Quante navi ha davvero la Libia nel Mediterraneo centrale
Geopolitica e MigrazioniLa Libia è ancora il principale Paese di partenza dei migranti che arrivano in Italia. Partono dalla Tripolitania, la regione occidentale. Dalla Cirenaica, quella orientale, vanno invece a Creta. Qui gli approdi sono stati 20mila nel 2025, mentre nel 2026 sono calati del 13%. Questi dati sono stati inseriti dalla presidente Ursula Von der Leyen nella lettera indirizzata ai leader del Consiglio europeo del 16 giugno 2026. La missiva fornisce un aggiornamento strategico e operativo sulla gestione della migrazione, dichiarando la piena applicabilità del Patto dell’Unione europea sulla migrazione e l’asilo, lo strumento attraverso il quale la Commissione intende «gestire più efficacemente la migrazione», come dichiara la scheda di sintesi sul sito. «Il proseguimento dell’impegno dell’Ue nei confronti della Libia rimane indispensabile – scrive Von der Leyen nella lettera –. Stiamo fornendo un sostegno finanziario e operativo mirato per rafforzare la gestione delle frontiere, le capacità di ricerca e soccorso e di lotta al traffico di esseri umani, nonché per ridurre le partenze illegali e la perdita di vite umane in mare, oltre a un sostegno sostanziale alla tutela dei diritti dei migranti e dei rifugiati». L’inchiesta in breve Tra l’aprile 2024 e il luglio 2026 IrpiMedia ha identificato 97 imbarcazioni libiche di diverse dimensioni impegnate in parate militari, addestramenti o intercettazioni. Appartengono a 11 diversi gruppi armati libici, alcuni appartenenti allo Stato, altri privati. Di 41 si conosce la provenienza, di 56 no A bordo della nave Life Support di Emergency, IrpiMedia ha potuto osservare che la guardia costiera libica interviene rapidamente, spesso anticipando le navi di soccorso delle ong. Ma non sono solo gli apparati dello Stato a disporre di mezzi navali Nel 2024 le navi appartenenti a forze dell’ovest della Libia erano 15. Sono cresciute sempre di più – anche nell’est – grazie alle donazioni di Paesi Ue (soprattutto l’Italia), degli Emirati Arabi Uniti (soprattutto nell’est) e di compravendite private. Alcune di queste, identificate dagli esperti Onu, erano violazioni dell’embargo sulle armi. Altre invece sono regolari Queste ultime riguardano piccole imbarcazioni a uso civile, acquistate soprattutto dall’Italia. La Libia ne acquistava per un valore medio di 125mila dollari, tra il 2014 e il 2021. Poi nel 2025 si è arrivati a 7,5 milioni Rafforzare la presenza delle autorità della Libia in mare è, ormai da anni, un obiettivo delle politiche migratorie di Italia ed Ue. Ma qual è la reale capacità di controllare i suoi 1.700 chilometri di coste? Quanti e quali mezzi sono impegnati per le attività legate al controllo delle frontiere? E con quali conseguenze per i migranti e le organizzazioni non governative che cercano di salvarli? Tra l’aprile 2024 e il luglio 2026 IrpiMedia ha identificato 97 imbarcazioni libiche di diverse dimensioni, da gommoni a fregate militari, impegnate in parate militari, addestramenti o intercettazioni. Appartengono a 11 diversi gruppi armati libici, alcuni appartenenti allo Stato, altri privati. In alcuni casi, le imbarcazioni sono state donate dall’Unione europea e dai suoi Paesi membri, in particolare dall’Italia; in altri non è chiaro come siano arrivate in Libia.
