare la pena nel Paese d’origine. Sebbene siano presentati come ordinari accordi tecnici in materia penale, l’analisi del contesto rivela un significato politico ben più profondo, volto a strutturare un’architettura di mutua protezione e impunità tra il Cremlino e il regime di Daniel Ortega e Rosario Murillo. La tempistica e le clausole inserite nei testi, sottoscritti all’inizio di giugno 2026 durante il Forum economico internazionale di San Pietroburgo, mettono in luce le reali motivazioni dei firmatari. Il trattato sull’estradizione risponde, in via prioritaria, a una stringente esigenza di sopravvivenza per i massimi vertici del governo nicaraguense. Da anni, l’esecutivo di Managua è oggetto di una pesante pressione internazionale e di accuse riguardanti la commissione di violazioni sistematiche dei diritti umani e di crimini contro l’umanità. In questo scenario, l’asse privilegiato con la Russia assume i contorni di un vero e proprio Piano B. Qualora un mutamento degli equilibri politici interni o l’evoluzione di inchieste penali internazionali dovessero minacciare la cerchia di Ortega, la Russia si offrirebbe come rifugio inattaccabile. A blindare questa garanzia interviene una clausola elastica, inserita nel testo, che permette a ciascuno dei due Stati di respingere qualsiasi richiesta di estradizione, qualora si ritenga che la consegna possa minare la sovranità nazionale, la sicurezza o gli interessi essenziali dello Stato richiesto. Dal punto di vista della Federazione Russa, la logica è speculare e risponde a una strategia globale tesa a erigere uno scudo normativo a tutela dei propri funzionari, agenti d’influenza e militari coinvolti in procedimenti penali all’estero. Negli ultimi anni, Mosca ha progressivamente sviluppato strumenti giuridici mirati a ostacolare le estradizioni verso nazioni terze di personalità considerate strategiche per la sicurezza dello Stato, come i membri degli apparati di intelligence. L’accordo di estradizione si traduce, quindi, in una formidabile garanzia per il Cremlino: qualsiasi cittadino o alleato di Mosca intercettato sul suolo nicaraguense beneficerà di una protezione ermetica, rendendo legalmente e politicamente impossibile la sua consegna a giurisdizioni straniere o a corti internazionali ritenute ostili. Questi nuovi patti giudiziari non possono essere scissi dalla vasta cooperazione che lega i due Paesi in ambito politico, tecnologico e, soprattutto, militare. Mosca ha progressivamente trasformato il Nicaragua nel proprio principale hub geopolitico nell’emisfero occidentale. La posizione geografica del Paese centroamericano, situato nel cuore del continente e a ridosso della sfera d’influenza degli Stati Uniti, offre, infatti, a Vladimir Putin una preziosa pedina e una leva di disturbo strategico nello scacchiere globale. In conclusione, per il Nicaragua, l’abbraccio incondizionato con Mosca costituisce lo strumento principale per rompere il soffocante isolamento diplomatico, garantendo legittimazione a un potere ampiamente contestato. Per la Russia, la cooperazione con Managua rappresenta un tassello fondamentale nella sua sfida aperta a Washington. L’approvazione imminente da parte dell’Assemblea nazionale nicaraguense, controllata in modo totale e monolitico dal partito di governo, svela come, all’interno del blocco autoritario, il diritto penale e i trattati di estradizione abbiano definitivamente smarrito la propria natura tecnica: deliberatamente strumentalizzati, sono stati convertiti, a tutti gli effetti, in armi di influenza geopolitica e in scudi di mutua protezione legale contro la giustizia internazionale.

