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Mps sull’offerta di Intesa: “Il premio non è adeguato”. Apertura su Banco Bpm
EconomiaSiena, 16 luglio 2026 – Il premio offerto da Intesa Sanpaolo nell’ambito dell’Opas lanciata su Mps, “appare inferiore al livello medio di premio osservato in offerte pubbliche volontarie di acquisto o scambio comparabili nel settore bancario italiano, pari a circa il 30% rispetto al prezzo ufficiale del giorno precedente l’annuncio e a circa il 41% rispetto al prezzo medio ponderato a un mese”. Lo afferma il cda del Monte che ha esaminato le considerazioni degli advisor e ha formulato alcune osservazioni sull’offerta. “Sulla base dei prezzi ufficiali al 15 luglio – prosegue Mps – il corrispettivo esprime uno sconto di circa 3,3% rispetto al prezzo di mercato dell’azione Mps. Tale sconto risulterebbe ulteriormente ampliato a circa 6,2%, qualora si considerasse il prezzo di Intesa Sanpaolo aggiustato per il dividendo interim che ha in programma di distribuire a novembre di quest’anno, nell’ammontare atteso dal mercato”.
L’offerta di Intesa Sanpaolo “attribuisce a Mps una valorizzazione complessiva pari a circa 30,6 miliardi, corrispondente a un differenziale di circa 3,4 miliardi rispetto alla capitalizzazione di mercato della banca antecedente all’annuncio dell’offerta. Tuttavia – evidenzia il Monte –, tale maggior valore rappresenterebbe solo una quota limitata del valore stimato delle sinergie prospettate dall’offerente e non sembra riflettere il cambio di controllo e il successivo break-up di Mps”.
Un'insegna di filiale del Monte dei Paschi di Siena
"Indebolimento del modello di banca di prossimità”
Per Rocca Salimbeni la disaggregazione del Monte e l’allocazione delle sue attività tra soggetti differenti potrebbero poi “comportare un indebolimento del modello di banca di prossimità, delle capacità decisionali nei territori, della continuità delle relazioni storicamente sviluppate con famiglie, Pmi, imprese e istituzioni, nonché del ruolo svolto dalla Banca quale punto di riferimento”. Inoltre, “oltre a sollevare interrogativi circa i benefici per la competitività del sistema bancario, l’operazione pone preoccupazioni per la continuità di un radicato sostegno all’economia reale”. A questo si aggiunge un’ulteriore osservazione: l’opas di Intesa determinerebbe “un ulteriore rafforzamento della posizione del principale gruppo finanziario italiano, con una crescente concentrazione delle attività di produzione, consulenza e distribuzione di prodotti e servizi finanziari, e un significativo impatto sul livello di concentrazione e assetto competitivo del sistema bancario italiano”.
"Su Bpm continuare ad approfondire le analisi tecniche”
Per il cda del Monte “permangono elementi di incertezza in merito alle valutazioni” delle competenti autorità in riferimento all’acquisizione della quota in Generali. Per quanto riguarda Banco Bpm, Mps “ritiene di continuare ad approfondire le analisi tecniche in relazione alla proposta di aggregazione ricevuta”, che “merita un approfondimento, perché prospetta una possibile operazione industriale fondata sulla valorizzazione dell’intero perimetro di Mps e non presuppone la disaggregazione delle attività, della rete distributiva e del marchio”. Infine Mps annuncia che proseguirà nella valutazione dell’Opas di Intesa e della proposta di Bpm.
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