Natuzzi, lavoratori in protesta: in scena "il funerale del Made in Italy"
AttualitàUna corona di fiori da funerale e un cartello con la scritta «Qui giace il Made in Italy». Si presentano così i lavoratori della Natuzzi all’esterno degli stabilimenti pugliesi nel giorno in cui sono state convocate le assemblee per decidere come mobilitarsi contro le chiusure annunciate dal piano di ristrutturazione aziendale che parte oggi, nonostante la contrarietà delle sigle sindacali. «I lavoratori si mobilitano nel giorno delle chiusure contro un piano industriale che impoverisce il territorio, riduce la presenza produttiva in Italia e scarica ancora una volta il peso della crisi su chi lavora - dichiara Ignazio Savino, segretario generale della Fillea Cgil Puglia - Ora le istituzioni devono intervenire con determinazione, imponendo a Natuzzi il ritiro del piano e la riapertura di un vero confronto». L’azienda, che ha più volte dichiarato di essere in crisi finanziaria, ha infatti deciso di chiudere definitivamente lo stabilimento Iesce 2 di Santeramo e sospendere temporaneamente fino a data da destinarsi le attività in quelli di Graviscella ad Altamura e di Ps sempre a Santeramo. Con il trasferimento nei siti ancora attivi di Matera e Laterza di circa 600 lavoratori. Trasferimenti che dovrebbero iniziare a partire dal 13 luglio. Inoltre, nell’ambito del piano di ristrutturazione, è previsto anche lo spostamento di una parte delle produzioni italiane in Romania, per una quota pari a circa l’8% del totale. Per la Fillea Cgil Puglia la vertenza Natuzzi non riguarda solo una singola azienda, ma il futuro dell’intero distretto del mobile imbottito della Murgia. «Parliamo di un settore che vale circa 9 mila posti di lavoro nelle province e nel territorio murgiano, con una quota rilevante, intorno al 40%, direttamente o indirettamente legata a Natuzzi e al suo funzionamento. Se non si interviene subito, le casse integrazioni straordinarie, le chiusure e le riduzioni produttive che stiamo registrando in questi giorni rischiano di trascinare al collasso l’intera filiera», aggiunge Savino. Le assemblee, intanto, andranno avanti per tutta la giornata e i lavoratori decideranno se e come continuare con le loro azioni di protesta.