Tajani: 'Nicaragua estremista'. Managua interrompe le relazioni diplomatiche
sitoNon lascia spazio a dubbi il ministro degli Esteri Antonio Tajani: "L'Italia continuerà a chiedere che Casimirri risponda davanti alla giustizia italiana per i reati di cui è stato riconosciuto colpevole". Il messaggio è diretto al Nicaragua. E il tema è noto a Managua: si tratta di Alessio Casimirri, ex brigatista rosso che ha avuto un ruolo anche nel rapimento e delitto di Aldo Moro, fuggito in Nicaragua appunto, e di cui Roma chiede da decenni l'estradizione che Managua nega. Questa volta però la sottolineatura sulla posizione italiana, ribadita dal titolare della Farnesina, rientra in un contesto di rapporti diplomatici che in poche ore passa da altamente sensibile sul tema a fragilissimo, con la minaccia di Managua di rompere le relazioni diplomatiche con Roma. La crisi si consuma nel giro di poche ore: il Paese sudamericano comunica all'Italia le sue intenzioni in reazione alle parole proprio di Tajani al summit del Ppe a Madrid mercoledì, quando aveva affermato che l'Italia "non condivide nulla con la visione di governi estremisti come quello del Nicaragua, Paese che ancora dà protezione a pericolosi terroristi delle Brigate Rosse". "Alla luce delle dichiarazioni ingiustificate, aggressive e irresponsabili rilasciate dal Ministro degli Affari Esteri della Repubblica Italiana, Antonio Tajani, il quale ha insultato, in violazione di ogni norma di rispetto per le relazioni tra popoli e governi, con arroganza europea, il popolo e il governo del Nicaragua, quale espressione tangibile della nostra sovranità e dignità nazionale, informiamo il Governo italiano, e in particolare il Ministro Antonio Tajani, della nostra intenzione di interrompere ogni relazione diplomatica con il Governo italiano". Lo scrive il Ministero degli Affari Esteri del Nicaragua su El 19 Digital , il mezzo di informazione ufficiale e giornale digitale di Managua. "Abbiamo vissuto periodi molto positivi, caratterizzati da assoluto rispetto e comprensione dei nostri processi da parte di autorevoli autorità italiane, che abbiamo avuto il privilegio e l'onore di incontrare, con le quali abbiamo collaborato e affrontato le circostanze storiche del mondo in cui vivevamo negli anni passati. Oggi, di fronte a questa ignobile situazione, ci rammarichiamo profondamente che si verifichino aggressioni come quelle descritte, in contrasto con il legame storico tra l'Italia e noi, e con gli altri paesi fratelli, e speriamo che arrivino quei giorni migliori di cui l'umanità ha disperatamente bisogno e che esige. Informiamo e procediamo ad assicurare l'attuazione delle procedure necessarie per il rispetto di questa decisione sovrana e dignitosa del Nicaragua". Riproduzione riservata © Copyright ANSA

Estradizione Casimirri, Nicaragua rompe le relazioni con l'Italia. Tajani: Inaccettabile l'immunità
CronacaIn risposta al nuovo intervento del ministro degli Esteri Antonio Tajani per l'estradizione di Alessio Casimirri, ex militante delle Brigate Rosse condannato in Italia e residente in Nicaragua, il governo del Nicaragua ha notificato al governo italiano l'intenzione di interrompere le relazioni diplomatiche con l'Italia. Lo rende noto la Farnesina. Il nome di Alessio Casimirri, da oltre quarant'anni residente in Nicaragua, è tornato al centro dell'attenzione dopo le dichiarazioni del ministro degli Esteri che il 15 luglio, intervenendo al Forum Libertas di Madrid, ha attaccato il governo di Daniel Ortega e Rosario Murillo anche per la protezione assicurata all'ex brigatista. Tajani ha affermato che l'Italia non ha ''nulla in comune'' con governi estremisti come quello nicaraguense, ''un Paese che ancora oggi ospita pericolosi terroristi delle Brigate Rosse, come Alessio Casimirri, condannato all'ergastolo in Italia''. Una vicenda che riporta l'attenzione su uno degli ultimi conti ancora aperti con la stagione del terrorismo rosso italiano. Tajani: “Nicaragua estradi Casimirri, inaccettabile l'immunità” "Per l'ennesima volta chiediamo al Nicaragua di estradare Alessio Casimirri nel nostro Paese: è un assassino condannato a sei ergastoli, è l'assassino di Aldo Moro". Ha rimarcato oggi il vicepremier e ministro degli Esteri, Antonio Tajani, a margine dell'evento 'Bienvenue à la BFuture farm en République du Congo' a Jolanda di Savoia (Ferrara). "Continuare a garantire l'immunità a un criminale mi pare veramente qualcosa di ingiusto, è inaccettabile - ha detto Tajani -. Continuo a criticare il regime del Nicaragua perché continua a dare copertura a un assassino, al quale ha dato anche la cittadinanza. La soluzione è concedere l'estradizione". Tajani: “Continuiamo a chiedere al Nicaragua l'estradizione di Casimirri” "L'Italia continuerà a chiedere che Casimirri risponda davanti alla giustizia italiana per i reati di cui è stato riconosciuto colpevole, come è già stato chiesto anche con una risoluzione del Parlamento europeo. L'Italia, nel rispetto della memoria delle vittime del terrorismo e dei principi di giustizia, continuerà a difendere con determinazione questa sua richiesta". Lo sottolinea il ministro degli Esteri Antonio Tajani in una nota della Farnesina in cui si sottolinea che il Governo italiano non dimentica le vittime del terrorismo, e continua a chiedere che chi si è reso responsabile di gravissimi delitti nei confronti dello Stato e di cittadini italiani risponda delle proprie responsabilità. Ciò vale anche per Alessio Casimirri, pericoloso brigatista a cui il Nicaragua continua a dare asilo.

Tajani torna a chiedere estradizione ex br Casimirri, Nicaragua rompe con l'Italia
internazionale/esteriIl ministro Tajani ieri a Madrid ha ricordato a una riunione del Ppe la figura di Aldo Moro, assassinato dalle Brigate rosse. Il ministro, fa sapere la Farnesina in una nota, ha ricordato anche che il governo del Nicaragua continua a garantire la presenza nel Paese e a proteggere il terrorista Alessio Casimirri, uno degli assassini di Aldo Moro, condannato in via definitiva a sei ergastoli, rifiutando di accogliere le richieste di estradizione da parte della giustizia italiana. "L'Italia - si legge nella nota - continua a improntare la propria azione estera al rispetto del diritto internazionale, del dialogo e della tutela dei valori democratici, e resta aperta al confronto con tutti i Paesi, nel rispetto e nella difesa dei principi di giustizia, libertà e legalità. Il Governo italiano non dimentica le vittime del terrorismo, e continua a chiedere che chi si è reso responsabile di gravissimi delitti nei confronti dello Stato e di cittadini italiani risponda delle proprie responsabilità. Ciò vale anche per Casimirri, pericoloso brigatista a cui il Nicaragua continua a dare asilo". Il ministro Tajani ha inoltre sottolineato che “l'Italia continuerà a chiedere che Casimirri risponda davanti alla giustizia italiana per i reati di cui è stato riconosciuto colpevole, come è già stato chiesto con una risoluzione del Parlamento europeo. L’Italia, nel rispetto della memoria delle vittime del terrorismo e dei principi di giustizia, continuerà a difendere con determinazione questa sua richiesta”. In risposta al nuovo intervento del ministro Tajani per l’estradizione di Casimirri, il Governo del Nicaragua ha notificato al Governo italiano l’intenzione di interrompere le relazioni diplomatiche con l’Italia. Il nome di Alessio Casimirri, ex militante delle Brigate Rosse condannato in Italia e da oltre quarant’anni residente in Nicaragua, è tornato al centro dell’attenzione dopo le dichiarazioni del ministro degli Esteri Antonio Tajani, che il 15 luglio, intervenendo al Forum Libertas di Madrid, ha attaccato il governo di Daniel Ortega e Rosario Murillo anche per la protezione assicurata all’ex brigatista. Tajani ha affermato che l’Italia non ha “nulla in comune” con governi estremisti come quello nicaraguense, “un Paese che ancora oggi ospita pericolosi terroristi delle Brigate Rosse, come Alessio Casimirri, condannato all’ergastolo in Italia”. Una vicenda che riporta l’attenzione su uno degli ultimi conti ancora aperti con la stagione del terrorismo rosso italiano. Chi è Alessio Casimirri Nato a Roma il 2 agosto 1951, Casimirri, nome di battaglia “Camillo”, è l’unico componente individuato del commando brigatista coinvolto nell’operazione di via Fani a non essere mai stato arrestato e consegnato alla giustizia italiana. Figlio di Maria Ermanzia Labella, cittadina vaticana, e di Luciano Casimirri, già capo dell’ufficio stampa de “L’Osservatore Romano” e responsabile della sala stampa vaticana, dopo una militanza in Potere Operaio e in altri ambienti dell’estrema sinistra romana entrò nelle Brigate Rosse tra il 1976 e il 1977, inserendosi nella colonna romana. Il 16 marzo 1978 prese parte all’agguato di via Fani nel quale venne sequestrato il presidente della Democrazia cristiana Aldo Moro e furono uccisi i cinque uomini della sua scorta, Oreste Leonardi, Domenico Ricci, Giulio Rivera, Francesco Zizzi e Raffaele Iozzino. Secondo le ricostruzioni giudiziarie, Casimirri operò insieme ad Alvaro Lojacono nella parte alta di via Fani, con compiti di copertura e controllo dell’area dell’agguato. La sua partecipazione all’operazione emerse anche dalle dichiarazioni dei brigatisti dissociati Valerio Morucci e Adriana Faranda, che indicarono inizialmente con le sole iniziali “A.C.” e “A.L.” due partecipanti all’azione fino ad allora non identificati pubblicamente. Casimirri fu coinvolto anche in altre azioni delle Brigate Rosse. Il 10 ottobre 1978 partecipò al gruppo che assassinò a Roma Girolamo Tartaglione, direttore generale degli Affari penali del ministero di Grazia e Giustizia, e secondo alcune ricostruzioni fu proprio lui a sparare al magistrato. Il 21 dicembre dello stesso anno prese inoltre parte all’attacco contro la scorta dell’esponente democristiano Giovanni Galloni, nel quale rimasero feriti due agenti di polizia, svolgendo il ruolo di conducente dell’automobile utilizzata dal commando. Per la sua attività nelle Brigate Rosse è stato condannato in via definitiva a sei ergastoli, pene che non ha mai scontato. Casimirri, che era stato sposato con un’altra militante delle Br, Rita Algranati, lasciò l’organizzazione intorno al 1980 e successivamente fuggì dall’Italia. L’itinerario seguito durante la latitanza non è mai stato ricostruito con assoluta certezza, ma nei primi anni Ottanta raggiunse il Nicaragua, stabilendosi nel Paese durante la fase della rivoluzione sandinista. Qui riuscì progressivamente a costruirsi una nuova vita, dedicandosi anche alla ristorazione e alla pesca subacquea e diventando per anni una figura pubblicamente rintracciabile a Managua, nonostante le condanne definitive pronunciate in Italia. Il suo nome è stato associato in particolare ai ristoranti “Magica Roma” e “La Cueva del Buzo”. Il principale ostacolo alla sua consegna all’Italia è rappresentato dalla cittadinanza nicaraguense. Il 23 ottobre 1993 il ministero della Giustizia italiano presentò alle autorità di Managua una richiesta di arresto provvisorio a fini estradizionali, ma l’iniziativa non ebbe seguito perché Casimirri risultava già cittadino nicaraguense e la Costituzione del Paese vietava l’estradizione dei propri cittadini; tra Italia e Nicaragua, inoltre, non esisteva un trattato bilaterale di estradizione. Tra la fine del 1993 e l’inizio del 1994 il ministero dell’Interno nicaraguense revocò la cittadinanza all’ex brigatista, che presentò tuttavia ricorso ottenendo dalla Corte Suprema la sospensione del provvedimento. Dopo anni di solleciti da parte italiana, il 14 luglio 1999 la Corte Suprema di giustizia del Nicaragua confermò definitivamente la cittadinanza di Casimirri, bloccando di fatto, nel quadro giuridico allora vigente, la strada all’estradizione. Il suo caso è diventato negli anni anche un dossier politico nei rapporti tra Italia, Unione europea e Nicaragua. Il Parlamento europeo ha ripetutamente chiesto la sua immediata estradizione, ricordando il suo coinvolgimento nei fatti legati al sequestro Moro e alle altre azioni terroristiche per le quali è stato condannato e sostenendo che Casimirri continui a vivere a Managua sotto la protezione del governo nicaraguense. A oltre quarant’anni dalla fuga dall’Italia, l’ex brigatista resta dunque libero in Nicaragua: non ha mai trascorso un giorno nelle carceri italiane per le condanne definitive ricevute e la sua mancata consegna continua a rappresentare per Roma una questione giudiziaria e politica aperta, tornata ora in primo piano dopo le parole pronunciate da Tajani a Madrid.
Caso Casimirri, Tajani attacca: «Proteggete l'ex Br che uccise Moro». Il Nicaragua rompe con l'Italia
Politicadi Claudio Bozza Il ministro degli Esteri al vertice Ppe a Madrid: «Un governo estremista tutela il terrorista condannato all'ergastolo per il sequestro Moro». Managua invia una lettera con l'intenzione di interrompere i rapporti con Roma Il ministro degli Esteri Antonio Tajani e Alessio Casimirri nella foto segnaletica degli anni di piombo DAL NOSTRO INVIATO MADRID - Il governo del Nicaragua ha annunciato la volontà di interrompere le relazioni diplomatiche con l'Italia. La reazione arriva all'indomani dell'intervento del ministro degli Esteri Antonio Tajani al summit mondiale del Ppe, a Madrid, durante il quale il vicepremier aveva definito Managua un governo «estremista» accusandolo di continuare a offrire protezione ad Alessio Casimirri, l'ex brigatista condannato a sei ergastoli in Italia per il sequestro e l'omicidio di Aldo Moro (qui la sua biografia), riparato appunto in Nicaragua dal 1983. Nel suo intervento Tajani, davanti a una platea europea ma con forte presenza di leader popolari sudamericani, aveva quindi rilanciato l'impegno del governo italiano «a favore della libertà e della democrazia» in America Latina e per un rafforzamento dei rapporti tra Europa e Paesi latinoamericani. Nella notte, all'ambasciata italiana a Managua, è stata recapitata una lettera di protesta del governo nicaraguense, della quale è stata subito informata la Farnesina. Alessio Casimirri è uno degli ex militanti delle Brigate Rosse coinvolti nel sequestro di Moro del 1978. Condannato in via definitiva all'ergastolo dalla magistratura italiana, da oltre 40 anni vive in Nicaragua, dove ha ottenuto la cittadinanza e gestisce alcuni ristoranti. Le numerose richieste italiane di estradizione non hanno mai avuto esito, anche perché la Costituzione nicaraguense non consente l'estradizione dei propri cittadini. Per Roma il caso rappresenta da anni uno dei principali motivi di attrito con il Paese guidato dal sandinista Daniel Ortega.
Casimirri, il Nicaragua rompe con l'Italia dopo la richiesta di estradizione
2026
Nicaragua interrompe relazioni diplomatiche con Italia dopo le accuse di Tajani
Ascolta la versione audio dell'articolo 2' di lettura English Version Translated by AI. For feedback, please contact english@ilsole24ore.com “Alla luce delle dichiarazioni ingiustificate, aggressive e irresponsabili rilasciate dal Ministro degli Affari Esteri della Repubblica Italiana, Antonio Tajani, il quale ha insultato, in violazione di ogni norma di rispetto per le relazioni tra popoli e governi, con arroganza europea, il popolo e il governo del Nicaragua, quale espressione tangibile della nostra sovranità e dignità nazionale, informiamo il Governo italiano, e in particolare il Ministro Antonio Tajani, della nostra intenzione di interrompere ogni relazione diplomatica con il Governo italiano”. Chiedilo al Sole Le domande sono suggerite automaticamente da 24Ore AI sulla base del contenuto visualizzato. Domande di approfondimento generate da 24Ore AI Lo scrive il Ministero degli Affari Esteri del Nicaragua su El 19 Digital , il mezzo di informazione ufficiale e giornale digitale di Managua. Loading... “Abbiamo vissuto periodi molto positivi, caratterizzati da assoluto rispetto e comprensione dei nostri processi da parte di autorevoli autorità italiane, che abbiamo avuto il privilegio e l’onore di incontrare, con le quali abbiamo collaborato e affrontato le circostanze storiche del mondo in cui vivevamo negli anni passati. Oggi, di fronte a questa ignobile situazione, ci rammarichiamo profondamente che si verifichino aggressioni come quelle descritte, in contrasto con il legame storico tra l’Italia e noi, e con gli altri paesi fratelli, e speriamo che arrivino quei giorni migliori di cui l’umanità ha disperatamente bisogno e che esige. Informiamo e procediamo ad assicurare l’attuazione delle procedure necessarie per il rispetto di questa decisione sovrana e dignitosa del Nicaragua”. Che cosa ha detto il ministro Tajani Il governo del Nicaragua ha, quindi, annunciato la volontà di interrompere le relazioni diplomatiche con l’Italia: è la reazione alle parole del ministro degli Esteri, Antonio Tajani, che mercoledì 15 luglio al summit del Ppe a Madrid aveva affermato che l’Italia «non condivide nulla con la visione di governi estremisti come quello del Nicaragua, Paese che ancora dà protezione a pericolosi terroristi delle Br, come Alessio Casimirri». Ma sempre ieri il vicepremier è tornato sulla vicenda per ribadire che l’Italia chiede «al Nicaragua di estradare Alessio Casimirri nel nostro Paese, è l’assassino di Aldo Moro condannato con sei ergastoli. Continuare a garantire l’immunità ad un criminale mi pare veramente ingiusto ed inaccettabile. Critichiamo questa scelta ed il regime del Nicaragua perché continua a dare copertura, ed anche la cittadinanza, ad un assassino.

Uccise Aldo Moro: l’Italia chiede l’estradizione di Alessio Casimirri, il Nicaragua rompe i rapporti diplomatici
PoliticaFoto: Ansa Foto / Massimo Percossi (Maggio 2018) Condannato a sei ergastoli Tajani non si fa intimidire dal governo di Managua e ribadisce che l'ex Br deve scontare la pena in Italia L’Italia rivuole indietro Alessio Casimirri, uno degli assassini di Aldo Moro, rifugiato in Nicaragua e oggi ristoratore. E all’ennesimo diniego del Paese centroamericano, il governo Meloni rompe i rapporti diplomatici. Era stato il ministro degli esteri, Antonio Tajani, a risollevare la questione. Tajani: “Proteggere un criminale è inaccettabile” “Chiediamo al Nicaragua di estradare Alessio Casimirri nel nostro Paese, è l’assassino di Aldo Moro condannato con sei ergastoli. Continuare a garantire l’immunità ad un criminale mi pare veramente ingiusto ed inaccettabile. Critichiamo questa scelta ed il regime del Nicaragua perché continua a dare copertura, ed anche la cittadinanza, ad un assassino. Ribadisco: la soluzione è concedere l’estradizione”. Lo ha detto il ministro degli Esteri Antonio Tajani, a margine di un’iniziativa a Jolanda di Savoia. Rottura dei rapporti diplomatici Il governo del Nicaragua ha notificato all’Italia l’intenzione di interrompere le relazioni diplomatiche tra i due Paesi. La decisione di Managua è arrivata dopo l’intervento del ministro degli Esteri e vicepremier, Antonio Tajani, che al vertice mondiale del Partito Popolare Europeo (Ppe) a Madrid ha sollecitato nuovamente l’estradizione di Alessio Casimirri. Lo ha reso noto la Farnesina, precisando che nella notte l’ambasciata italiana a Managua ha ricevuto una lettera ufficiale di protesta del governo nicaraguense, successivamente trasmessa al ministero degli Esteri. In una successiva nota diffusa dalla Farnesina, il ministro ha ribadito che il governo del Nicaragua, “continua a garantire la presenza nel Paese e a proteggere il terrorista Alessio Casimirri, uno degli assassini di Aldo Moro, condannato in via definitiva”, rifiutando le richieste di estradizione avanzate dalla magistratura italiana. “L’Italia continuerà a chiedere che Casimirri risponda davanti alla giustizia italiana per i reati di cui è stato riconosciuto colpevole, come è già stato chiesto anche con una risoluzione del Parlamento europeo. L’Italia, nel rispetto della memoria delle vittime del terrorismo e dei principi di giustizia, continuerà a difendere con determinazione questa sua richiesta”. La solidarietà a Tajani Solidarietà della maggioranza al ministro degli esteri. “È intollerabile che il Nicaragua protegga ancora un terrorista assassino delle Brigate rosse come Casimirri. Condivido pienamente la denuncia pubblica fatta dal Ministro degli Esteri, Antonio Tajani, in occasione dell’incontro a Madrid del Partito popolare europeo e penso che le minacce del Nicaragua all’Italia siano irricevibili. È il Nicaragua che deve rispondere delle sue responsabilità”, dice il presidente della Commissione Esteri del Senato, Maurizio Gasparri. Peer la senatrice di FdI, Cinzia Pellegrino, “La decisione del regime nicaraguense di interrompere le relazioni diplomatiche con l’Italia è una scelta grave, che non può intimidire uno Stato di diritto. Chiedere l’estradizione di Alessio Casimirri, condannato in via definitiva per uno dei più efferati delitti della nostra storia repubblicana, non è un atto ostile: è un dovere morale, giuridico e istituzionale”. Procaccini: “Onoriamo la memoria delle vittime del terrorismo” “La decisione del regime nicaraguense di interrompere le relazioni diplomatiche con l’Italia non deve indebolire il cammino della giustizia. La richiesta di estradizione di Alessio Casimirri, condannato a sei ergastoli per la strage di via Fani e l’assassinio di Aldo Moro, rappresenta un dovere morale, giuridico e istituzionale nei confronti dello Stato e della memoria di tutte le vittime del terrorismo”. Lo afferma l’europarlamentare di Fratelli d’Italia-Ecr, Nicola Procaccini, co-presidente del gruppo dei conservatori al Parlamento europeo e già sindaco di Terracina per otto anni, sottolineando anche il legame di Moro con la città laziale. “In questo momento il pensiero corre ad Aldo Moro, cittadino onorario di Terracina, città alla quale era profondamente legato e dove amava trascorrere le sue vacanze estive insieme alla famiglia, trovando serenità e riservatezza. Quel legame fu spezzato per sempre quando Casimirri e gli altri brigatisti delle Brigate Rosse lo rapirono e assassinarono, strappandolo ai suoi cari e alla storia della nostra democrazia”, conclude Procaccini.
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